Crisi Comunità Montana: i dipendenti rialzano la testa

di Antonio Caporaso

per Il Sannio Quotidiano.

Ritornano nuvole cariche di tempesta sulla Comunità Montana del Taburno. Nella giornata di ieri abbiamo incontrato i dipendenti forestali dell’ente di piazza Mercato. La situazione è a dir poco critica e la pazienza, che sembrava incolmabile negli ultimi mesi, si è decisamente affievolita portandoli a prendere decisioni, decisamente importanti da mettere in atto nei prossimi giorni. Lo spettro di un nuovo scontro si addensa sul cielo, relativamente tranquillo dell’istituzione montana e il presidente Libero Maria Sarchioto sarà costretto a fare i conti con le pretese, logicamente legittime dei forestali. Gli stipendi non percepiti si sono, negli ultimi quattro mesi, ancora una volta sommati e a questi si aggiunge la quattordicesima mai pervenuta nelle tasche degli operai dell’ente di Frasso Telesino. “Eppure –ci fanno sapere i forestali- continuiamo in maniera professionale il nostro lavoro. Anche in altri periodo di uguale gravità, abbiamo sempre adempiuto al nostro ruolo. Ma oggi vediamo il menefreghismo, dei vertici politici ed istituzionali della Comunità Montana del Taburno, raggiungere cime impensabili”. Ai forestali, ricordiamo che non vengono pagati da ben quattro mesi, non va proprio giù la decisione, presa dalla giunta esecutiva dell’ente montano, di assumere trenta nuovi effettivi da impegnare nel settore. “Non riusciamo proprio a capire –spiegano i delegati che abbiamo incontrato ieri in serata- come sia possibile assumere nuovo personale quando ci sono situazioni insolventi nei nostri confronti. Si fanno i salti mortali per poter garantire gli stipendi a noi e i vertici politici si permettono di fare nuove assunzioni? Questa è una vera e propria mancanza di rispetto nei nostri confronti”. Di conseguenza si preannuncia un’altra estate di fuoco. “Siamo pronti ad occupare l’ente montano di Frasso Telesino. Non ci sono più altra strade da seguire. Siamo stanchi e ci sentiamo derisi e presi in giro. Ci avevano assicurato, ci avevano garantito che con questo nuovo vertice politico sarebbero cambiate le cose. Invece siamo alle solite. Nei prossimi giorni inizierà la nostra mobilitazione in maniera dura e serrata”. Accuse anche nei confronti dei sindacati di settore: “La loro incapacità è lampante. Ci dicono di stare tranquilli e di adoperarsi loro per tutelare i nostri interesse e invece, se abbassiamo la guardia, scopriamo poi di essere presi in giro da tutti. Da oggi i nostri interessi ce li tuteliamo noi, scavalcando, se è necessario anche i sindacati, che invece di tutelarci si irrigidiscono in un silenzio tombale che permette ai vertici della Comunità Montana del Taburno di fare quello che vogliono”. Le prossime mosse: “Se è necessario chiederemo un incontro direttamente con il Governatore della Campania Stefano Caldoro. Deve sapere cosa succede a Frasso e deve intervenire e fermare questo scempio”. Intanto già questo fine settimana aria di sciopero si respira a Frasso Telesino.

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