Rifiuti in vista tra il verde del Taburno

di Antonio Caporaso

per Il Sannio Quotidiano.

L’estate ormai nel pieno ha fatto come di consueto scattare le proteste verbali dei cittadini della Valle Vitulanese, in particolare gli amanti della natura che nei pomeriggi d’afa si concedono un attimo di refrigerio tra la flora delle nostre montagne. Si recriminano agli Enti presenti: Comunità Montana del Taburno, Parco del Taburno-Camposauro e i Camuni tutti, una maggiore presenza e vigilanza del territorio in particolare quello montano, dove l’invasione, in grande stile, dei turisti sta provocando disagi causati dalla presenza di rifiuti residui dei pic-nic tra la vegetazione ridente delle montagne Vitulanesi. Cittadini in rivolta e schierati contro gli Enti; la richiesta legittima per molti versi è una ed indiscutibile: presenza assidua il fine settimana e pulizia del Parco che versa veramente in condizioni di vergognoso disagio in molti punti. “Dal canto loro -ci fa sapere un cittadino del comprensorio- i turisti un briciolo di ragione ce l’hanno; hanno provveduto loro stessi a creare improvvisate isole ecologiche, anche perché la raccolta differenziata ha obbligato le amministrazioni comunali a togliere i classici bidoni, che per la verità quando c’erano venivano svuotati, nella migliore delle ipotesi, una volta la mese”. Morale della favola: basta farsi un giro per le nostre montagne e constatare di persona cumuli di immondizia accatastati al limite della strada o nelle piane di maggiore attrazione tipo Cepino, Camposauro e Prata. Tale cumoli, come prevedibile, vengono presi d’assolto dagli animali selvatici che disperdono i rifiuti in ogni dove, “…a questo si aggiunge una mancata ed adeguata pulizia messa in atto dagli Enti. In conclusione ci ritroviamo le nostre bellissime montagne piene zeppe di rifiuti”. Se questi sono i presupposti del Parco del Taburno-Camposauro le cose vanno veramente male. Ma il nostro accompagnatore, che per ragioni personali è voluto serbarsi del diritto di anonimato, ci presenta anche altre situazioni sconvenienti “Provate a percorrere la strada che dalla Piana di Prata, quindi dalla Provinciale Cautano-Frasso, porta verso il Taburno; siamo oltre la decenza, le macchine e i numerosi Camper devono compiere un vero e proprio slalom tra le pietre che cadono lungo le pareti rocciose, invadendo anche nei tornanti l’atra corsia, qui ne va della vita dei cittadini, rischiamo degli incidenti ogni volta!”. In effetti la situazione è proprio questa, le reti di metallo che dovrebbero trattenere eventuali cadute di massi sono fatiscenti ed in molti punti bucate. Altro nodo del problema è la mancata vigilanza. “Per carità, molti turisti sono correttissimi -ci spiega un pastore- ma ci sono anche i ragazzi che si danno allo sfascio. E’ facile trovare in molti punti panchine e tavoli in legno o muretti o barbecue distrutti. Basterebbe un po’ di controllo in più, sia da parte dell’Ente Parco, che della Comunità Montana, ma anche della Forestale”. Sul problema rifiuti la risposta è chiara, non si può obbligare i turisti alla differenziata se non si forniscono adeguati servizi. Sulle montagne del Vitulanese sono totalmente assenti i contenitori dei rifiuti, questa agevola maggiormente l’inquinamento. Il disaggio che imperversa da anni insieme a quello dell’inquinamento è la mancata pulizia delle strade, le carreggiate in molti punti si restringono perché invase da fogliame e terriccio. A questo punto risulta doverosa una presa di posizione e spiegazioni efficienti da parte degli Enti preposti presenti sul territorio; sperando che la nostra denuncia non cada nel vuoto.

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