L’antico borgo rinnova l’appuntamento solenne del Corpus Domini

di Gabriele Pastore

per Il Sannio Quotidiano.

A Foglianise come in Vaticano. Anche quest’anno si rinnova a Foglianise l’appuntamento del Corpus Domini. Don Nicola Della Pietra come papa Benedetto XVI giovedì sera non ha potuto portare in processione il Santissimo Sacramento in mezzo alla gente, tra le strade del paese a motivo delle pessime condizioni atmosferiche. Solennità irrinunciabile per i milioni di cristiani sparsi nel mondo. È la festa del Corpo del Signore che per antichissima tradizione si celebra il giovedì successivo alla solennità della Santissima Trinità ma che per motivi civili e pastorali è stata traslata alla domenica successiva. Il culto verso la Santa Eucarestia è molto sentito a Foglianise e lo testimonia la presenza dell’Arciconfraternita del SS. Corpo di Cristo e S. Anna fondata intorno al 1550 e confermata dal cardinale Orsini con bolla del 3 marzo 1692. Gli iscritti a questo sodalizio godono delle indulgenze legate alla memoria di papa Paolo V che concesse all’omonima arciconfraternita nella chiesa di Santa Maria sopra la Minerva in Roma come indicato nella bolla orsiniana. Ma ancor di più gli associati si distinguono per la promozione del culto eucaristico, visto come cuore della vita associata. Infatti nello statuto è codificata la sua finalità di coltivare e di accrescere la fede e la devozione del SS. Sacramento e di solennizzare con il massimo decoro le feste in suo onore per manifestare la propria fede ed incrementare la pietà dei fedeli. La comunità di Foglianise conserva ancora gelosamente questo tratto caratteristico facendolo rivivere nella solenne processione. Come era previsto anche per il Romano Pontefice, il sacerdote porta tra le sue mani per le vie del paese, l’ostensorio contenente l’ostia consacrata sovrastato da un antico baldacchino detto “pallio a quattro mazze” sorretto da quattro “fratelli” della Confraternita e da un ombrello in pura seta ricamato in oro portato dal Priore. Tutti indossano caratteristici abiti tradizionali. Arricchiscono la scenografia due filari di lampioni che affiancano il sacerdote, sono simbolo della presenza di Cristo luce del mondo. Per tutti immancabile lo “scapolare”, emblema dell’associazione. Con tanta devozione poi vengono realizzati gli altarini nelle chiese presenti sul territorio e nelle abitazioni. Un addobbo semplice, artigianale che nasce da pura creatività, componendo a festa ciò che si ha disposizione: tappeti, tovaglie, crocefissi, icone. Completano il quadro i fiori presenti nei campi, selvatici, dai caratteristici colori del periodo. Ma non ci sono solo altarini. C’è chi espone sulle finestre e i balconi che si affacciano lungo il tragitto, damaschi e coperte di seta che salutano il passaggio del Santissimo. Ovunque un trionfo di luci e colori che contribuiscono a creare un’atmosfera di meditazione, fascino e suggestione. La pubblica adorazione si conclude con la benedizione finale e il “tommasiano” Tantum Ergo. Quello di giovedì doveva essere solo il primo incontro “eucaristico”. Ma la natura ha dettato ancora una volta le sue leggi. Prossimo appuntamento fissato per stasera alle ore 17.30 con la santa messa e la processione che percorrerà l’antico borgo di Foglianise, nel pieno rispetto delle tradizioni di un tempo. La zona che orbita intorno all’area cimiteriale e alla chiesa di Santa Maria sarà invece interessata mercoledì 9 giugno. Un appuntamento fondamentale per il percorso di fede e di testimonianza di ogni cristiano.

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