Dissociatore, il comitato e le ragioni del suo no

da Il Sannio Quotidiano.

Dopo i tanti interventi che nelle ultime settimane hanno animato il dibattito politico sulla volontà portata avanti dai sindaci di Campoli del Monte Taburno, Castelpoto, Cautano, Paupisi, Tocco Caudio, Torrecuso e Vitulano, di creare in piena Valle Vitulanese un impianto di dissociazione molecolare; prende la parola il comitato cittadino No-DisMo che, con un volantino già in giro per il comprensorio e con una nota espressa sul sito internet www.nodismo.altervista.org, spiega le ragioni della pacifica protesta.
Il documento, dato alle stampe con una intestazione chiara e concisa: «Il metodo, il contesto: le ragioni del no!», chiarisce in maniera dettagliata ogni aspetto della situazione. Il comitato parte subito con un attacco «I sette sindaci della Valle Vitulanese, senza una valida motivazione e senza una democratica discussione, hanno deciso di avviare, nel territorio di Castelpoto, la costruzione di un Dissociatore Molecolare (Smoldering) per l’incenerimento dei rifiuti solidi urbani. Tale impianto metterà in ginocchio le attività agricole e zootecniche dell’intera Valle Vitulanese ed esporrà la nostra salute a rischi facilmente immaginabili». Il capo d’accusa del comitato è riferito alla scelta da parte dei sindaci di non aver scelto la strada di informare la pubblica opinione. La nota continua con una verità appurata sui dissociatori molecolari, in risposta a chi come il sindaco di Campoli, Mario Saverio Orlacchio, nei giorni scorsi li aveva definiti non dannosi alla salute: «Il dissociatore Molecolare (Smoldering) è un inceneritore di ultima generazione ancora in fase di sperimentazione che non elimina ma riduce (forse, il forse è lecito perché si tratta di sperimentazione) le emissioni di gas tossici, cancerogeni e teratogeni (diossine e furani)».
Il documento continua sulla natura della fase sperimentale «La sperimentazione è stata avviata da così poco tempo che la Commissione Interparlamentare per le Migliori Tecnologie di Gestione e Smaltimento dei Rifiuti definisce lo Smoldering una tecnologia da ‘sperimentare sul campo per realtà rappresentativa di piccoli bacini’: in poche parole i sette sindaci hanno deciso di far diventare i cittadini della Valle Vitulanese cavie per la sperimentazione di un impianto di cui non si sa nulla».
In definitiva le condizioni di salute degli abitanti del comprensorio verranno monitorate in modo da capire se tali impianti sono efficaci. Doveroso da parte del No-DisMo il chiarimento sul sito che si dovrebbe impiantare in valle «L’impianto previsto dall’accordo tratterà cento tonnellate di rifiuti solidi urbani al giorno, per un bacino di utenza di circa centomila persone. La Valle Vitulanese conta da sola quindicimila abitanti. Da dove arriveranno le altre tonnellate di immondizia e cosa ci ritroveremo a dover smaltire? Questa nostra domanda sta da tempo rimanendo inevasa».
La nota riporta chiaro la contrarietà espressa in merito a questa scelta messa in campo dagli amministratori: «Viviamo l’emergenza rifiuti in tutta la sua gravità: la città di Napoli e la provincia sono soffocate da mondezza di cui non si conosce il contenuto e che non si sa dove portare. In questa situazione l’autocandidatura proposta dai sindaci ci espone al rischio di vederci recapitare a casa i sacchi e le ecoballe tossiche sparpagliate nella Regione. Infatti la capacità dell’impianto è tale che sarà necessario allestire un sito di stoccaggio in grado di accogliere almeno 200 tonnellate di rifiuti al giorno perché dubitiamo che tutta questa immondizia possa essere trasportata giorno per giorno da venti tir, come pure qualcuno sta tentando di farci credere».
La nota del comitato conclude «C’è il rischio altissimo di contrarre tumori e gettare una percentuale consistente di popolazione incontro alla morte. Inoltre la valle Vitulanese ha una vocazione economica agricola e turistica mentre i sindaci hanno intrapreso una strada che annienterà tutto quello che abbiamo faticosamente costruito. Chi mai comprerà più i nostri prodotti agricoli? La democrazia rappresentativa, il mandato popolare, non autorizzano i sindaci ad intraprendere strade tanto rischiose e non condivise. Alla prospettiva di morire di tumore o provocare malformazioni nei nascituri pur di vedersi ridurre i tributi comunali, diciamo no!».
E’ di domenica, intanto una dichiarazione della fascia tricolore di Tocco Caudio Antimo Papa. «In questa settimana ci incontreremo con il sindaco di Castelpoto, Giancarlo Schipani, che per motivi di lavoro è stato fuori zona, e valuteremo il da farsi. Di più non posso dire, non so se torneremo sui nostri passi perché la strada intrapresa non è una scelta sbagliata».

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