Parco del Taburno. Di Cerbo ricorre al TAR

di Antonio Caporaso

per Il Sannio Quotidiano.

Parco Regionale del Taburno-Camposauro. Continua la telenovela politico amministrativa che abbiamo anticipato qualche giorno fa. Nuovi sviluppi intanto si prospettano nel futuro immediato dell’ente montano. Clemente Di Cerbo, ex presidente storico del Parco, ha ricorso, sull’inizio della scorsa settimana al Tribunale Amministrativo della Campania, chiedendo di sospendere definitivamente la nomina di Giovanni Moriello a presidente dell’area protetta. La crisi prosegue e nuovi scenari politici si intravedono all’orizzonte. La notizia, trapelata dagli ambienti di Palazzo Caporaso qualche giorno fa, mette in scacco matto il presidente in pectore Giovanni Moriello. Dagli ambienti regionali le voci si rincorro e la possibilità che la Regione Campania, si costituisca di fronte al Tar si affievoliscono e restano remote. Conseguenza prospettata dai più è quella di vedere un ritorno in sella di Clemente Di Cerbo e un allontanamento di Moriello. Il primo e storico presidente si dice fiducioso, il suo dossier che accompagna la denuncia al Tribunale Amministrativo della Campania, è estremamente dettagliata e mette in risalto il problema burocratico che la passata Giunta Regionale, quella di Antonio Bassolino per intenderci, ha creato producendo la delibera che sollevava il Di Cerbo e insediava Giovanni Moriello. Secondo Di Cerbo, la Regione Campania, non ha seguito l’iter necessario per rendere effettiva la scelta del cambio della guardia suggellato dalla delibera della stessa firmata e diramata in data 19 febbraio 2010. Di conseguenza, allo stato attuale, si attardano tutte le azioni di gestione amministrativa che ruotano attorno all’area protetta del Taburno-Camposauro. Anche l’importante manifestazione, promossa dal Parco, “Taburnia”, che quest’anno dovrebbe giungere alla quinta edizione, resta un miraggio. L’evento che riesce a polarizzare, in un fine settimana, tantissimi turisti, fino a notte tarda, sul massiccio del Taburno e precisamente a Piano Melaino, potrebbe rischiare di saltare se continua il muro contro muro innescato. Da un lato Clemente Di Cerbo con le sue convinzioni supportate da atti di certo assolutamente non sconsiderati, dall’altra Giovanni Moriello che si sente presidente effettivo dell’Ente; ed in mezzo la Regione Campania che sembrerebbe poco interessata a prendere una posizione nel bel mezzo di una diatriba creata da altri, cioè la scorsa giunta Bassolino. A questo punto a pagare questa situazione di stallo, in un momento di vitale importanza come quello dell’inizio della stagione estiva, è sicuramente il territorio dell’area protetta, che si sente senza una guida anche se risultano due presidenti pronti a contendersi una poltrona. Senza alcun dubbio, Palazzo Caporaso non può contenerli entrambi.

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