Internet per dare più voce al collegio elettorale unico
E’ ormai ufficiale: l’iniziativa lanciata dal comitato spontaneo di esponenti della società civile del comprensorio per rendere una realtà il collegio unico della Valle Vitulanese, sbarca sul web.
Dall’altro giorno è possibile collegarsi al portale internet del comitato all’indirizzo www.collegiounicovallevitulanese.it e prendere visione delle iniziative lanciate per sensibilizzare l’opinione pubblica. E’ inoltre possibile dare la propria disponibilità e quindi aderire al comitato.
In rete è anche il forum lanciato dagli interessati al progetto collegio unico. Ogni cittadino può in tale pagina web dire la sua e lanciare proposte per rendere ancora più efficace questa, già da tempo battezzata, lotta di popolo.
Ma a tal proposito è giusto rendere parola al comitato che maggiormente ci illustra l’iniziativa lanciata qualche settimana fa. «La nostra proposta - dicono gli esponenti del collegio unico - nasce da una sofferenza territoriale. Nel nostro comprensorio da anni si parla della costituzione di un collegio unico della valle vitulanese che dovrebbe inglobare Campoli del Monte Taburno, Castelpoto, Cautano, Foglianise, Vitulano e Tocco Caudio».
Il perché della lotta di popolo è espressamente e chiaramente sottolineato nella pagina iniziale del suddetto sito internet. «L’esigenza territoriale ci ha portato, mettendo tutti allo stesso livello, di proporre una programmazione affinché si possa raggiungere l’obbiettivo di poter interagire con un rappresentante della nostra Valle. L’intenzione è quella di portare la nostra voce rotta dal disagio e dall’abbandono nelle stanze istituzionali coinvolgendo tutte le Amministrazioni». Continua il comitato: «E’ palesemente di vitale importanza per il nostro comprensorio chiedere la revisione dei collegi provinciali tenendo conto, come recita la legge, dell’ampiezza demografica; dell’omogeneità strutturale e della contiguità strutturale».
Ma andiamo a conoscere punto per punto i dettami lanciati dal comitato. «Per quanto riguarda l’ampiezza demografica: allo stato attuale, con il numero di abitanti rientriamo nella visione di un collegio minimo considerato che la legge consente una oscillazione di, più o meno, il 10 % ed in casi eccezionali anche del più o meno, il 20%. Resta il fatto che bisogna aspettare il censimento Istat che avviene ogni 10 anni, quindi nel 2011. Per ciò che riguarda l’omogeneità strutturale dovrà aversi cura di comprendere nel medesimo collegio comuni aventi, il più possibile, identiche caratteristiche geo-economiche-sociali; infatti già nel Piano di Coordinamento Territoriale Provinciale e in studi per la redazione dei finanziamenti Por i paesi da noi considerati sono stati accorpati e visti nell’ottica di un unico comprensorio. Ci sono, inoltre, già collaborazioni in atto vedi raccolta differenziata e associazione Terre del Taburno. In ultimo la contiguità territoriale. Oltre all’adiacenza dei territori, bisogna considerare la possibilità di facili accessi e celeri comunicazione cosa che oggi, per le problematiche relativa alle infrastrutture, non ci è consentito”.
Si chiude con un appello alla sensibilizzazione ed all’adesione al comitato: «Pertanto si cercherà di coinvolgere tutti gli strati della popolazione. Il nostro appello passa per i politici cercando di raggiungere tutte le vari anime della società civile. Sarebbe bello vedere a sostegno del progetto i giovani. Aderire è semplice, basta compilare il predisposto modulo che è possibile trovare nel sito. Chiariamo un aspetto che poi è fondamentale. Il comitato non ha guide o rappresentanti di maggiore spicco; siamo partiti con una idea che è il nostro punto cardine: siamo tutti alla pari e solo quando avremo coinvolto l’intera comunità della Valle Vitulanese ci daremo una struttura. Le porte del comitato sono aperte a tutti e tutto il comprensorio deve essere e speriamo sarà sensibilizzato. Questa iniziativa rappresenta la voglia di riscatto di una terra spesso e volentieri lasciata sola, e il momento del riscatto. Le tantissime adesioni che stiamo registrando ci danno un vigore unico e ci fanno capire che la strada intrapresa è quella giusta».
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COMUNICATO STAMPA
IL MIS CON RAUTI DIFFONDE UN DOSSIER - DENUNCIA SUL DEGRADO DEGLI SCAVI DI POMPEI ED ERCOLANO E CHIEDE LE DIMISSIONI DEL SOVRINTENTENDENTE GUZZO E DEI DIRETTORI RESPONSABILI DEI DUE SCAVI D’AMBROSIO E GUIDO BALDI!
Sull’argomento il Vice Segretario Nazionale Vicario e responsabile del Dipartimento per le politiche del Mezzogiorno del Movimento Idea Sociale Raffaele Bruno, unitamente al Segretario Provinciale della Federazione di Napoli Vittorio Lamberti, ha dichiarato:
“Con l’insediarsi del nuovo Governo, diffondiamo oggi un ampio dossier – denuncia sul degrado esistente negli Scavi Archeologici di Pompei ed Ercolano e sulle troppe carenze e cattiva gestione esistente. Dalla mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria degli Scavi agli appalti illegittimi di gare e progetti a ditte esterne conferiti senza ragione alcune e mortificando e mobbizzando le professionalità interne, dalla mancanza dell’adeguamento dei locali che ospitano i lavoratori degli Scavi alla mancanza di messa in sicurezza dei luoghi di lavoro stessi e dei sistemi antincendio, dalla mancanza di un serio ambulatorio medico all’interno di entrambi gli Scavi Archeologici al crollo di manufatti, dalla chiusura e abbandono di case di pregio alla presenza di muschio e di muffa su molti affreschi di valore, dalla incuria e presenza di topi ovunque a tanto altro ancora che troverete nel nostro dossier qui allegato. Di fronte a tanto chiediamo al nuovo Ministro ai Beni Culturali Sandro Bondi di istituire una Commissione d’Inchiesta sugli scavi di Pompei ed Ercolano, di provvedere alla rimozione del Capo Dipartimento ai Beni culturali che ha fatto finto di non vedere. Alla Magistratura chiediamo di verificare eventuali omissioni e violazione di leggi nella gestione del soprintendente Pier Giovanni Guzzo, e dei due Direttori degli Scavi archeologici Antonio D’Ambrosio e Maria Paola Guido Baldo, dei quali chiediamo le immediate dimissioni!”
Napoli, maggio 2008
L’Addetto Stampa del MIS con Rauti
(Giovanni Mazzei)
DOSSIER - DENUNCIA SULLA CONDIZIONE IN CUI VERSANO GLI SCAVI ARCHEOLOGICI DI POMPEI E DI ERCOLANO A CAUSA DELLA PESSIMA GESTIONE DEL SOPRINTENDENTE PIER GIOVANNI GUZZO E DEI RISPETTIVI DIRETTORI D’AMBROSIO ANTONIO E GUIDO BALDI MARIA PAOLA
Manca un’adeguata manutenzione ordinaria e straordinaria - molti manufatti stanno crollando e diverse “insulae” rimangono chiuse al pubblico o sono solo in minima parte usufruibili dai visitatori (tra i quali citiamo le Case di Cecilio Giocondo, dei Quattro Stili, di Efobo, quella degli Epigrammi greci, quella delle Nozze d’Argento e perfino una casa visitabile come quella dei Vetti) versano in condizioni di degrado assoluto - diversi mosaici stanno crollando poiché non si effettuano i restauri indispensabili da molti anni;
Si continuano ad indire gare, ad ordinare progetti e appalti, utilizzando Società e Ditte esterne, quasi tutte settentrionali, mortificando le professionalità esistenti tra gli impiegati degli Scavi archeologici;
I 139 assunti addetti alla biglietteria e al controllo senza concorso, senza titoli e per chiamata diretta che il Movimento Idea Sociale con Rauti aveva denunciato sono ancora al loro posto;
Gli Agenti di Pubblica Sicurezza del Servizio di Vigilanza non hanno da anni, così come prevede il regolamento interno, la divisa e la pistola, nonostante che abbiano in tasca la tessera del Ministero degli Interni. Stanno facendo una lunga battaglia per ottenere i loro diritti ed ora si sentono dequalificati e demotivati;
Gli appalti e gli incarichi ad esterni sono continuati e senza motivo alcuno, in quanto le maestranze interne esprimono capacità e sufficienza, ma si preferisce mobbizzarle, sottoutilizzarle e mortificarle;
Manca un Ambulatorio medico o una infermeria d’urgenza degna di questo nome negli scavi di Pompei, di Ercolano e in quelli di Oplonti;
Due antiche Officine esistenti negli Scavi Archeologici di Pompei con maestri fabbri, elettricisti, falegnami ed operai specializzati, sono state chiuse con pretesti assurdi ed anche il settore restauri è stato di fatto soppresso. Si preferisce appaltare lavori a Ditte private esterne e tenere il personale umiliato a non fare alcunché;
Non si è ancora proceduto all’adeguamento delle strutture che ospitano i lavoratori in entrambi gli Scavi Archeologici alla Legge 626/94, inerente la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e dei sistemi antincendio ed anche l’illuminazione generale, nonostante l’inaugurazione in “pompa magna” di un impianto multicolore di luci nelle zone più in vista, rimane insufficiente a Pompei, a Ercolano e a Oplonti;
Il sistema di controllo degli accessi per i visitatori, con conta persone e relativi orologi, per i quali si spesero oltre tre miliardi delle vecchie lire, non è mai andato in funzione, tranne che parzialmente a Pompei, mentre a Ercolano e a Oplonti la sicurezza è una vera e propria chimera;
Da anni non si pagano gli straordinari ai lavoratori e la gestione del personale è gestita con modi arroganti ed antisindacale;
La gestione delle biglietterie è stata data in appalto nonostante che tale lavoro poteva continuare a svolgerlo il personale interno;
Anche il settore bagagliaio e accoglienza è stato dato in appalto, nonostante molti dipendenti avessero partecipato ad un corso di lingue pagato dall’Amministrazione proprio per destinare a tale compito gli addetti interni;
Molti affreschi di grande pregio presentano vistose macchie di muffa già presente da anni, erbacce sono presenti ovunque e tranne nelle strade principali, i segni dell’incuria sono evidenti;
In Via dell’Abbondanza gli antichi marciapiedi sono stati ricoperti con cemento bianco, senza fare neppure il minimo tentativo di imitare l’antica pavimentazione, come già fu fatto dal professore Ponticello per Via Mercurio;
Agli Scavi Archeologici di Ercolano esiste un Museo espositivo costato decine di miliardi delle vecchie lire, pronto da anni, ma ancora chiuso desolatamente al pubblico. Anche qui la maggior parte delle Case rimangono chiuse al pubblico ed abbandonate al degrado più allucinante;
Sempre ad Ercolano manca un’uscita di sicurezza, gli Scavi della Villa dei Papiri non sono ancora ultimati, nonostante siano costati miliardi e si sta rischiando il depauperamento di un grande patrimonio storico;
Anche agli Scavi Archeologici di Ercolano, come a quelli di Pompei, i lavoratori svolgono le loro mansioni senza tutela alcuna ed i sorveglianti, in particolare, aspettano ancora di avere in dotazione le divise e le pistole, così come previsto dalla Legge vigente;
Sempre ad Ercolano, molti reparti di grande valore artistico e monumentale sono in balìa di ladri e di malintenzionati e dipinti, affreschi, mosaici e solai stanno andando in malora. Anche qui, tra un assurdo e colpevole menefreghismo generale.
Mancano ovunque percorsi per favorire ai disabili la fruizione degli Scavi, sia a Pompei, quanto ad Ercolano;
Rimangono carenti le condizioni igienico - sanitario in cui versano i locali che ospitano il personale nei relativi turni di guardia e ovunque si riscontra la presenza di topi ed insetti vari.
Alla luce di tutto cio’, il Movimento Idea Sociale chiede:
le immediate dimissioni del sovrintendente Pier Giovanni Guzzo, il quale stranamente cambiano i governi, ma lui rimane inamovibile, nonostante le provate incapacita’ gestionali e dei Direttori degli Scavi di Pompei dott. D’Ambrosio Antonio e degli Scavi di Ercolano dott. Guido Baldo Maria Paola;
la costituzione da parte del Ministro ai Beni Culturali
di una commissione d’inchiesta sugli Scavi di Pompei ed Ercolano;
al Ministero competente si chiede anche l’immediata convocazione di una delegazione politica onde verificare la volontà da parte del ministro di prendere atto delle nostre denunce;
la rimozione del capo dipartimento del ministero dei beni culturali, colpevole di non aver vigilato sull’incredibile degrado già abbondantemente denunciato, esistente sia negli scavi di Pompei quanto in quelli di Ercolano.
Resta, in conclusione, inteso che qualora non dovessero essere prese in considerazione i punti sopra esposti, il Movimento Idea Sociale, continuerà la battaglia di denuncia con pubbliche manifestazioni, anche di protesta clamorosa, e si rivolgerà alla Magistratura e a tutti gli organi preposti per fare rispettare la Legge, allo scopo di fare piena luce sull’intera incredibile vicenda e per accertare se nel comportamento della dirigenza della Soprintendenza Archeologica di Pompei ed Ercolano e dei rispettivi Direttori responsabili non si riscontrino omissioni e/o violazioni tali da configurare ipotesi di reato e qualora ciò sia riscontrato di perseguirli.
ma rauti è lo stesso che è stato condannato???
Piazza della Loggia
«Processate Rauti e Zorzi per la strage di Brescia»
Ci sarà un nuovo processo per la strage del 1974. Sei rinviati a giudizio, tra loro l’ex capo missino e l’ex leader di Ordine Nuovo fuggito in Giappone