Si è tenuta sabato sera a Castelpoto una assemblea pubblica organizzata dal comitato cittadino che si oppone alla realizzazione del sito di dissociazione molecolare promosso dai comuni della Valle Vitulanese, escluso Foglianise, più Torrecuso e Paupisi. Presente oltre alla collettività di Castelpoto e ai membri del comitato anche il sindaco di Castelpoto Giancarlo Schipani. In un colloquio estremamente pacifico, dove le varie anime della comunità hanno portato avanti la tesi di contrarietà verso l’impianto, il primo cittadino ha difeso in maniera estrema la posizione portata avanti dai sette comuni del comprensorio. Ma andiamo per gradi riportando innanzi tutto le dichiarazioni che i componenti del comitato hanno reso durante l’assemblea. Le richieste chiare della collettività di Castelpoto alla quale si sta unendo, in un forte movimento popolare l’intere valle sono chiare e definitive: i sindaci devono immediatamente ritornare sui loro passi ed abbandonare la scelta fatta «con superficialità e senza interpellare il popolo che è sovrano». «Il timore è quello di ritrovarci la Valle Vitulanese come una valvola di sfogo dell’intera regione che sta affondando sotto i rifiuti. -fanno sapere i membri del comitato- In un momento storico come quello attuale risulta fortemente inopportuno dirsi pronti a costruire un sito come quello di dissociazione molecolare. Il nostro timore è che ci ritroveremo in casa i rifiuti del napoletano e le ecoballe che nessuno vuole perché nocive». Il comitato cittadino si rifiuta anche di accettare la strada d una possibile fortuna economica «Chi vorrebbe pagare di meno le tasse e quindi avere benefici economici, ma mettendo a repentaglio la propria salute e la propria vita?! Inoltre la favola dei posti di lavoro non ci convince, ne ci interessa. Stiamo parlando della nostra esistenza e nulla può pagare». La comunità di Castelpoto denuncia un fatto estremamente importante e ai più sconosciuto «Martedì scorso è partita una missiva, firmata da tutti i sindaci escluso Mastrocinque di Foglianise, nella quale si informava il Commissario Governativo per l’emergenza rifiuti in Campania, Gianni De Gennaro, di essere pronti nella Valle Vitulanese a dare vita ad un impianto di dissociazione molecolare per smaltire i rifiuti. A tal proposito è chiaro capire che ci ritroveremo in poco tempo nella nostra valle i rifiuti che nessuno al mondo vuole, quelli di Napoli. Sabato mattina De Gennaro ha incontrato una rappresentanza dei sindaci in questione valutando la cosa e gettando le basi per portarla in porto. Il monito a tutti i cittadini della valle è chiaro: far quadrato per impedire questo suicidio di massa».
Il sindaco di Castelpoto non si esime dal dire la sua e parlando alla platea porta avanti la tesi intrapresa dai sindaci «L’intesa con i sindaci della Valle è quella di trovare la possibilità di aprire un sito nella valle. Non c’è nulla di sicuro ancora. Posso dirvi che quanto prima attueremo uno studio di fattibilità; inoltre daremo voce alla volontà popolare. Tramite un referendum i cittadini decideranno se volere il sito oppure no». Ma la preoccupazione della gente e che siamo già andati oltre con il tempo ed ormai è tutto stabilito, visto che nella mattinata di sabato un elicottero ha monitorato le zone interessate dalla volontà dei sindaci. Il sindaco ha tentato di battere la strada del ritorno economico, ma pronta è stata la reazione del comitato e dell’intera comunità a rifiutare tale prospettiva. Il comitato ha animato la serata con una accurato studio sui differenziatori molecolari chiarendo che si tratta impianti ancora in fase sperimentale dei quali non si conoscono le vere e proprie conseguenze, di sicuro nocive e dannose per l’ambiente e chi lo abita.
La soluzione: «Si deve percorrere la strada della raccolta differenziata, non impiantare siti dannosi per tutti. Come si può pensare di abbandonare la strada della differenziata senza che si sia mai percorsa?! I sindaci non hanno il diritto di arroccarsi sul mandato popolare per legittimare le loro scelte».
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E sull’impianto Ceniccola scrive ai sindaci di otto paesi
da Il Sannio Quotidiano del 28-01-2008
Una lettera aperta ai sindaci sul progetto del dissociatore molecolare da realizzare a Castelpoto. E’ quella scritta - la pubblichiamo integralmente - da Amedeo Ceniccola, ex sindaco di Guardia Sanframondi e presidente del Comitato civico GustaSannio, ai primi cittadini di Paupisi, Ponte, Castelpoto, Campoli Monte Taburno, Cautano, Tocco Caudio, Torrecuso e Vitulano.
Egregio Sindaco,
apprendo dalla stampa locale che, nei giorni scorsi, è stata approvata un “intesa istituzionale” per costruire un dissociatore molecolare nella convinzione che tale sia l’unica soluzione alla grave emergenza che attanaglia la Campania. Un impianto che dovrebbe “dissociare” ben 100 tonnellate giornaliere di rifiuti solidi urbani!!!
Non so chi sia stato l’ispiratore di tale iniziativa (posso solo provare ad immaginarlo ben sapendo chi sono i referenti sanniti dell’azienda che ha ottenuto la concessione in esclusiva per della realizzazione di tali impianti in tutto il bacino del mediterraneo) e non mi interessa più di tanto, però, mi consenta di dirLe sommessamente, pacatamente, serenamente:
state sbagliando strada!
Ognuno è libero di scegliersi l’albero a cui impiccarsi e questo vale in politica e nella vita e, però, quando si amministra il denaro pubblico bisogna essere più attenti e più parsimoniosi di quando si paga con la tasca propria.
E per far sì che ognuno possa assumersi fino in fondo le proprie responsabilità mi consenta di dire a Lei quello che avrei voluto dire al Presidente Nardone (che si è rifiutato di partecipare ad un confronto pubblico televisivo da me richiesto per discutere di tale questione).
Senza alcun amore di polemica ma solo per far sì che tutti i cittadini possano comprendere che trattasi di una scelta sbagliata mi consenta di ricordarLe quanto ha scritto la Regione Campania nel dichiarare “NON ACCOGLIBILE” un’analoga proposta presentata dal comune di Santa Maria La Fossa (CE) presentata in fase di scoping del Piano Rifiuti regionale ed i motivi che sconsigliano la realizzazione di tali impianti che Lei intende costruire nella Valle Vitulanese, in particolare, nel territorio di Castelpoto: “…Per la tecnologia di Dissociazione Molecolare, per quanto individuata come tecnologia promettente ma da sottoporre a validazione, non sono a tutt’oggi disponibili serie storiche di dati su bilanci di massa, fattori di emissione e costi collegati nello scenario regolamentare e prescrittivi del contesto UE, connotato sotto molti aspetti di criteri prescrittivi più esigenti a quelli delle zone ove ad oggi tali tecnologie sono in adozione. Il ricorso alla Dissociazione Molecolare viene dunque considerato positivamente allo stato attuale solo come approccio “sperimentale” e in corso di validazione. Non si ritiene prudente fondare su tale tecnologia la gestione in forma prevalente, od esclusiva, del Rifiuto Urbano di un contesto territoriale allargato….I dissociatori molecolari sono impianti di piccola taglia (pensare di poter trattare cento tonnellate giornaliere di rifiuti solidi urbani è pazzesco!!!) ancora in fase sperimentale in Islanda che potranno risultare complementari per qualora venga verificata la piena affidabilità tecnica ed ambientale, così come la Commissione mista Ambiente e Innovazione ha segnalato in uno studio sulle migliori tecnologie disponibili per lo smaltimento dei rifiuti, recentemente effettuato”.
PREMESSO QUANTO SOPRA
una domanda, anzi, due nascono spontanee:
1)E’ possibile che ben 7 Sindaci prendano una tale iniziativa quando il Commissario per l’emergenza rifiuti ha reso pubblico, prima di fine anno 2007, la sua posizione contraria nei confronti dei Dissociatori Molecolari?
2)Trascurando del tutto quelli che sono i dettami legislativi rispetto ai quali solo lo Stato utilizza le Deroghe (vedi scadenza delle osservazioni al Piano Rifiuti Regione Campania), con quale spirito nasce questa proposta a risonanza provinciale e ben strombazzata sulla stampa locale?
A mio avviso, fino a quando le cose cammineranno in questo modo, non credo che la provincia sannita arriverà lontano…
Amedeo Ceniccola
Presidente Comitato
Civico GustaSannio
Ex Sindaco
di Guardia Sanframondi
Celle di dissociazione molecolare
Le Celle di dissociazione molecolare sono il componente del sistema in cui una combinazione di pirolisi, termolisi e gassificazione converte la carica organica in gas e cenere inerte, senza che abbia luogo il processo di combustione.
Le varie celle componenti un impianto sono modulari ed ampiamente collaudate nel funzionamento fin dal 1993.
La combinazione di più celle dà la possibilità di affrontare problemi di trattamento in quantità variabile.
Le dimensioni di ogni singola cella vanno da 1 Ton/giorno, fino ad oltre 15 tonn/giorno.
Il processo, della durata di 24h, prevede una fase di caricamento delle celle, la loro chiusura, ed il successivo avviamento attuato attraverso un bruciatore ausiliario (max 15 minuti), il processo di formazione del SynGas è tenuto sotto controllo da una apposita apparecchiatura elettronica, la rimozione delle ceneri (normalmente non superiori al 3% della massa caricata) conclude il processo.
Fase di produzione del SynGas
La dissociazione molecolare è un processo termo-chimico che consiste nella scomposizione della sostanza organica, in modo da trasformarla in forma gassosa. Il processo si sviluppa in condizioni sub-stechiometriche ( in carenza di ossigeno ). L’obiettivo è quello di trasferire il contenuto energetico della sostanza solida iniziale nel potere calorico di un combustibile in fase gassosa, che offre un impiego più ampio e flessibile
Il processo prevede che il sistema funzioni in difetto di ossigeno e senza che il materiale caricato bruci, in modo da spingerlo verso la produzione più alta possibile di Gas Sintetico (oltre il 97%), un combustibile la cui ossidazione termica ha un impatto inquinante sui fumi che è di diversi ordini di grandezza inferiore rispetto a quelli prodotti dalla combustione di carbone o in generale di materia organica solida.
Dipendentemente dal prodotto caricato si può arrivare ad una conversione del carbonio pari all’80% (80% del potere calorico netto della carica si ritrova nel gas purificato).
Il SynGas ottenuto ha un potere calorico che può oscillare tra 1,5 e 3 Kwh/mc.
EnerGo progetta, produce, installa e manutiene i sistemi EnerWaste in esclusiva in Italia e nei paesi del bacino del mediterraneo, integrando le migliori tecnologie di mercato finalizzate al recupero energetico.
dal sito http://www.energo.st/
Salve, vi scrivo per dirvi che sono il primo ad essere poco favorevole agli inceneritori o anche chiamati Termovalorizzatori, ma gli impianti di Dissociazione Molecolare sono tutt’altra cosa, ho scritto un articoletto sul mio sito proprio in seguito alla ricerca di una possibile alternativa ecologica alla raccolta differenziata che in certe zone del paese è difficile da attuare..
Andrebbe secondo me chiarito alla popolazione che il suddetto impianto a poco o nulla da spartire con gli inceneritori tradizionali ed è anche a differenza di questi molto efficiente a livello energetico, quindi produce piu energia di quanta ne consuma.
Se volete leggerlo
http://www.hobbymeteo.it/index.php?/scienza/Rifiuti-in-Campania-eppure-una-soluzione-c-e.html
saluti
Roberto D.