Colle, copia copiassa all’esame non si passa!
di Holl
Quest’oggi, su “Il Mattino” di Benevento, è stato pubblicato un articolo sulle tradizioni di Colle Sannita, avente tale titolo: “Torneranno i carri di grano parte il confronto nei rioni”.
Si parla di capolavori artistici che sfileranno lungo le strade del paese, di giovani che creeranno dei propri carri, di insegnanti che aiuteranno gli allievi per la realizzazione. Tutto ciò non ha qualcosa di familiare?
E’ interessante analizzare anche la foto utilizzata per questo pezzo; si tratta dell’immagine del carro tradizionale “Sagrada Famiglia”, presentato dalla contrada Utile, nel 2005. La prova che si tratta di un carro foglianesaro è data dalla presenza, accanto all’opera, del nostro vigile urbano Angelo Boscaino. A dir la verità, l’articolo parla di un’antica tradizione; probabilmente, sarà così antica che non c’è una fotografia di un loro carro da utilizzare.
Purtroppo, questo è l’ennesimo “copia – incolla” della nostra celebre Festa del Grano. E non è la prima volta che succede; cosa dire degli “splendidi” carri di San Marco dei Cavoti che, insieme a quelli di Colle, vengono messi alla pari dei capolavori artistici foglianesari.
Mi meraviglio, però, come la Provincia, con i suoi fondi, possa sostenere un’iniziativa che non è altro che un plagio di una delle più importanti manifestazioni della Campania. Non penso che il presidente della Provincia, l’on. Carmine Nardone, non conosca Foglianise ed i suoi monumentali carri di grano; eppure viene dato sostegno a tale festa, sminuendo il valore di un arte che è propria di Foglianise.
Questo avvenimento non deve passare inosservato sotto i nostri occhi e, soprattutto, sotto quelli di chi ci amministra. Bisogna fare qualcosa anche a livello legale. Pertanto, chiedo all’amministrazione comunale, di fare tutto il possibile affinché tale festa rimanga il simbolo unicamente della nostra cittadina e che non venga plagiata da altri paesi, in questo caso del Sannio.
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Manifestazioni che hanno alla base riti con offerte di grano ce ne sono in tutta Italia. Non possiamo chiedere a Colle di non fare una festa di questo genere, ma possiamo, invece, chiedere di non plagiare la nostra di festa, intesa come sfilata, di più riproduzioni in paglia di monumenti famosi. La caratteristica principale della Festa del Grano è che non c’è un solo carro, ma ci sono più opere, che una volta venivano presentate dai vari casali. Inoltre, vi sono delle tecniche di intreccio e una capacità di sfruttare i chiaroscuri che in altri paesi sono impossibili da trovare.
Bisogna individuare un modo per non avere tante copie della nostra festa, che vanno ad incidere negativamente sulla sua immagine.
Giustamente, come dice Folius, di “Festa del Grano” ce ne sono tante in Italia!
Ognuno, ovviamente, ha una sua storia!
Ma ormai, in questo mondo consumistico, non si bada più alle tradizione!
Basti pensare che, nel periodo estivo, c’è un completo assalto di sagre e feste che, non hanno nessun fine se non quello del lucro!
Per quanto rigurda l’articolo su “il mattino”, l’errore è fatto dall’autore dell’articolo. Io, personalmente, ho fatto qualche telefonata alla redazione della testata. La scusante di tutto questo è, semplicemente, il fatto di non possedere una foto della manifestazione di Colle!
Jativenne Cuocci!!!!!
Vui e chilli carri fauzi!
E cu u ‘rranu ca mancu chiù u teniti!
Qualli chiaroscuri!
Siti buoni sulamente a piglià u sole ‘nfacci e i pisci arret’ i rini!!
Cu na festa fauza v’aizati li megliu sordi dint’ a u mese e Austu. Sulu chella è a fortuna vostra!
Nun teniti nienti! E cu nient’ e vuostru rimaniti!
Campati sulu e aria, feste e fondovalle.
certo che poi accorrete in massa…..pecoroni.
anche di formaggio ne produce tanto…. e dove sono le pecore, ci sono rimasti solo i pecoroni…..e quelli davvero siete tanti.
SI I VITULANESI HANNO UNA MEZZA FESTA DI UN SANTO CHE HA ANCHE UN NOME SCONCIO. L’OCCASIONE GIUSTA PER UBRIACARSI E FARE STRONZATE SU QUELLA MONTAGNA PIENA DI MERDA!
BEEEEEEEEE BEEEEEEEEE
“dall’alto ” mica ha detto che era di Vitulano?
Uno sportivo : rispetta i Santi e la natura ,col il resto puoi scherzare
e ricorda uno sportivo che a meno che non sia nell’acqua la merda va sempre a valle
Almen’ e pezze e furmaggiu nui e facimu, ce le mmagnamo e cacchetunu ca ce fatica ce uadagna puru i sordi onestamente.
Vui u sole u pigliati sulamente!
Ata sparì!
…basta con queste polemiche inutili!..Vitulano e Foglianise sono nella stessa condizione!..nessuno è superiore a l’altro!..poi, dico, siamo in Europa è parliamo ancora di diatribe che ci sono state in passato??..non è meglio lavorare insieme e rivalorizzare il nostro territorio??
Infine, vorrei chiedere a “dall’alto”, chi guadagna durante la festa del grano??..i foglianesari??..o i vari bar e/o attività commerciali di Foglianise??
Quindi, faremo meglio ad osservare i nostri reali problemi e risolverli democraticamente, magari insieme!
Alziamo il muro al ponte di Sirignano!!!
S’adda appiccià tuttu chellu ca sta doppu u Lammicco!!!!!!!
alta cultura e sapienza.
un concentrato della intelligenza vitulanese.
è proprio vero che nascono con la laurea…. e non solo quella…….poveri cristi….
Ogni tanto dalle montagne deve spuntare qualche imbecille che scrive fesserie su questo blog. Le str…ate sono sempre le stesse, quelle che dicevano i loro nonni. Non ci mettono nemmeno un po’ di fantasia.
Ritornando alla nostra antica festa, che attira turisti da tutta Italia e anche oltre (altro che le festicciole di paese con quattro gatti) il problema del “copia incolla” non è da sottovalutare. Se non sbaglio, anni addietro, anche Cacciano, per la festa della Madonna delle Grazie, organizzò una sfilata di carri di grano.
Secondo me bisogna puntare su una massiccia campagna pubblicitaria così quando si parla di festa del grano la gente deve pensare subito a Foglianise, così come quando parliamo di carnevale siamo porati a pensare a Viareggio.
Vui sapiti sulamente spenne nu sacc’ e sordi pe sta festa e fauzuni e po nun vi funziona mancu l’acquedotto!
Ma quall’evoluti!
Siti na massa e fetient e mmerda!
A Vitulano nascimu cu a laurea e chessu s’è vistu, si vedeva e si vederrà ancora.
Vui sulu piezz’ e carta e na scola ntà nu ‘ranaru (senza lu rranu vuostru) teniti pe fa nsaccà sordi a chi già e tene ca ce jeschenu p’a mutanda strazzata e unta ( ca ai voglia a le cunsumà i panni! I sordi ca trasenu e ca anna rimané!).
Truatemi cacche figlianesaro illustre!
Vui siti sulu ntrezzatur’ e paglia (ca puru le fauci pe metre aiti avuta jettà!)
“dall’alto” torna in alto e non disturbare. Invito a superare questa inutile polemica.
P.S. Foglianesari illustri ce ne sono e ce ne sono stati (Francesco Pedicini, Basilio Giannelli, Alessandro De Donato, ecc…). L’intreccio della paglia è una vera arte su cui si basa una festa importante per l’economia foglianesara.
http://uvitulanese.wordpress.com/2007/05/04/100-mila-visite-auguri-a%e2%80%98u-vitulanese%e2%80%9/
leggete pure!
x “dall’alto”
Vai a studiare prima la storia locale e poi parli.
Se la Festa del Grano fosse sfruttata in maniera opportuna sarebbe un vero traino per l’economia foglianesara. Poi, fino a prova contraria, l’acqua corrente nelle case ce l’abbiamo ma non capisco, comunque, com’è legato il problema dei guasti all’acquedotto con la Festa del Grano.
Chiudo questa diatriba, invitandoti ad inserire commenti più pertinenti e con un livello di intelligenza maggiore.
x “Aria Nuova”
Sono d’accordo con te sulla pubblicità.
P.S. Complimenti a U Vitulanese per le 100 mila visite.
per “aria nuova” da gente anziana ho sentito che molti anni fa (anni 30) anche a Cacciano facevano il carro o i carri per l’occasione per portarli alla festa del grano di Foglianise,poi non si capisce se fu vietato ,non sono stati piu accettati o si e persa semplicemente la tradizione
lasciateli perdere, hanno i loro personaggi famosi, che espatriano per poi…. tornare e, portano il conto……anzi vengono a far pagare il conto per una pensione dorata…..e una poltrona di prestigio……dopo tanti barellieri…….
LA CLASSE NON è ACQUA…………
INUTILE DARE IMPORTANZA A QUESTE STUPIDAGGINI…..PENSATE PIUTTOSTO ALLE CONDIZIONI IN CUI SIAMO A FOGLIANISE….NON LE DEFINISCO PER DECENZA……RIFLETTETE…..OSSSERVATE…….AGITE(CHE PAROLONE!!!)……
tratta da ” U Vitulanese”
esempio pratico che non ha bisogno di spiegazioni.
“nun si manco piecuru, pecche’ nu puo pasce pecche’ tucchi cu nasu n’terra………………………….te piecuru”
rivolta da un vitulanese ad un altro vitulanese,
La festa dei carri di grano a Colle Sannita, se non lo sapete, è antica quanto quella di Foglianise, e forse anche di più.
Basterebbe leggere e documentarsi un po’ prima di sparare cazzate ed offendere una tradizione anche nostra!
La prossima volta, fatevi una paseggiata a Colle e vedete quanto sono belli i nostri carri.
La fotografia di un carro di Foglianise, se vogliamo dirla tutta, è casuale: il giornalista fa l’articolo la redazione può aggiungere una immagine di repertorio per rendere l’idea al lettore.
Stavolta è capitata casualmente una di Foglianise incollata all’articolo di Colle Sannita….
a questo punto, dovreste essere voi di Foglianise a chiedere scusa a noi collesi PER LA BRUTTA FIGURA CHE CI AVETE FATTO FARE con il vostro carro!!!
E smettetela di frignare! fraffusi!
E non cancellate questo commento: siamo in democrazia, o no?
Scusami…collese..ci dici qualcosa sulla storia della vostra “Sagra del Grano”?
Io, sinceramente, su internet non ho trovato nulla!!
Grazie
HAHAHAAHAHA
CHE RIDERE ,CACCIANO VITULANO FOGLIANISE
HEIIIII VI RENDETE CONTO CHE SONO TRE MICROSCOPICI PAESI PROPORREI L’UNIONE DELLE FORZE!!!!MA COME POTETE LONTANAMENTE PENSARE CHE LA FESTA DEI CARRI DI FOGLIANISE POSSA DIVENTARE FAMOSA COME QUELLA DEL CARNEVALE DI VENEZIA !!!!!!FOLLIA !
VI MANCANO: L’UNIONE I SOLDI L’INTERNAZIONALITà E LA FANTASIA
SCETATEV A STU SUONN CERCATE PIUTTOSTO DI CREARE STRUTTURE.I VOSTRI BAR LA SERA SONO ANCORA FREQUENTATI DA SOLI UOMINI CHE GIOCANO A CARTE,E NON AVETE ANCORA NEL 2007
UNA RETE VELOCE DI COMUNICAZIONE CHE COLLEGA I PAESI DELLA VALLE.
MA COME FA UNA SIGNORA DI CAUTANO CHE NON GUIDA AD ARRIVARE A VITULANO O FOGLIANISE PER PRENDERE UN APERITIVO CON UN AMICA????
E VOI PENSATE ANCORA AI CARRIIIIIIIIII
CIAOOOOOOOOOOO
Cara Lolita, in effetti questo è un’altro problema che, in passato, è già stato denunciato!
Sinceramente, siamo mal collegati anche con Benevento!
Però questo non centra niente con la “festa del grano” o sbaglio?
In questi tre “microscopici” paesi (come dici tu), ci sono gli stessi problemi che sono presenti nei “macroscopici” paesi e città d’Italia!
Infine, chi ti dice che la “festa del grano” non possa diventare una manifestazione conosciuta in ambito nazionale??
Figlianesari mmerda!!
Chiarfusi!!
Vui le pecure nun le pasciti e nun le mmungiti ca nun sti pratici e fesse e de menne (al massimo a fessa a siti vista quannu e mammi vostre annu sgravato e a zizza quannu ce zuchevati u llattu vicino). Al massimo vi putiti fa na strenta e varra!!
Caro collese illuminaci. Raccontaci questa storia della vostra festa che dici essere addirittura precedente alla nostra. Intanto la nostra sono secoli che va avanti e non è stata mai interrotta. Sulla qualità dei nostri carri poi non si discute.
Dal commento della donna emancipata, la cara Lolita, vedo che avete travisato il mio pensiero. Ho parlato del carnevale per rendere un esempio, per spiegare meglio quello che volevo dire sulla pubblicità, non per affermare che la festa del grano deve arrivare al livello del carnevale di Viareggio.
Comunque cara Lolita vieniti a fare un giro a Foglianise nei week-end e vedrai che la situazione non è poi così disastrosa.
MI SCUSO CON VOI SE VI HO ARRECATO UN OFFESA,COMUNQUE HO CAPITO PERFETTAMENTE IL PENSIERO DI ARIA NUOVA NON HO TRAVISATO NULLA LA SIMILITUDINE è SBAGLIATA.SCUSATE MA PUBBLICITà VUOL DIRE RENDERE NOTO A TUTTI E COME FATE SE NON AVETE LE STRUTTURE!!!
E POI QUALE MIA PAROLA TI HA FATTO PENSARE ALL’APPELLATIVO EMANCIPATA?
OVVIAMENTE PER RISPONDERE ALL’OPPOSIZIONE NON HO MAI DETTO CHE LA FESTA DEL GRANO NON DIVENTERAà MAI FAMOSA A LIVELLO NAZIONALE TUTTO PUò ACCADERE!!!!!
COMINCIATE PERò UN Pò PIù DA VICINO ,DALL’UNIONE DEI PAESI .
COMUNQUE SPESSO MI TROVO DA QUELLE NEI WEEK-END COSA DIRE .. VOI COSA FATE?
A quanto vedo, il democratico “collese incazzato” non ci ha ancora detto niente, riguardo la storia della Festa del Grano collese!!
Sono d’accordo con lolita quando dice: “cominciate un pò più da vicino, dall’unione dei paesi”. Questo che dici tu è una grande cosa!..il problema è che, nelle nostre zone, ci sono molti paesi chiusi e “nazionalisti”!..potrai benissimo notare lo sfottò di molti vitulanesi!
GIACCHè VI CONOSCO BENE NON PARLARE DEGLI ALTRI PAESI COME SE FOGLIANISE NON FOSSE LA STESSA COSA . RICORDATEVI CHE SE NON CREATE INTERESSI NEI GIOVANI OLTRE A QUELLO DI BERE BIRRA NEI BAR ……
AD ESEMPIO PERCHE NON CREATE UNA STRUTTURA
TIPO STARBOOK?
ho riflettuto su cosa aveva detto Lolita sul carnevale di venezia,là e’ basato sulla disponibilità economica dei singoli ,o erro?,ci si compra una maschera si spendono i mille euro e si fa confusione,invece nel creare i carri ci vuole competenza pazienza capacità di artigiani che via via stanno sparendo ,forse se si parlava di Viareggio la cosa era piu accettabile,comunque nn conosco bene il carnevale di Venezia puo darsi che le maschere li le fanno artigiani e nn cinesi,booo
dopo una ricerca ho scoperto come la signora puo andare a prendersi l’aperitivo da Cautano a VItulano : prende il bus alle 17 da Cautano e il ritorno alle 18:30 da Vitulano,quesito risolto ho vinto qualche cosa? A parte gli scherzi per i collegamenti disastrosi è colpa nostra ,e’ impensabile che ogni paese sia collegato a bn in via diretta cioe’ BN-Foglianise BN-Vitulano BN-Campoli ecc ecc,dunque un po di sacrificio costa viaggiare con i mezzi pubblici ,anche se quello attuale e’ troppo,ma la verità che siamo troppo pigri,e ho visto che gli autobus vanno sempre vuoti,ieri ho incrociato il bus che viene da Napoli (diretto) nn e’ sceso nessuno a Foglianise,anzi era vuoto ,da domani ,se sto per strada ,quando passerà vedrò quanta gente c’e',ma la verità è che si preferisce farsi venire a prendere a Benevento in auto,cosi facendo che interesse hanno le aziende ad aumentare le corse e i collegamenti ,se pur le corse dirette sono vuote?
qua non c’e’ la cultura del mezzo pubblico ma dell’auto piu costosa,e alla passeggiata il sabato sera si preferisce andare a zonzo in auto per ore per il paese,e questo con le nuove generazioni si fa sempre piu evidente.
per Lolita
Il mio pensiero è stato travisato. Pubblicità significa fare una propaganda per richiamare l’attenzione del pubblico. Il pubblico può essere anche la gente della provincia o della regione. Per ora raggiungere una notorietà nazionale (non certo al livello del carnevale di Viareggio intendiamoci) è impossibile ma dobbiamo cominciare a lavorarci sopra.
Hai detto che questo non può essere fatto per una mancanza di strutture. Scusa ma non capisco cosa intendi per strutture. Se parliamo di vie di collegamento, da Benevento Foglianise è facilmente raggiungibile (in parte anche con i mezzi pubblici), ma comunque questo non ha nulla a che vedere con la pubblicità. E’ vero, mancano strutture alberghiere per ospitare i visitatori ma ora come ora la festa non è ad un livello tale per poter costruire degli alberghi e gli agriturismi esistenti sono sufficienti. Facendo pubblicità aumenteranno i visitatori e i privati saranno invogliati a costruire delle strutture di ricezione.
Se parli di disponibilità economica per avere pubblicità su televisioni e giornali, sembra che quella ci sia. Poi è sempre possibile ridurre le spese per l’ultima sera ed investire sulla pubblicità. Però l’investimento sulla pubblicità deve andare di pari passo con quello sui giovani carristi altrimenti non si va avanti.
Poi a dirla tutta nel mondo della comunicazione di oggi più che i soldi contano le idee e il saper sfruttare i mezzi che ci sono. I siti internet, i blog, i portali come youtube consentono di avere una pubblicità completamente gratuita.
Quasi dimenticavo. Ho usato l’appellativo emancipata perchè sembrava quasi che volessi interpretare il ruolo della donna emancipata, che guarda dall’alto le ragazze e le donne delle nostre parti che a tuo avviso rimangono chiuse in casa, a fare la calza mentre aspettano i loro uomini che tornano dal bar. Sei sicura che sei venuta a Foglianise o hai sbagliato paese?
PER COMINCIARE CONOSCO MOLTO BENE FOGLIANISE OLTRE AI TRE BAR (FORNITI SOLO DURANTE LE FESTE)UN SUPERMERCATO,UN PAIO DI MACELLERIE UN FERRAMENTA LA CANTINA SOCIALE ED IL TABACCAIO NON RICORDO ALTRO.RICAPITOLANDO SE NEL WEEKEND MI TROVO DA QUELLE PARTI POSSO COMPRARE LE SIGARETTTE IL VINO FARE LA SPESA E PRENDERE UN CAFFE SOTTO UNA TENDA DI PLASTICA MANCA QUALCOSA?????PECCATO CHE LA BUCA DI BACCO SIA CHIUSA DA TEMPO CUCINAVA UN FILETTO MOLTO BUONO COME VEDI NON HO SBAGLIATO PAESE!!!!!!!!!!!! CONOSCO BENE LA VOSTRA FESTA DEL GRANO è SEMPRE QUELLA ED ATTIRA SICURAMENTE TUTTI I PAESI NEI DINTORNI ,ANCHE PERCHè è UNA ALTERNATIVA AL NULLA ,COME TUTTE LE FESTE DI PAESE.PERCHè AD ESEMPIO QUESTA FESTA DEL GRANO CHE NON è ATTINENTE A QUELLA DEL PATRONO NON VIENE ESTESA IN TUTTI I PAESI DELLA VALLE?FESTEGGIANDO COSI LA MADODOPERA ,LA FANTASIA L’UNIONE E LA STORIA DELLA VALLE CAUDINA/VITULANESE? QUESTA POTREBBE ESSERE UNA GRANDISSIMA PUBBLICITà .
Sulla festa dei carri di grano di Colle Sannita su internet c’è ben poco. Riporto di seguito alcune notizie trovate sulla festa collese e su quella di San Marco dei Cavoti.
Come ho già detto in un precedente commento, feste, che hanno alla base offerte di grano, ne troviamo in tutta Italia. E’ importante, però, analizzare la forma di tale donazione. Dalle notizie trovate, emerge che sia a Colle Sannita che a San Marco dei Cavoti, fino alla metà del Novecento vi erano delle semplici offerte di covoni, opportunamente addobbati e trasportati su carri agricoli. Non si parla, quindi, di riproduzioni di monumenti, caratteristica presente nella Festa del Grano già nei primi anni del secolo, anche se, comunque, c’è da dire che già nell’Ottocento si avevano riproduzioni di altari votivi o di quadri con immagini sacre.
E’ interessate osservare soprattutto l’evoluzione che ha avuto la festa di San Marco dei Cavoti. Nel 1968, dopo una sospensione della manifestazione per alcuni anni, “fu organizzata un’edizione speciale, con una Sagra del grano, durante la quale, in una sfilata serale, i carri furono accompagnati da donne vestite in abito tradizionale, le pacchiane”. Le analogie con la nostra festa sono evidenti.
COLLE SANNITA
In occasione della festività della Madonna del Carmine, dopo un periodo di interruzione, è ripresa da qualche anno la tradizione della sfilata dei carri di grano.
[...] La festa del Carmine era nel passato una forma di ringraziamento alla Madonna per il raccolto. Era per questo caratterizzata dall’offerta del grano da parte delle contrade che gareggiavano tra loro a chi ne offriva di più.
I carri, trainati dai buoi e stracolmi di covoni, seguivano la statua della Madonna in processione. Era uno spettacolo suggestivo ritenuto, da quelli che lo ricordano, molto più bello di quello di oggi che, senza dubbio, vince in folclore su quello di ieri in virtù degli addobbi e della creatività che fanno di ogni carro un’opera d’arte, modello in miniatura di monumenti civili e religiosi più significativi di Colle e d’Italia.
[...] La ricorrenza del Carmine quest’anno ha portato a Colle Sannita molti visitatori che hanno ammirato compiaciuti i carri allegorici carichi di messaggi schietti e incontaminati della cultura contadina, autentici capolavori di pazienza e di fede realizzati con grano in spiga e in chicchi.
Deliberazione della Giunta Provinciale di Benevento n° 588 del 08/08/2005.
Oggetto: Comune di Colle Sannita - III° Edizione “Carri di grano: saperi, sapori e colori”.
Una foto dei carri di Colle
http://xoomer.alice.it/srampone/sdistem/territ/colle/feste.htm
SAN MARCO
A San Marco dei Cavoti la “festa dei Carri” è dedicata alla Madonna del Carmelo, comunemente chiamata Madonna del Carmine. Nel giorno canonicamente a lei dedicato, il 16 luglio, la raccolta del grano non era stata ancora ultimata, soprattutto nelle contrade di montagna, per cui i festeggiamenti si svolgono da sempre nella seconda domenica d’agosto.
[...] I carri venivano generalmente “caricati” la mattina della festa con covoni (règne) ammucchiati a regola d’arte e successivamente si riunivano all’ingresso del paese in attesa della processione. Qui venivano giudicati in base a diversi criteri: “quantità” e “qualità” del grano adoperato e successivamente anche “bellezza” dell’allestimento. Non esistevano premi materiali ma il carro vincitore aveva l’onore di sfilare subito dietro la Madonna. E non era un onore da poco a giudicare dalle vivaci discussioni che nascevano in seguito al verdetto insindacabile della giuria!
Il rito dell’offerta del grano si concludeva con la trebbiatura dei covoni caricati sui carri, che aveva luogo alcuni giorni dopo la festa nell’attuale Largo Ariella (da ària che nella parlata locale indica uno spazio a fondo duro usato per la battitura dei cereali) e costituiva una nuova occasione per festeggiare il raccolto. Infatti, veniva organizzato un pranzo a cui partecipavano tutti coloro che avevano collaborato. Il grano trebbiato veniva poi venduto e il ricavato era utilizzato per pagare le spese della festa.
Fino al ’62, la festa era molto sentita dai sammarchesi che nelle annate migliori hanno partecipato alla processione allestendo 30-40 carri. Poi, dopo il terremoto, la festa è stata sospesa fino al ’68, quando fu organizzata un’edizione speciale, con una “Sagra del grano”, durante la quale, in una sfilata serale, i carri furono accompagnati da donne vestite in abito tradizionale, “le pacchiane”.
In questi stessi anni, la festa iniziò a subire diversi cambiamenti legati all’evolversi dei tempi. Il numero dei carri realizzati iniziò a ridursi soprattutto perché, con la meccanizzazione dell’agricoltura, il grano non era più mietuto manualmente ma era tagliato e trebbiato dalle moderne mietitrebbiatrici. In più il vecchio carro trainato dai buoi fu sostituito dai carri agricoli a trazione meccanica. I nuovi carri venivano decorati ed arricchiti da paglia intrecciata e lavorata sempre più finemente e, essendo più difficili da allestire, non erano più familiari ma venivano realizzati dalle diverse contrade del paese, tra le quali cominciò a sorgere anche una certa rivalità. Quindi, più famiglie si riunivano e partecipavano prima alla raccolta del grano, appositamente mietuto a mano, e poi alla realizzazione del carro.
All’inizio degli anni Ottanta ci fu un declino della festa e per qualche anno non ci furono carri tant’è che si decise di dare degli incentivi economici per rivitalizzare quest’antica tradizione.
Negli ultimi anni, accanto a quelli tradizionali, sfilano carri non legati esclusivamente a tematiche religiose ma vere e proprie scenografie realizzate con grano artisticamente lavorato. Oggi c’è chi rimpiange il vecchio carro “caricato” e trainato dai buoi e chi apprezza i recenti tentativi di accostare le antiche forme rituali con soluzioni più moderne, nel rispetto comunque di una tradizione che, almeno a giudicare dai racconti degli anziani, è “sempre esistita”.
x Lolita
Ma come la Festa del Grano non è attinente a quella del Santo. Leggete prima di parlare
http://it.wikipedia.org/wiki/Foglianise#Festa_del_Grano
Gli altri paesi della valle non sono affatto legati a questa tradizione e perciò una partecipazione degli altri Comuni è incomprensibile.
questo l’ho trovato sul blog di nicola mastrocinque. inserisco solo la parte finale dell’articolo quella + interessante
FESTA DEL GRANO 2006: NEL SEGNO DELLA QUALITA’ E DELL’ANTI-PLAGIO
Luglio 6th, 2006
Grazie all’utilizzo dei nuovi canali di comunicazione, rappresentati dalla Grande Rete, è cresciuto l’interesse per la Festa del Grano. Quanto detto è dimostrato anche dalle numerose richieste di notizie riguardanti la manifestazione, informazioni inserite anche in alcune pubblicazioni.
Il 29 aprile 2006, è stato presentato il testo: “San Rocco, un Santo per Amico, Storia-Culto ed Attualità di un Pellegrino”, curato da Costantino De Bellis, mentre il 20 giugno ha arricchito la bibliografia su Foglianise, il libro: “San Rocco, Il Pellegrino di Dio”, un fumetto caratterizzato da un linguaggio accattivante, edito da Di Vitto Editore, per la serie I Gioielli. In entrambe le pubblicazioni, nelle sezioni dedicate al culto del “Pellegrino della Carità”, spazi rilevanti sono stati occupati da testi ed immagini, dedicati alla “Festa del Grano”.
Anche se da anni questa manifestazione riesce a catalizzare l’attenzione della stampa e del mondo della comunicazione locale, l’attuale Comitato Festeggiamenti ha deciso di puntare maggiormente sull’evento, in modo da allargare l’interesse verso la festa, oltre i confini regionali e nazionali.
Innanzitutto, da quest’anno, ci sarà una selezione dei “carri di grano”, che parteciperanno alla sfilata del 16 agosto, in modo da aumentare la qualità complessiva delle opere. Inoltre, per sgombrare il campo da qualsiasi tentativo di plagio, è stata avviata un’opera di ricerca, volta a stabilire, con maggiore certezza, le origini della festa. La maggior parte delle ipotesi, formulate in passato, concordano nel fatto che, da rito pagano in onore di Cerere, dea delle messi, nonché dea Fortuna, la festa si sarebbe trasformata nei secoli, per poi divenire, a seguito dell’epidemia di peste, propagatasi nel Regno di Napoli nel 1656, culto cristiano in onore di San Rocco. Il primo documento certo sulla presenza della festa in onore di S. Rocco risale, comunque, al 1730.
L’intento di tale lavoro è quello di mettere in evidenza il carattere storico della manifestazione, affinché questa non risulti essere offuscata da altri eventi analoghi, come quelli che si hanno in San Marco dei Cavoti, in Circello, in Paduli, o anche in altre regioni, che, oltre a non presentare l’elevata qualità delle produzioni artistiche foglianesare, per alcuni aspetti uniche ed inimitabili, risultano essere successivi alla Festa del Grano di Foglianise, in quanto risalgono, nella maggior parte dei casi, alla seconda metà del “900” e, pertanto, posteriori di almeno due secoli.
Il risultato di tutta quest’opera di rilancio, però, potrebbe essere penalizzato dal fatto che, per la prossima edizione, la realizzazione del programma della manifestazione e degli eventi collaterali è partita, purtroppo, in ritardo, in quanto la macchina organizzativa è stata attivata dopo l’insediamento del neo eletto Consiglio Comunale, visto che il Comitato Festeggiamenti è costituito dall’Amministrazione Comunale, dalla Pro-Loco e dalle altre associazioni presenti sul territorio. Quanto accaduto fa riflettere, dunque, sempre di più, sulla necessità di avere un ente permanente, non legato alla politica, che si possa dedicare a tempo pieno all’organizzazione e alla promozione della Festa del Grano, in modo che essa possa godere oltre che di attori unici, i “carri”, anche di una degna scenografia.
Come migliorare la Festa del Grano ?
Invertire la tendenza!
Evitare che la festa diventi una vetrina per l amministrazione comunale e sia consegnata ai cittadini ,ad un comitato permanente formato da tutti coloro che vogliono dare un contributo ….
Evitare lo spreco di risorse in iniziative stupide come la terza serata dedicata al cantante o al gruppo musicale :80.000 euro per arbore!!!!!
E, soprattutto , smettiamola di essere cosi provinciali , non è la festa che crea occasioni di sviluppo , di crescita ….
E’solo la festa di una piccola comunità di 3.000 abitanti che vive quei giorni con un coinvolgimento affettivo , con quell orgoglio per una tradizione che va certamente tutelata e niente più…..
Altrimenti mimmo zampelli e lo studentello ipmrtinente si sentiranno autorizzati a scrivere tutte le scemenze di cui fanno ampio sfoggio ogni anno quando ci raccontano di ” trentamila presenze durante la sfilata dei carri”,oppure\del miracolo che si ripete ogni anno …..Migliaia di persone in coda per toccare il lembo del mantello del nostro sindaco ….
Diciamoci la verità: a Foglianise , i carri, non si fanno più per San Rocco ma per san giovanni e quindi non ci resta che festeggiare il 24 di giugno!!!!
Poi , siamo davvero così ipocriti da affermare che tutti i carri sono opere d arte ?
Alcuni, sono sicuramente belli anche se spesso sono gli stessi da qualche anno ; ma ci sono alcuni lavori che non dovrebbero proprio sfilare . Manichini impiaccicati di paglia ,auto rivestite che emettono rombi infernali ,uomini che sfilano a cavallo per il solo gusto di fare gli idioti,abiti medievali per distinguere le varie contrade come se ci trovassimo al palio di Siena.
Qualche anno fa, in un affannosa ricerca di innovazione ebbero il coraggio di far sfilare anche un gruppo di majorette, in un altra edizione un carro armato che sparava ….
Un campionario di idiozia incontrollata, dove ognuno, senza limiti esprime la sua ,molto discutibile , arte…
Scene di vita quotidiana con i soliti “mamozzi” che tracannano improbabili bicchieri di vino,senza che nessuno , vissto che non se nerendono conto gli autori , abbia il coraggio di rinchiuderli per evitare di contaminare quel po di buono che ancora ci rimane…
Avevano assoldato anche il direttore artistico , lo stesso della statua scappata , ma non si è vista la sua mano ,per fotuna!!!
Non sono contrario alla festa sono solo contro il cattivo gusto in ogni sua espressione.
x holl
Informati se ci stanno per copiare le altre stupende opere d arte della scorsa edizione:
LA FERRARI
LA COPPA DEL MONDO
L AEREO
BOWLING
LA PISTA
RICCHEZZA E POVERTA’
Nel caso in cui , i collesi, volessero incollare queste straordinarie perle della laboriosità della nostra gente, dovremmo sicuramente preoccuparci per la salute mentale di questi nostri amici del sannio, oppure , ringraziarli.
Per favore non rispondete ipocritamente con la solita inveterata solfa:bisogna rispettare il lavoro e il sacrificio …e bla bla bla,perchè come direbbe Di Pietro : ma che c azzecca!
In questo caso, sarebbe meglio se ce li copiassero ,anzi , lancio un iniziativa : doniamo queste opere d arte ai nostri amici collesi!!!!!
Se vogliamo continuare a mantenere viva questa straordinaria capacità artistica dobbiamo salvare la nostra tradizione tutelando quelle meravigliose opere del rione palazzo ; noblitare il lavoro dei tanti artisti che si sono adoperati per rendere bella la sagra del grano. Penso al compianto Franchetiello, a Iannuzzi, questi hanno arricchito ,davvero, le sfilate , questi hanno creato con le loro mani sapienti e con il cervello opere di valore ….
Chi organizza la festa non dovrebbe rallegrarsi della quantità ma della qualità dei manufatti e avere il coraggio di dire : questo obbrobrio non può partecipare!
Le sfide , anche in questo campo , come ci insgna l economia globale si vincono elevando la qualità . Attenzione, anche i Cinesi potrebbero creare Carri a basso costo e, questo sarebbe un vero dramma ,perchè i cittadini di Colle e di San marco potrebbero importare Carri di grano
già confezionati e farci fessi …..!!!!!!
fuori da ogni polemica
Oggi la Sagra del Grano, secondo la mia modesta opinione, necessita di una Direzione artistica professionale e di una Commissione permanente che si ponga come trade union tra la preziosa e insostituibile esperienza dei nostri anziani e le nuove generazioni ma con un approccio progettuale e programmatico.
Mi capita sovente di essere d accordo con a.o..
Laciatemi dire che trovo davvero riprovevole la polemica sull ass. Meoli. E’ sconcertante che per muovere delle critiche , legittime , all operato di un assessore si debba attingere al pettegolezzo da Novella 2000,e si debba invadere la sfera privata di un cittadino.
Non trasformiamo questo straordinario strumento di informazione e discussione in una pattumiera ; evitiamo che possa diventare un muro da imbrattare con insulti e quant’ altro….
E, soprattutto , non esageriamo con i pettegolezzi da bar , ve lo suggerisce un fiero avversario di Tullio Meoli.
Chiediamo all assessore ,invece, un primo bilancio del suo primo anno di amministratore del nostro paese!!!!?????
Il disagio è piu’ grande , ve lo assicuro!
Dispiace che la polemica con l’ass. Meoli sia sfociata in considerazioni che hanno invaso la sfera personale e poi sappiamo tutti che l’assessore in questa vicenda non ha molte responsabilità. Quando si ci candida con Giovanni Mastrocinque si hanno poche certezze:
1. La vittoria assicurata.
2. Che poi bisognerà solo alzare la mano quando gli verrà chiesto, senza fare commenti (e quì evitiamo di fare esempi comunque agli occhi di tutti).
Allora vorrei fare una domanda al ragazzo pieno di entusiasmo Tullio Meoli, che voleva cambiare il mondo:
Prima di candidarti con la lista di Giovanni Mastrocinque e poi dopo lasciarti andare in dichiarazioni quantomeno avventate, non potevi frequentare qualche consiglio comunale?
Le opzioni per rispondere anche in questo caso non sono molte.
1. O sei anche tu un burattino, come tutti gli altri amministratori, il candidato dello zio mecenate Antonio Tommaselli offerto in dote all’amico Giovanni Mastrocinque e quindi per il futuro faresti bene ad alzare la mano e stare zitto.
2. Oppure, non avendo avuto altre esperienze politiche, non eri a proprio a conoscenza dei modi “democratico/casalesi” del nostro Sindaco e credevi veramente in un progetto di recupero e valorizzazione del Paese.
Se dovesse essere vera la seconda opzione, se sei veramente un ragazzo intelligente, dimostralo… rassegna le DIMISSIONI!
Tanto la vita continua anche senza di te.
X Deckart
Trovo molto convincenti le tue argomentazioni riguardo all assessore Meoli , dal punto di vista politico , ovviamente!!!
Anche se ti sfugge un particolare che potrebbe essere esteso alla quasi totalità dei cittadini del nostro paese: la mancanza di coraggio!
Viviamo in un ambiente culturalmente deviante , dove la rincorsa al potente , al ras di turno, è un obiettivo che viene vissuto e realizzato all interno delle varie famiglie della nostra comunità; un insegnamento che prende forma già nei primi anni di vita.
E’ un esercizio così naturale che non abbisogna di particolari capacità : è come comprare la maglia del Milan al figlio di tre anni ( che non sa neanche cosa sia il calcio)per esorcizzare la possibilità che da grande possa fare il tifo per il Napoli …
E , se crescendo , il figlio , torna a casa e dice : papà io sono tifoso del Napoli !
Subito si apre il cassetto delle foto e amorevolmente , in prima istanza , si prende l immagine consunta e impolverata e si traumatizza il fanciullo: ma che dici…? non vedi che da quando avevi tre anni sei tifoso del Milan!!!!!?????
Altrimenti si passa alla fase numero 2, quella della derisione , dello scherno: il Napoli è una squadra di merda, non vince mai !!!!
Forse ho esagerato ma come spiegarsi ,altrimenti , questo numero sempre maggiore e ,soprattutto, rumoroso di tifosi di mastracinque?
Ambiscono tutti al posto in banca? Non mi smbra che BLPR possa essere paragonata alla Banca di Roma ,ne Mastrocinque a Geronzi o a Matteo Arpe….
Sono contenti dell amministrazione trentennale del nostro sindaco?
…non penso !
E allora l unica risposta plausibile alle tante domande che ci poniamo, è una sola : è un problema culturale!
Gramsci sosteneva che:” bisogna smettere di concepire la cultura come sapere enciclopedico, in cui l uomo non è visto se non sotto la forma di recipiente da empire…
Lo studentucolo ( f.c.) che sa un po’ di storia e di latino ,l avvocatuzzo (M. Zampelli)che è riuscito a strappare uno straccetto di laurea alla svogliatezza e al lasciar passare dei professori, crederanno di essere diversi e superiori anche al miglior operaio specializzato .Questa non è cultura è pedanteria, non è intelligenza , ma intelletto, e contro di essa ben a ragione si reagisce.
La cultura è organizzazione , disciplina del proprio io interiore , è presa di possesso della propria personalità , è conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico ,la propria funzione nella vita ,i propri diritti e i propri doveri.
Solo quando i cittadini del nostro paese prenderanno possesso delle loro coscienze cambierà qualcosa.
Francamente sono molto pessimista!!!!
L’ articolo riportato da “Il Mattino”, il 3-5-07, sulla tradizione dei carri di Colle Sannita,ancora una volta ha dato vita ad una discussione molto interessante.
La Festa del Grano, in Foglianise, celebrata in onore del Pellegrino dell’Assoluto, San Rocco, è il trionfo della fede e della tradizioni, sublimata dall’arte dell’intreccio in modo mirabiale.
I carri di Colle Sannita, di San Marco dei Cavoti, di Paduli, non sono così raffinati e non sono paragonabili alle nostre produzioni artistiche.
Le tecniche di lavorazione degli steli di grano tenero, tramandate nel tempo ed applicate ai carri tradizionali, medi, piccoli e novità, rappresentano le genialità creative degli artisti della paglia, che ricevono eminenti apprezzamenti nel “Museo Itinerante”, lungo il “Tracciato della Tradizione”, il 16 Agosto.
Mi meravigliano alcune inutili critiche alla manifestazione.
Bisogna cercare di migliorare la qualità delle opere impegnandosi a fondo, partecipando attivamente alla realizzazione dei carri. Le critiche, le chiacchiare da bar (quel lavoro poteva essere fatto così), i giudizi espressi da coloro che non hanno mai realizzato i carri, servono solo ad impoverire l’identità culturale del paese.
A mio avviso, è sempre più costruttivo propporre idee, piuttosto che criticare soltanto.
Pier Paolo Pasolini ha scritto:- Avere una tradizione è meno che nulla; è solo cercandola che si può viverla -.
Nell’era della globalizzazione si tende a valorizzare l’omologazione; l’attaccamento alle radici, nonostante “tante cassandre”, risulta essere l’antidoto per sconfiggere lo smarrimento della propria identità culturale.
La Festa del Grano è una tradizione unica, ineguagliabile, inimitabile.
x Mimmo e Francesco
Esprimete un giudizio sull’articolo di Colle.
spesso si ricorre ai potenti, anche per costruzioni abusive e licenze alquanto dubbie, è una usanza sbagliata, ma radicata.