Commissione trasparenza su i lavori per il miglioramento degli arredi e qualità urbana del comune di Foglianise

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CONSIGLIO REGIONALE DELLA CAMPANIA

I Commissione Consiliare Speciale

(per la trasparenza, per il controllo delle attività della Regione e degli enti collegati

 e dell’utilizzo di tutti i fondi)

ATTI ASSEMBLEARI

Resoconto Integrale n.456                          IX Legislatura                                        del 16 aprile 2015

RESOCONTO INTEGRALE DEL 16 APRILE 2015 AUDIZIONE N.456    ARGOMENTO Esecuzione dei lavori per il miglioramento degli arredi e della qualità urbana ed il recupero del centro urbano dl Foglianise di cui al decreto dirigenziale n. 293 del 09/05/2014. INTERVENUTI Giovanni Mastrocinque – Sindaco di Foglianise (BN) Giovanni Viglione – Consigliere di minoranza del Comune di Foglianise (BN) Cosimo Mazzone – Funzionario RUP Comune di Foglianise (BN)  Assiste la seduta, per gli uffici della Commissione, il dott. Michele Scognamiglio  PRESIDENZA del Presidente Giulia Abbate (PD) La seduta ha inizio alle ore  13,10 PRESIDENTE (Abbate): diamo inizio ai lavori dell’audizione che ha per oggetto l’”Esecuzione dei lavori per il miglioramento degli arredi della qualità urbana e del recupero del centro urbano di Foglianise di cui al decreto dirigenziale numero 293 del 9 maggio 2014”.  Ringrazio i presenti il Sindaco di Foglianise, Giovanni Mastrocinque, ringrazio il RUP del Comune di Foglianise, Cosimo Mazzone, e Giovanni Viglione che ha presentato specifica richiesta di audizione di cui darò brevissima lettura: “Il Consigliere del Comune di Foglianise, arch. Giovanni Viglione, in riferimento ai lavori in oggetto indicati, vuole porre alla vostra attenzione quanto segue. 1. A parere del sottoscritto, gli elaborati costituenti il progetto esecutivo su cui è stata esperita la gara d’appalto sono carenti degli elementi essenziali e contraddittori tra loro. Tale incoerenza fa presumere che sia stato allegato un computo metrico e stima dei lavori sovradimensionata con l’introduzione di maggiorazioni qualitative e quantitative alle lavorazioni esistenti in progetto, mentre alcune lavorazioni non previste già effettuate (taglio di alberi) e da  effettuare (ulteriore taglio di alberi), non trovano riscontro nel documento economico di stima. 2. A parere del sottoscritto, i lavori in corso di esecuzione non sono conformi al progetto posto a base di gara il quale non presenta tutti gli elaborati necessari previsti dalla normativa al fine di renderlo cantierabile ed è carente di tutti quelli elementi necessari ad avviare un iter di procedure conforme alle norme che regolano gli appalti pubblici, gli espropri, la tutela ambientale e paesaggistica e, non ultima, quella inerente la sicurezza sismica. Pertanto, chiede al Presidente della Commissione speciale di intervenire mediante l’attivazione dei controlli di propria competenza”.  L’Assessore regionale Cosenza, per il tramite del direttore generale, ha fatto pervenire una brevissima relazione in riscontro alla nostra nota e si relaziona nel seguito: “L’intervento in  argomento – così stabilisce e così riferisce soprattutto il direttore generale, il dottor Italo Giulivo – riguarda la realizzazione di opere civili e di arredi in ambito urbano nel centro storico del Comune di Foglianise nel Comune di Benevento. L’intervento è stato finanziato ai sensi della DGR numero 496 del 2013. Per quanto di competenza della scrivente direzione generale dei lavori pubblici, sono state effettuate le seguenti attività: – con decreto dirigenziale numero 293 del 13 maggio 2014 il progetto di cui sopra è stato ammesso a finanziamento sull’asse 1 obiettivo operativo 6.3 per un importo di euro 2.387.464.93 di cui 50000 a carico del Comune e contestualmente si è proposto di procedere all’impegno dei relativi fondi. – Con decreto dirigenziale numero 997 del 19 dicembre 2014, a seguito della gara d’appalto, l’importo dell’intervento è stato rimodulato in euro 2 milioni 342 mila 450,73  di cui 48 mila 50 euro a carico del beneficiario ed è stata fatta la proposta di liquidazione del primo acconto pari a 688 mila 319euro alla Direzione generale 51-03 Autorità di gestione. Ulteriori notizie sull’esito della proposta di liquidazione, credo che questa sia una cosa che interessi direttamente il Sindaco, possono essere richieste alla Direzione generale 51-03 Autorità di gestione”. Concedo la parola all’architetto Viglione affinché possa illustrare meglio la situazione. GIOVANNI VIGLIONE (Consigliere di minoranza del Comune di Foglianise): essendo questa una Commissione impegnata nel controllo dei fondi comunitari in merito alla trasparenza e alla regolarità della spesa di tali fondi, ritengo esporre una serie di quesiti. Prioritariamente voglio segnalare che ho già fatto due esposti alla magistratura competente, alla Procura di Benevento ed ho impegnato altri enti come il Corpo Forestale dello Stato, i Carabinieri e la Soprintendenza. Per chiarezza voglio dire che non sono contrario alla realizzazione dei lavori. PRESIDENTE (Abbate): mi perdoni, sono stati fatti due tipi di esposti, evidentemente con oggetto e contenuto diverso? VIGLIONE: sì, il primo esposto fa riferimento al mancato rilascio di alcuni atti amministrativi. PRESIDENTE (Abbate): parla di accesso agli atti. VIGLIONE: sì, la questione prioritaria  era il taglio degli alberi. Nel secondo esposto abbiamo fatto una segnalazione più articolata. Per chiarezza, tengo a dire che non sono contrario alla realizzazione dei lavori, ci mancherebbe, ma riteniamo che gli stessi debbano rispettare i principi di trasparenza e legalità che, per il caso in oggetto, non sono stati rispettati. Dato che la materia è un po’ complicata, riguarda aspetti tecnici, vorrei leggere la relazione. PRESIDENTE (Abbate): confido che non sia eccessivamente lunga. VIGLIONE: le cose da segnalare sono tante. “Il sottoscritto Viglione Giovanni, nelle vesti di Consigliere comunale di Foglianise, al fine di svolgere le funzioni proprie con coerenza e responsabilità, segnala all’onorevole Presidente della I Commissione Speciale, evidenti anomalie, violazioni e negligenze riscontrate fin dalla fase di programmazione, nell’iter del processo realizzativo dei lavori per il miglioramento degli arredi della qualità urbana ed il recupero del centro urbano di Foglianise. Con dispiacere e disappunto faccio presente a codesta Commissione, che nel Comune di Foglianise, procedure e norme Statali e Regionali, che regolano la materia dei lavori pubblici sono puntualmente travisate o del tutto disattese dai vari responsabili dell’area tecnica comunale. Gli stessi responsabili a domande precise danno risposte incomplete contraddittorie e in taluni casi molto personali e poco veritiere. La trasparenza tanto enfatizzata e invocata, per i cittadini di Foglianise, assomiglia sempre più ad una chimera! Richieste di accesso agli atti riguardanti il progetto dei predetti lavori da parte di cittadini residenti non sono state riscontrate nei termini di legge, né è stato comunicato il nome del responsabile del procedimento amministrativo. Soltanto( abbondantemente oltre il predetto termine), il responsabile dell’UTC – non si sa a che titolo – con sua nota asseriva di non poter accogliere tale richiesta di visura, menzionando copiosa giurisprudenza, senza peraltro esplicare i veri motivi del diniego. In relazione ai predetti lavori, anche mie richieste non sono state evase in tempi congrui. Documenti e atti mi sono stati rilasciati con il contagocce e sempre in ritardo rispetto ai tempi fissati da leggi e regolamenti.  Il progetto stesso il cui importo complessivo è di circa 2 milioni 437 mila euro, finanziato per intero dalla Regione Campania nell’ambito delle iniziative per l’accelerazione della spesa, presenta diverse anomalie riguardanti: la incompletezza e scarsa qualità progettuale; la non conformità del progetto agli strumenti urbanistici; e la incompleta e omissiva verifica di coerenza e uniformità dei livelli progettuali. Il progetto approvato, su cui è stata esperita la gara d’appalto, non ha una definizione tale da renderlo cantierabile, presenta per la parte grafica due planimetrie (stato di fatto e di progetto) prive delle necessarie e utili indicazioni al fine di definire in modo completo tutti gli elementi, per dimensione, qualità e quantità. Non sono riscontrabili elaborati grafici con indicazioni delle demolizioni e tagli degli alberi così come previsto dall’articolo 33 punto 1, secondo periodo del Regolamento 207 del 2010. Inoltre diversamente da quanto previsto dallo stesso articolo 33 del Regolamento numero 207, il progetto esecutivo non presenta gli elaborati grafici e calcoli esecutivi delle strutture relative ai nuovi muri in cemento armato da realizzare. e diversamente da quanto previsto  dallo stesso articolo 33 del Regolamento 207, il progetto esecutivo non presenta gli elaborati grafici e calcoli esecutivi delle strutture relative ai nuovi muri in cemento armato. Il documento economico di computo metrico e stima è stato redatto in modo approssimativo con previsione di opere non riscontrabili negli elaborati grafici. Basti pensare che in tale documento non risultano essere inserite opere di demolizioni e tagli di alberi poi effettivamente eseguite. Il capitolato speciale di appalto non prevede il capitolo dei lavori a Corpo e neanche l’esplicazione e l’indicazione dell’insieme delle partite contabili con il loro peso percentuale da pagare all’appaltatore in funzione dell’avanzamento dei lavori. Mi chiedo pertanto: su quali basi saranno contabilizzati i lavori ed emessi i certificati di pagamento?   Per quel che riguarda la realizzazione dell’allargamento stradale in area privata si fa rilevare ai presenti che la destinazione dello spazio parcheggio previsto nel progetto esecutivo da realizzare in proprietà privata, individuata dallo strumento urbanistico quale zona F (vincolo decaduto), non è conforme allo strumento urbanistico vigente piano regolatore generale; il progetto approvato dal Consiglio comunale contrasta con quanto previsto dagli articoli 13, 16, 17, 18 e 19 del DPR numero 237 dell’8 giugno 2001 che regola gli espropri per pubblica utilità; ai fini espropriativi, l’area oggetto dell’allargamento stradale è priva dei due elementi essenziali quali l’imposizione del vincolo preordinato all’esproprio e la dichiarazione di pubblica utilità; il progetto approvato manca degli elementi necessari atti a definire in modo esaustivo, l’inquadramento dell’opera da un punto di vista urbanistico (planimetria dei piani urbanistici vigenti) ed è privo del piano particellare di esproprio (mappe catastali con individuate le opere da espropriare più elenco dei proprietari iscritti negli atti catastali). Nonostante l’evidente difformità del progetto approvato con lo strumento urbanistico vigente il RUP lo ha prima inserito nell’elenco annuale delle opere da appaltare nel 2014 e in seguito prima dell’inizio dei lavori ne ha verificato la rispondenza degli elaborati progettuali ai documenti di cui all’articolo 93, commi 1 e 2, del decreto legislativo 12 aprile 2006 numero 163 e la loro conformità alla normativa vigente. L’iter procedurale per la selezione di ammissibilità al finanziamento attuato dal dirigente razione materia della Regione Campania, non è lineare e trasparente, presenta alcune opacità che devono essere chiarite al fine di verificare la correttezza del finanziamento. Inoltre il progetto esecutivo adeguato e appaltato i cui lavori sono ancora in atto non è conforme a quello originario depositato presso le strutture regionali. In esso erano presenti alcune categorie di lavori riferite all’area Piazza Sant’Anna, già finanziate con fondi POR 2000-2006 e realizzate e nel 2010, il cui impegno di spera era nettamente inferiore a quello accordato. La richiesta regionale, del solo adeguamento del progetto ai prezzi correnti, viene intesa dell’ente beneficiario – Comune di Foglianise – in modo tanto ampio, da trasformarsi in una nuova progettazione che non presenta nessun nesso con i 3 livelli di progettazione – esecutivo, definitivo e preliminare – già approvati dalla Giunta comunale nel 2009. In pratica, ci si trova nella situazione in cui è riscontrabile l’evidente incoerenza tra il progetto in possesso della Regione con quello appaltato il cui inizio dei lavori avviene in assenza dell’approvazione del programma triennale ed elenco annuale dei lavori che lo conteneva. L’appalto stesso presenta dei lati opachi in merito all’offerta migliorativa dell’impresa vincitrice, e ai criteri di valutazione adottati per la selezione della migliore offerta. Le migliorie offerte dall’impresa, in parte non si sono concretate e in parte non sono state eseguite così come previste. Il progetto migliorativo, introduce variazioni che dovrebbero comunque ottenere nuove autorizzazioni mai intervenute. Non è dato conoscere il progetto di dismissione e bonifica della stazione di rifornimento carburante in disuso, né quello riguardante la demolizione dell’ex casa di collocamento. In definitiva, nel silenzio assoluto della direzione dei lavori, alcune delle migliorie previste nell’offerta tecnica dell’impresa assuntrice dei lavori non sono state attuate. In merito a tanto, faccio appello a chi è demandata la vigilanza e il controllo del rispetto degli impegni contrattuali ad essere più vigile e presente in cantiere. Per quel che riguarda poi l’inizio dei lavori in via d’urgenza (sotto riserva di  legge), effettuato in data 18 settembre 2014 dal direttore dei lavori, su richiesta del responsabile del procedimento, è opportuno precisare che secondo la determinazione dell’autorità di vigilanza contratti pubblici numero 2 del 2005 si può far ricorso a tale procedura soltanto in presenza delle due seguenti condizioni: a seguito di aggiudicazione definitiva e nelle more della successiva stipulazione del contratto; e in presenza di oggettivi ragioni di urgenza. Ragioni di urgenza non ravvisabili per il caso in specie poiché esse, se esistenti non scaturiscono sicuramente da cause impreviste ed imprevedibili e non hanno un carattere cogente (teso ad evitare il pregiudizio per l’interesse pubblico che sicuramente scaturirebbe da un posticipato avvio) e obiettivo (non deve cioè essere originata da comportamenti omissivi e negligenti da parte dell’amministrazione). Oltre a quanto già esplicitato è doveroso segnalare ulteriormente che nella fase esecutiva dei lavori ancora in corso alcuni lavori di scavo, scarificazione del manto di asfalto, ripristino del sottofondo stradale in cemento armato, la ulteriore ripavimentazione del tratto iniziale di Via Fontana e del tratto di strada adiacente il Parco della Rimembranza che si stanno realizzando, sono esterni all’area di intervento e come tali privi delle previste autorizzazioni di tipo ambientale, paesaggistico ed edilizio;  il complesso Fontana e Lavatoi in Piazza Sant’Anna, diversamente da quanto previsto nel progetto approvato e autorizzato (le cui lavorazioni sono riferite e esclusivamente ad una ripavimentazione dell’area scoperta il cui approfondimento tecnico è del tutto insufficiente e non presenta elaborati grafici e descrittivi che ne definiscono in modo chiaro per forma, dimensioni colori, quantità e tipo di materiali tutti gli elementi che la compongono);  in merito ai muri di cemento armato previsti in progetto e in parte realizzati – muro in cemento armato a tergo del dismesso impianto di distribuzione carburante – sono state del tutto disattese le norme regionali in difesa del territorio e dal rischio sismico. Le opere in cemento armato non sono state denunciate e quindi realizzate in assenza dell’obbligatoria autorizzazione sismica cui è subordinato l’inizio dei lavori; è stato effettuato il taglio di un filare di platani secolari lungo Via Roma, non previsto in progetto e privo delle necessarie autorizzazioni compresa quella paesaggistica, la cui esecutività è stata avviata da due ordinanze del Sindaco, supportate dalle false motivazioni di una relazione strana, superficiale ed incomprensibile dell’ufficio della Polizia Municipale di Foglianise;  sono state del tutto disattese le prescrizioni della Soprintendenza in merito ai materiali lapidei da utilizzare per la pavimentazione stradale.  Infatti, nonostante la Soprintendenza in fase di realizzazione del progetto chiedesse di utilizzare per la pavimentazione masselli di pietra locale – pietra calcarea – a spacco, i materiali effettivamente usati, non hanno tali requisiti e sono costituiti da quadroni di pietra lavica posati con colla. Rispetto a tale precisazione avvenuta a seguito di pronuncia di compatibilità ambientale è opportuno ricordare che lo stesso progetto approvato ed appaltato non è rispettoso di quanto previsto dall’articolo 33 punto 1, secondo periodo del Regolamento 207 del 2010 che così recita: “Il progetto è redatto nel rispetto del progetto definitivo nonché delle prescrizioni dettate nei titoli abilitativi o in sede di accertamento di conformità urbanistica, o di conferenza servizi o di pronuncia di compatibilità ambientale ove prevista”. Secondo il parere dello scrivente, la figura del RUP particolarmente importante che lo pone al centro di tutto il processo gestionale e costruttivo dell’opera da realizzare, viste le varie carenze, omissioni e violazioni in precedenza evidenziate, in qualità di soggetto verificatore, si è dimostrato del tutto inadeguato e inadempiente per il mancato rilevamento di non coerenza tra i livelli progettuali (preliminare, definitivo e esecutivo), e il progetto esecutivo adeguato; per il mancato rilevamento della incompletezza degli elaborati progettuali, al fine di consentire l’identificazione di ogni suo elemento per forma, tipologia, qualità, dimensione e prezzo;  per il mancato rilevamento di omissione degli elaborati strutturali e calcoli statici, degli elementi in cemento armato progettati ed in parte già realizzati; per il mancato rilevamento di omissione degli atti ed elaborati occorrenti – piano particellare di esproprio, quantum espropriativo ed elenco dei soggetti espropriati – al fine di avviare e definire la fase espropriativa. È comunque responsabile di dichiarazione non veritiera, in merito all’attestazione di coerenza e conformità tra il progetto e lo strumento urbanistico vigente e tra la parte grafica e quella descrittiva del progetto esecutivo adeguato”. PRESIDENTE (Abbate): la relazione è stata acquisita agli atti della Commissione Trasparenza. Sindaco, di materia ce n’è tanta, le lamentele e le doglianze avanzate dal consigliere Viglione sono molteplici, si parla di trasparenza, difformità rispetto ai progetti, contraddizione, stima dei lavori sovradimensionata, ragioni di urgenze non ravvisabili. La cosa che tra le tante che mi colpisce, mi spiace soprattutto quella dell’abbattimento di un filare di platani secolari. Di materia ce n’è tanta, non so se intende replicare e poi passare la parola al RUP. COSIMO MAZZONE ( funzionario RUP del Comune di Foglianise): il Consigliere ha rilevato una serie di elementi che hanno bisogno di risposte puntuali. Ovviamente cercherò di rispondere per quello che riesco a rispondere. La prima cosa è il fatto che il Consigliere non abbia visto gli atti, a me risulta che abbia visto tutti gli atti del progetto, sono stati visti anche dall’architetto Amato. È stato nel mio ufficio, abbiamo discusso del progetto. Si afferma che questo progetto sarebbe difforme dallo strumento urbanistico. Mi meraviglia questa cosa, per caso sono tecnico comunale di Foglianise, ma sono l’estensore del piano, quindi, lo conosco bene. C’è un articolo relativo alla viabilità che stabilisce il principio che l’esecutivo è quello che determina come si fa la viabilità. Stiamo parlando di viabilità. Non solo dà la facoltà di fare all’esecutivo, quindi determina tutto, ma indica anche cosa si faranno dei diritti di area. È una norma approvata da sempre a Foglianise, è una norma approvata anche dalla Regione che è stata soggetta al visto di conformità del piano regolatore. Pare abbastanza anomalo che si continui a sostenere questa tesi. Rigetto totalmente questa cosa, è infondata perché non trova riscontro nelle norme di piano. Si dice che non ci sarebbe stato apposto il vincolo preordinato all’esproprio, il documento programmatico di supporto perché questo progetto per le sue caratteristiche non ha bisogno di preliminare, ma ha bisogno di un documento programmatico che approva il Consiglio; è leggermente più piccolo del preliminare come qualità di cose, ma è la stessa cosa per tipologia di intervento. Nel documento programmatico il Consiglio ha detto: “Se riuscite ad acquisire le aree in forma di cessione volontaria ampliate il parcheggio”. Nell’attuazione abbiamo fatto questo. Non siamo riusciti ancora ad acquisire le aree e probabilmente non realizzeremo quel pezzo di parcheggio. Non sappiamo ancora se riusciamo a realizzarlo, fino alla fine il Sindaco attraverso le mediazione che ha la capacità di fare, potrà riuscire a realizzare quelle opere. Si dice che sono state realizzate delle opere in assenza di autorizzazione sismica. Sono nativo di un paese vicino in cui l’architetto Amato è componente della Commissione Sismica, hanno denunciato mio cugino per un muro simile a quello di cui stiamo discutendo, il giudice ha archiviato. Siccome quando non fai il deposito sismico c’è il riflesso penale, hanno archiviato l’inchiesta e l’architetto Amato conosce bene questa storia quindi continuare su questa cosa come dovere andare alla ricerca di queste cose pare anomalo. Non faccio né l’assistente di cantiere, né il direttore dei lavori, ma immagino che saranno dei muretti di piccola dimensione. Si afferma che questo computo sia sovradimensionato rispetto alle reali esigenze. Non si può affermare in linea di principio che è sovradimensionato, bisogna dire dove, quando si dice dove potremmo rispondere. In relazione alla qualità progettuale, ci troviamo di fronte ad un intervento che è assimilabile ad un intervento di manutenzione di una strada. Per la discrezionalità che la norma mi dà, prima di fare la stesura del progetto ho fatto un’apposita disposizione, che hanno visto sia il Consigliere di minoranza sia l’architetto Amato, ho disposto quali erano i livelli di progettazione da mantenere, stante i tempi ho ritenuto che fosse sufficiente l’esecutivo immediatamente – la norma mi dava la possibilità di valutare  questa cosa – questo ho fatto. Hanno partecipato 3 imprese, nessuno ha fatto un chiarimento. Questo progetto è stato ritenuto sufficiente per fare la gara. Un progetto passa al vaglio della totalità quando le imprese riescono a fornire l’offerta ed ha passato ogni tipo di valutazione. Potrei rispondere mille altre cose, probabilmente qualcuna mi sfugge. PRESIDENTE (Abbate): sull’abbattimento dei platani? MAZZONE: i platani non sono iscritti negli elenchi regionali come alberi secolari, per cui ritengo che il Sindaco ha la discrezionalità, indipendentemente dal supporto, di farlo. L’impresa, nel momento in cui ha abbattuto gli alberi, si è munita delle necessarie valutazioni agronomiche per scongiurare ogni ipotesi di diffusione di malattie. GIOVANNI MASTROCINQUE (Sindaco di Fognanise): vi ringrazio per la convocazione. Non ho problemi a parlarne con molta tranquillità anche se poteva essere benissimo un argomento portato all’ordine del giorno di un Consiglio comunale. C’è una contraddizione enorme, il Consigliere prima dice che non vede gli atti e poi fa una relazione di 10 pagine. Li ha visti o non li ha visti? Li ha avuti o non li ha avuti?  Al Consigliere è stato dato tutto quanto chiedeva, se nei termini o non nei termini non lo so dire. La cosa certa è che per fare quella relazione sono stati 2 tecnici per 8 ore al Comune, poi c’è stato lui accompagnato dal suo consulente per vedere ancora questo progetto ed è stata fatto la relazione. Credo che non ci sia niente di più chiaro. Stanno mettendo in giro che non facciamo un ampliamento e, invece di apprezzare quanto fa il Comune, denigrano. Abbiamo previsto di fare un ampliamento su un terreno senza fare espropri, con un accordo bonario con voi, prima ci chiedete 100 mila euro e adesso ce ne chiedete 300 mila. Pare una cosa seria? Secondo voi il Comune doveva accettare?  Di quest’argomento e di tutti gli argomenti hanno mandato alla Procura della Repubblica che sta facendo le indagini, li hanno mandati alla Soprintendenza che sta facendo le indagini. Chi più di loro può dire se abbiamo sbagliato o fatto bene? Non voglio fare insinuazioni, ma lui che viene a prendere i documenti come Consigliere comunale e li utilizza ai fini politici o li dà alle persone interessate, secondo me si può intravedere un danno erariale per il Comune, ma non faccio questa polemica stupida e sciocca. Per quanto riguarda gli alberi, prima di tutto bisogna dire che davano fastidio e poi che erano malati VIGLIONE: in merito a quanto diceva il RUP, sul fatto di non essere a conoscenza se sono stati realizzati dei muri di 1,50 metri  o di misura inferiore, il problema è: se il responsabile unico del procedimento non si accerta di queste cose, chi lo deve fare?  Riguardo al filare degli alberi ci viene detto che c’è una relazione di qualche perito agronomo sul fatto del taglio degli alberi, non siamo a conoscenza di questa cosa, non abbiamo capito qual è la relazione con la quale era possibile tagliare. Da quanto ci risulta non esiste nessuna relazione, l’unica relazione necessaria era quella del dipartimento fitosanitario della Regione onde escludere che gli alberi avessero il cancro rosso che è l’unica cosa che si relaziona, ma non esiste. Gli alberi non erano malati e non erano pericolosi. Nel rendering che avete realizzato si intravede che gli alberi, nella progettazione, restano nella loro sede originaria quindi ai margini della carreggiata. C’è stato uno stravolgimento del progetto. La Soprintendenza, su mia segnalazione, manda una comunicazione al Comune e dice di non aver mai autorizzato il taglio di quelli alberi che sono sottoposti a tutela del vincolo paesaggistico. È allegata nel fascicolo che vi abbiamo consegnato. (Intervento fuori microfono) VIGLIONE: stiamo rispondendo a quello che dite PRESIDENTE (Abbate): sinceramente ho stimolato io questa riflessione. Ho fatto un appunto sull’abbattimento degli alberi, non sapevo che la Soprintendenza ha dato una risposta. VIGLIONE: la Soprintendenza ha dato una risposta e il Comune di Foglianise ha risposto che la Soprintendenza aveva approvato il progetto, ma questo non fa riferimento a quel tipo di lavorazione. Sull’accesso agli atti, non ho mai detto che mi sono stati negati gli atti, ho detto che alcuni cittadini che hanno fatto richiesta degli atti sono stati negati, a me prima di dare gli atti richiesti sono passati i termini previsti per legge, gli ultimi atti mi sono stati consegnati dopo 50 giorni. Non penso siano 50 giorni i termini di legge previsti. Sull’uso spropositato che faccio di documenti pubblici è da accertare. MAZZONE: la Soprintendenza mi ha chiesto di conoscere rispetto agli alberi il perché si diceva che non erano stati autorizzati, ho risposto dicendo: “L’intervento di cui si parla è riferito al progetto autorizzato da voi”. La Soprintendenza non aveva capito rispetto a cosa si discuteva. Non c’è il fatto che la Soprintendenza abbia contestato o meno, voleva capire la segnalazione a quale lavoro fosse riferito ed è stato risposto. VIGLIONE: quel tipo di lavorazione non è  presente nel progetto. Il progetto prevede che gli alberi restino nella sede originaria perché la viabilità non viene stravolta, come dice la relazione del comando di Polizia Urbana, la viabilità che verrà in essere rende necessario il taglio di alcuni platani perché sono pericolosi. Non è così, quello è un documento falso. PRESIDENTE (Abbate): posto che in campo ci sono molteplici interventi, la Commissione Trasparenza vuole svolgere un ruolo semplicemente di chiarezza e anche propositivo se possibile. Avete presentato esposti, come giustamente ha riferito il Sindaco ci sono inchieste e indagini in corso sia alla Procura della Repubblica, quindi, tutto ciò avrà un suo iter rispetto al quale la Commissione Trasparenza non può che essere vigila e attenta, ma non può fare altro. Chiedo al RUP, dal momento che credo che l’autorizzazione sismica non debba essere lei a chiederla semplicemente un accertamento in ordine al fatto che poco importa se si tratta di un piccolo muro o di un grande muro, siamo una zona sismica e facciamo i conti con queste evidenze. Sindaco, non voglio fare la maestrina di nessuno, ma non è ininfluente se l’accesso agli atti avvenga nei termini o meno, l’accesso agli atti deve avvenire nei termini. Si può consentire ed autorizzare un accesso agli atti, però, deve essere fatto nei tempi. Lei ha riferito che l’accesso agli atti è avvenuto e poco importa se è stato fatto nei termini, importa perché l’accesso agli atti deve essere fatto nei termini congrui previsti dalla legge. Sono certa che da oggi in poi il paese si ricompatti in ordine ad un progetto di manutenzione del territorio che è volto a creare miglioramenti e non peggioramenti. Capisco che in quest’audizione intervengono dinamiche politiche, dinamiche di maggioranza e minoranza rispetto alle quali è chiaro che la Commissione Trasparenza ha un atteggiamento totalmente laico e rispettoso delle reciproche posizioni. La nostra volontà è che la legge  sia rispettata e la trasparenza sia rispettata, da questo punto di vista credo che abbiamo fatto un discreto lavoro oggi. Chiedo al RUP, avrete copia della relazione che c’è stata presentata, se è possibile farci pervenire una nota di dettaglio alle rimostranze del consigliere Viglione nei termini che lei ritiene opportuno, chiaramente senza chiederle uno sforzo sovraumano considerando che la relazione è dettagliata. Nei termini in cui lei vorrà, farà pervenire una relazione a questa Commissione. Spero che si possa ripartire da questa Commissione con uno spirito meno critico nei confronti di lavori che tendono al miglioramento urbano. Vorrei chiedere la cortesia al Sindaco di non abbattere altri alberi, gli alberi presiedono al decoro di un paese, detengono il decoro del paese e abbatterli non è un servizio che lei fa al paese. Sono convinta che la viabilità potrà essere preservata anche preservando degli alberi secolari. (Intervento fuori microfono)  PRESIDENTE (Abbate): quelli ormai sono morti, cerchiamo di non abbatterne altri e cerchiamo di trovare un clima di maggiore conciliazione. A segnalare la mia attenzione farò una specifica richiesta all’Autorità di gestione per capire quando saranno liquidati i finanziamenti approvati. La seduta è chiusa. I lavori terminano alle ore 13,55

A Foglianise in arrivo la sesta edizione dello “Sweet Leaf Fest”

font: Il Vaglio.it.

Lo “Sweet Leaf Fest”, il principale appuntamento per gli appassionati di Doom – Psych e Stoner Rock del sud Italia, giunge alla sua sesta edizione estiva annunciando la presenza di band internazionali. Il 26 e il 27 Giugno, al centro Polivalente di Foglianise (Benevento), si alterneranno sullo stage I Wild Eyes (da San Francisco), gli Juggernaut, L’Ira Del Baccano, i Whirlings, i Teverts, i Disphere, I Lost Moon e i Quinlans. La Karma Cospiracy Records, il soggetto promotore dell’evento, ha curato la selezione delle band presenti in scaletta, alle quali vanno aggiunte due band locali da annunciare e scelte a seguito di un contest; al momento – prosegue ancora la nota diffusa alla stampa -, sono allo studio la possibilità di stipulare convenzioni con strutture ricettive locali per ospitare i fan a prezzi convenienti ed eventi di contorno, quali reading letterari, mostre e altre amenità.

Festa del Grano 2015. Lettera aperta dell’associazione Il Primo

font: Il Primo Associazione Culturale.

Logo_festa_del_granoAnche quest’anno, come gli ultimi due, presentiamo una nostra lista di iniziative rivolte all’organizzazione della Festa del Grano.
Questa è una lettera rivolta a tutti, e da tutti ci aspettiamo nuove proposte e suggerimenti affinché questo elenco diventi ancora più ricco ed interessante, perché è solo con l’impegno di tutti che riusciremo a dare il meritato prestigio alla nostra Festa.

  • Costituzione di un Comitato Permanente, che lavori 12 mesi all’anno alla realizzazione e promozione della Festa;
  • Realizzazione di un sito web dedicato all’evento, dedicato alla promozione e a raccontare la storia della Festa attraverso testimonianze video e fotografiche;
  • Allestimento di un Laboratorio della Lavorazione della Paglia, così che esperti lavoratori possano dimostrare come si lavora la paglia e come sia possibile realizzare un carro;
  • Creazione e vendita di oggetti in paglia;
  • Allestimento di uno stand gastronomico nel quale promuovere le eccellenze alimentari della zona, accompagnato da uno spazio dedicato agli espositori così che possano promuovere i propri prodotti;
  • Promuovere eventi culturali quali mostre, presentazione di libri, incontri con personaggi dell’arte e della cultura, etc.;
  • Creare un calendario di eventi di intrattenimento pensato per tutti;
  • Rivalutare il centro storico organizzando degli eventi ad hoc;
  • Ridurre gli sprechi realizzando un magazzino e vigilando sugli acquisti dei materiali necessari a realizzare un carro.

Quest’anno, però, abbiamo deciso di agire diversamente. Non ci rivolgeremo direttamente a nessuna istituzione o organo preposto all’organizzazione della festa, ma presentiamo una lettera aperta, rivolta a tutte e tutti, affinché ognuno possa prenderne spunto.
Il motivo di questo nostro gesto è da ricercarlo in più episodi accaduti negli anni passati. Infatti, se, rivolgendosi alle istituzioni per due anni di fila, le nostre idee sono state etichettate come perdenti e irrealizzabili, dopo qualche mese altri enti hanno organizzato iniziative molto simili alle nostre proposte e con discreto successo!
Ci auguriamo, quindi, che anche quest’anno qualche nostra iniziativa possa far parte della Festa del Grano. Inoltre, invitiamo tutti a contribuire ad allungare questo elenco!
Puoi contattarci tramite il nostro profilo Facebook Il Primo, il blog http://ilprimofoglianise.blogspot.it o inviare una mail a imprimo.mgvv@gmail.com

Nasce BirTa, la birra del Taburno

font: Il Quaderno.

Sarà presentata mercoledì 29 aprile alle ore 10,30 presso la sala cinese della Facoltà di Agraria dell’Università Federico II, a Portici, il progetto BirTa, la birra artigianale del Taburno.
Interverranno all’incontro Paolo Masi, Direttore del Dipartimento di Agraria della Federico II, Mario Grasso, Direttore regionale della CIA Campania, Raffele Amore, Presidente della CIA Benevento, Vincenzo De Feo , Professore della Facoltà di Farmacia di Salerno, Maria Aponte, Professore della Facoltà Di Agraria di Portici, Luciano D’Aponte e Emiddio De Franciscis della Regione Campania.
I partner del progetto sono imprese agricole del territorio beneventano che hanno destinato parte dei propri terreni alla coltivazione dell’orzo e del luppolo, il Dipartimento di Farmacia dell’Università di Salerno che si occupa di caratterizzare ed analizzare le varietà di orzo e di luppolo, il Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli che sta mettendo a punto lo sviluppo, su scala pre-competitiva, di un protocollo produttivo per la realizzazione di birra aromatizzate, la Maneba sas che ha il compito di supportare tecnicamente l’Ats nella produzione di birre, la Terravecchia che provvederà alla produzione di birra aromatizzata presso il mini-opificio in allestimento e Agrimpresa Service.