La viabilità in Valle Vitulanese è rimasta ferma agli anni Cinquanta

da Il Sannio Quotidiano.

Con l’arrivo della stagione invernale e l’intensificarsi delle piogge si ripresenta con profetica cadenza l’increscioso problema della rete stradale poco efficiente per un paese che si vanta di definirsi l’occidente del mondo.
La valle vitulanese, luogo alquanto dimenticato dagli interventi infrastrutturali, resta il tallone d’Achille delle amministrazioni locali e provinciale. Basta compiere un non poco impegnativo e faticoso, per la propria auto, giro lungo le arterie stradali della valle e capire in che condizione di disagio sono costretti a vivere i cittadini.
La rabbia della collettività risulta essere alquanto all’apice e gli umori si direbbero molto esasperati. La considerazione di tutti è sempre la stessa, quella di vedersi come cittadini di “serie B”.
Compiendo tele tour e partendo da Ponte salta subito all’occhio una cosa, quella che si può definire strada con la s maiuscola termina al bivio di Torrecuso, quindi a Foglianise. Andando oltre la situazione è penosa: buche, cunette piene di ogni genere di detriti che ostacolano il defluire dell’acqua piovana che inonda la carreggiata, avvallamenti, dossi e smottamenti del manto stradale.
Questa situazione si protrae per tutto il tratto della Provinciale Vitulanese fino a Montesarchio. Situazione paradossale anche sulla Fondovalle Vitulanese, una strada a scorrimento veloce costata un occhio della testa ai contribuenti e penosamente, dopo neanche dieci anni dalla sua messa in funzione, in uno stato fatiscente. Tanto che in alcuni punti si sono prodotti già avvallamenti causati da frane in movimento.
A volte, in particolare sulla Provinciale Vitulanese, le buche prendono le sembianze di veri e propri crateri i quali, in particolare in questo mese di dicembre appena trascorso, hanno causato tantissimi disagi ai cittadini. In alcuni casi molti automobilisti hanno provocato seri danni alle proprie automobili incappando in questi veri e propri pericoli della strada.
La sfiducia di molti verso le istituzione resta forte. È palesato e facilmente riscontrabile il senso di abbandono che provoca dei rifiuti verso la politica. Questo non è un bene per chi amministra perché la politica deve dare delle certezza e sicurezze ai cittadini.
Stessa situazione vive un’altra strada provinciale, quella Cautano-Frasso che attraversa nel bel mezzo il parco del Taburno-Camposauro in uno dei suoi luoghi più belli, la piana di Prata.
Strade da sud del mondo anche in molti territori comunali; sono soprattutto quelle della periferia ad essere fatiscenti e impraticabili.
Sembra che qualcosa però si muova. E’ di qualche tempo fa l’annuncio del sindaco di Campoli del Monte Taburno, Mario Saverio Orlacchio, che ha anticipato l’intenzione da parte della Provincia di Benevento di rendere alle esigenze moderne la Provinciale Vitulanese nel tratto della Pietra di Tocco e del bivio del Taburno fino a Montesarchio. Risulta oggi essere questo il pezzo di strada provinciale del comprensorio più in crisi. Un ammodernamento di tale arteria stradale darebbe la possibilità di intensificare flusso delle autovetture e dare sbocchi anche commerciali al nostro entroterra spesso dimenticato.
Anche la volontà di taluni comuni come Campoli del Monte Taburno e Tocco Caudio di chiedere in simbiosi con Montesarchio un intervento serio della provincia sul tratto stradale che, passando per la frazione di Cirignano, collega la Valle Vitulanese a quella Caudina, dimostra che l’interesse delle istituzioni locali è di risolvere l’increscioso problema di una rete stradale rimasta ferma agli anni cinquanta.

6 Responses to “La viabilità in Valle Vitulanese è rimasta ferma agli anni Cinquanta”

  1. Hotel Taburno: quali prospettive di sviluppo?
    da Il Sannio Quotidiano

    Qualche tempo fa Campoli del Monte Taburno ha ospitato un convegno nel corso del quale si è affrontato un tema caro alla comunità della valle vitulanese: quello del Parco Regionale del Taburno-Camposauro.
    La serata è servita a presentare la richiesta del paese di entrare nel parco, ma nel corso del dibattito non si è potuto evitare di parlare delle prospettive future dello stesso. La situazione secondo molti cittadini dei paesi interessati è abbastanza allarmante.
    Quello che si vede e che salterebbe subito all’occhio è una mancanza di concretizzazione della progettualità. I punti interrogativi sono molti, e le prospettive di far decollare il Parco sembrerebbero ridottissime.
    La prima domanda che i cittadini, e in particolare i turisti, si pongono, è rivolta allo stabile che un tempo ospitava il rinomato Hotel Taburno.
    La mancanza di strutture adeguate per creare un circuito turistico è il dato allarmante di chi vede nel parco una valvola di sfogo per creare interesse e prospettive di lavoro verso un entroterra spesso e volentieri dimenticato.
    E’ di ieri un nostro intervento sulla penosa situazione stradale che mette disagio i cittadini della valle, ed ai molti turisti intenzionati a raggiungere nei mesi estivi il Taburno. Allo stato attuale il Parco del Taburno-Camposauro risulterebbe essere la classica cattedrale nel deserto, incapace di creare prospettive future piacevoli.
    Fu interessante l’intervento dell’onorevole Costantino Boffa quando, a margine del convegno tenutosi a Campoli, tirando in ballo i fondi europei per il prossimo settennato dichiarò: “L’importante allo stato attuale è intensificare la rete stradale, quella ferroviaria. Bisogna puntare su opere infrastrutturali che possano portare il nostro entroterra al centro di un percorso nazionale ed internazionale. Accanto a questo si deve puntare anche su uno sviluppo della rete delle comunicazioni. Quello che è necessario oggi è internet e tale canale deve far conoscere le nostre bellezze naturali e paesaggistiche”.
    Parole importanti, ma più importante ancora è, concretizzarle.
    Ma torniamo alla situazione Hotel Taburno. Quello che tutti vogliono capire è come stanno le cose. La struttura è ormai chiusa e in condizioni pessime, fatiscenti sarebbe dir poco, da tempo immemorabile. L’intervento istituzionale per chiarire la situazione è d’obbligo, visto che nella struttura c’è l’interesse regionale.
    L’appello e le speranza di tutti, rafforzate dalla cassa di risonanza rappresentata dall’onorevole Boffa, è quello di chiedere opere infrastrutturali per rendere competitivo il Parco; questo significa più turismo e più lavoro per i cittadini. Allo stato attuale il Taburno-Camposauro risulta essere privo nei punti più interessanti, del flusso turistico, la Piana di Sepino e quella di Prata di strutture per la sosta dei villeggianti; manca un bar, un ristorante un albergo. Questo non è un bene se le intenzioni sono quelle di rilancio del Parco del Taburno-Camposauro.
    Per non parlare della rete stradale: la Provinciale Cautano-Frasso, che passa nel bel mezzo dei monti Taburno e Camposauro, in alcuni punti può considerarsi più una mulattiera che una arteria stradale a carattere provinciale. Stesso discorso riguarda la Provinciale Vitulanese.
    Le due strade sono determinanti, e risultano essere le uniche, per accogliere nel parco il flusso turistico che giunge dalle zone costiere della Campania; vengono infatti da Napoli e Caserta la maggior parte dei villeggianti che nei mesi estivi sono ospiti delle nostre zone. Scandalosa è anche la situazione, già trattata in altri articoli, dei rifiuti presenti in massa nel pieno territorio montano. L’appello di tutti i cittadini è rivolto verso le istituzioni e risulta essere quello di dar vita ad una politica di serio interesse che getti veramente le basi per un rilancio ed uno sviluppo del Parco del Taburno-Camposauro.

  2. strade provinciali???
    certo, analisi giusta e dovverosa…
    ma se le prime a fare schifo sono le nostre!!!!
    proporrei al nostro primo cittadino, al suo staff, a tutti i suoi seguaci e segugi, di fare un carosello nelle “proprie” auto, in fila uno dietro l’altro, SENZA evitare NESSUNA buca di NESSUNA strada, possibilmente sfondando ammortizzatori e sventrando gomme….e poi li intervisterei a riguardo…

  3. N:B: doverosa e NON dovverosa

    così, tanto per evitare insulti gratuiti visto che è una moda diffusa attaccarsi agli errori di “battitura” in mancanza di “battute” valide a riguardo

  4. 21 Febbraio 2007

    Un problema sempre attuale: le strade “scassate”

    di Holl per Il Figlianesaro

  5. perdonami, non voglio difendere i nostri amministratori. certamente le nostre strade comunali sono in cattive condizioni, ma i fondi non sono tanti, la conferma la si ha girando in tutti i paesi della provincia, ma il dubbio sorge sulle strade provinciali, quando si vanno a verificare gli importi stanziati per sistemazioni, manutenzione o addirittura completo rifacimento o allargamento.
    cifra con molti zeri, ma che hanno prodotto zero risultati.
    l’altro numero enorme è quello delle buche che si possono contare dal bivio di Torrecuso a quello di Tocco, direttamente proporzionale quanto speso negli ultimi 10 anni, che presumo sia stato tanto.
    Vorrei volentieri essere smentito.
    Grazie

  6. ……………

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