Comunità montane, via al riordino

di Paolo Bontempo

per Il Mattino.

Entro il 30 giugno prossimo è fissato il riordino delle Comunità montane del Fortore, del Titerno, del Tammaro e del Taburno, secondo quando stabilito dalla nuova riforma varata dalla legge finanziaria 2008. Vi è attesa per le trasformazioni che andranno a realizzarsi. In particolare è prevista la riduzione del numero dei componenti degli organi rappresentativi nonché la riduzione delle indennità spettanti ai componenti dell’organo esecutivo. Questo riordino potrebbe avere delle conseguenze politiche significative per le amministrazioni comunali aderenti poiché i comuni dovrebbero nominare quale rappresentante dell’ente un solo componente del consiglio comunale; per saperne di più bisognerà attendere ancora qualche settimana. Sicuramente i cambiamenti in atto potrebbero mutare gli equilibri politici per avere un nuovo esecutivo. Sollecitate, intanto, dalla finanziaria 2008 a ridurre i costi e a rendere più efficace l’azione delle Comunità montane, le regioni tardano ad approvare il riordino dei territori di montagna, tanto che a due mesi dalla scadenza del 30 giugno fissata dal legislatore ancora non sono state varate le relative leggi regionali. L’intervento dello Stato prevede, a partire dal 2009, un taglio del 45% della spesa corrente per il funzionamento degli enti montani: vengono eliminate almeno 7 delle 22 Comunità oggi esistenti e si tagliano il numero dei consiglieri eletti dai cittadini e le loro indennità finanziarie. Non sarà più possibile, inoltre, per i comuni appartenere e ricevere contributi dalle Comunità montane e da altre forme associative degli enti locali, come le Unioni di comuni. Ma, soprattutto, scompariranno dal rango e dai finanziamenti riservati ai comuni montani i comuni costieri e quelli più grandi per dimensioni demografiche, oggi ricompresi nelle Comunità montane. Dunque due i punti fondamentali: la decadenza dalla partecipazione alle Comunità dei comuni capoluogo di Provincia, di quelli costieri e di quelli con più di 20.000 abitanti e la riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori. L’obiettivo di risparmio dovrà essere conseguito attraverso il riordino degli enti montani operato da ciascuna Regione con leggi regionali da emanarsi, con il parere dei Consigli delle autonomie locali; il Consiglio delle autonomie locali è un organismo previsto dall’articolo 123 della Costituzione.

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