Ancora ferma la questione Hotel Taburno

di Antonio Caporaso

per Il Sannio Quotidiano.

Ai primi di maggio fu data, in anteprima anche al nostro giornale, la notizia di interesse pubblico, che, si diceva, metterà fine all’incresciosa questione legata all’Hotel Taburno. Sembrava tutto pronto, si era addirittura anticipata la possibilità di assistere all’inizio dei lavori previsto per i primi di giugno. A tal proposito abbiamo incontrato i piccoli imprenditori del territorio impegnati nel settore turistico, che ci dicono: “Nelle nostre attività abbiamo impegnato tutto quello che potevano, anche in termini economici, chi è preposto a governare il territorio deve, a questo punto, darci delle spiegazioni”. A distanza di più di un mese da quella notizia, salutata con soddisfazione dall’intero comprensorio dell’area protetta, nulla è cambiato. Ad annunciare la risoluzione del problema era stato, in maniera perentoria e congiunta l’ente Parco del Taburno-Camposauro e il comune di Tocco Caudio in simbiosi con il comune di Bonea, nel cui territorio si trova la struttura in questione, e la Comunità Montana del Taburno. In particolare l’ente di Frasso Telesino aveva parlato di fondi sicuri che potevano portare alla ristrutturazione della struttura alberghiera, un tempo, punto di riferimento per l’indotto turistico nell’area parco del Taburno-Camposauro. A questo punto insorgono le categorie di settore che hanno interessi rilevanti attorno al filiera turistica: “E’ l’ennesima prova della delusione nella quale veniamo, continuamente spinti, dai vertici politici che preservano il territorio dell’area protetta. Ai proclami di quasi due mesi fa, non sono seguiti assolutamente i fatti. La Comunità Montana del Taburno, che pur tempestivamente ha provato a rincuorare le nostre aspettative, oggi fa orecchio da mercante, fingendo di non sapere nulla. Nessuno provvedimento, in questo periodo è stato preso e la struttura dell’Hotel Taburno resta nel totale abbandono di sempre”. L’importanza dell’albergo Taburno è vitale per il territorio, abbiamo da sempre detto che si tratta dell’unico centro attrezzato per ospitare i turisti. Altre strutture ci sono, ma sono per lo più dislocate a valle, sul massiccio non c’è nessun altro stabile capace di dare conforto ai turisti. Da qui ne dipende anche l’economia del territorio. Senza un vero e proprio rilancio dell’area protetta del Taburno-Camposauro, che passa per la ristrutturazione dell’Hotel Taburno, non si può assolutamente parlare di piano turistico. E’ questo il concetto che da sempre esprimono i titolari di aziende turistiche del comprensorio. Proseguono alcuni titolari di aziende che abbiamo incontrato: “A questo punto professare e portare avanti quella bella parola, che ci ha talmente affascinato, concertazione, deve apparire reale. Non può restare chiusa in un cassetto. Gli enti del territorio devono puntare a concretizzare qualcosa di utile per il comprensorio. Abbiamo avuto modo di poter vedere come sono attrezzate alte aree protette. intorno a noi. La differenza è straordinariamente incolmabile. L’abisso comincia a farsi preoccupante. Un altro po’ e perdiamo anche quei pochi turisti occasionali che raggiungono le nostre montagne. Abbiamo potenzialità enormi, scuramente uniche ma non le sappiamo sfruttare, o forse non le vogliamo sfruttare. Purtroppo a pagare siamo sempre noi cittadini e noi piccoli imprenditori del settore turistico”.

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