Tutela della biodiversità ed eolico non invasivo: da settembre partono due progetti dell’Asea

da Il Quaderno.

Conservazione di habitat e specie nelle faggete del SIC Massiccio del Taburno’ (Programma comunitario Life+ Natura e Biodiversità) e ‘GP WIND – Good practice in reconciling offshore and onshore wind energy with environmental objectives’ (Programma comunitario EIE). Sono i nomi dei due progetti presentati poco fa in una conferenza alla Rocca dei Rettori cui hanno partecipato Antonio Calzone, presidente dell’Asea, Gianluca Aceto, assessore all’Ambiente della Provincia di Benevento, Giovanni Moriello, presidente del Parco Regionale del Taburno-Camposauro, Fabio Tamburrino, direttore dell’Agenzia Sannita per l’Energia e l’Ambiente e Camillo Campolongo, referente del WWF Sannio. Non ha potuto prender parte all’appuntamento il presidente della Provincia, Aniello Cimitile.
Si è parlato, per l’appunto, dei due progetti presentati dall’Asea (agenzia partecipata della Provincia), già approvati e ammessi a cofinanziamento da parte della Commissione Europea. Il primo fa riferimento alla tutela e salvaguardia degli habitat e delle specie presenti nel sito di interesse Comunitario ‘Massiccio del Taburno’, sperimentando azioni concrete di conservazione degli ecosistemi. La mission del secondo è, invece, quella di promuovere best practices per conciliare lo sviluppo dell’energia eolica (offshore e onshore) con il contesto ambientale di riferimento (sia la realtà sociale ed economica che habitat, flora e fauna).
A spiegare la loro funzione nel dettaglio è stato il direttore Tamburrino: “L’iniziativa ‘Life plus Natura e Biodiversità’ prevede un budget di 1 milione e 300mila euro. Il 50% è concesso dalla Comunità Europea, mentre un 30% sarà messo a disposizione dalla Provincia e il restante dai soggetti partner(WWF Sannio, Parco Regionale Taburno- Camposauro, Centro Studi Naturalistici, Ministero dell’Ambiente, Regione Campania e Comunità Montana del Taburno). Le attività partiranno a settembre 2010 e avranno la durata di 5 anni. Sono previste azioni che interesseranno il Massiccio del Taburno e che è possibile dividere in quattro gruppi: preparatorie (creando una struttura di coordinamento del progetto); di caratterizzazione botanica e faunistica del sito; un piano del pascolo; concrete”.
Queste ultime vedranno la realizzazione di 10 stagni per anfibi, di interventi selvicolturali finalizzati all’affermazione dei nuclei di Fagus Selvatica, Ilex Aquifolium e Taxus baccata, di 30 microcollettivi (recinti) di Taxus baccata all’inetrno dei soprasuoli di faggeta, interventi selvicolturali finalizzati alla rinaturalizzazione di impianti artificiali di conifere, creazione di un centro per la riproduzione degli anfibi (entro il 2011) e di bat-box per ospitare le specie della famiglia dei pipistrelli.
“Il secondo progetto – ha proseguito Tamburrino – vede come Ente capofila il Governo scozzese. Il budget previsto è di 1 milione e 800mila euro dei quali il 75% è cofinanziato dalla Commissione Europea. Sono state individuate 8 aree all’interno dell’Unione Europea e in Italia lo studio portato avanti dall’Asea e dai suoi partner sarà concentrato su quella del Fortore. Le analisi dei ‘case study’ dei diversi Paesi saranno poi confrontate e verrà data vita a un documento che possa contenere tutti gli standard per chi in futuro voglia sviluppare questa tecnologia”. La durata sarà di due anni a partire da settembre 2010.
Tamburrino ha poi informato che l’Asea ha presentato altri due progetti all’Europa che sono in attesa di approvazione. Uno è relativo all’efficienza energetica degli edifici pubblici, come scuole e strutture sportive e un altro all’educazione ambientale.
Soddisfatto per quanto messo in campo dall’Agenzia che presiede è stato Calzone: “Dimostriamo in tal modo che a differenza di tanti luoghi comuni che pure ci sono sulle agenzie partecipate della Provincia, noi non graviamo sulle sue spalle, ma siamo capaci di presentare progetti che vengono valutati e ricevono anche finanziamenti dalla Commissione Europea”.
A tessere le lodi, in particolare del progetto di cui è partner il WWF, è stato Campolongo: “Operando nel settore ho spesso sentito parlare di ‘Life plus’ associato ad azioni concrete di valorizzazione. Il fatto che ora possiamo farlo localmente è davvero molto positivo e non ci sarebbe potuto essere modo migliore per celebrare l’anno della Biodiversità. Per comprendere le particolarità di cui è ricco il nostro territorio dobbiamo studiarle e ancora oggi siamo ben lontani dall’avere un quadro definito della situazione. Le aree più importanti della nostra provincia sono i massicci montuosi, le aree fluviali, le colline dell’Alto Sannio e l’invaso del Tammaro. E’ da qui che deve partire la valorizzazione e protezione in una gestione spesso affidata a Enti diversi con una sovrapposizione di ruoli. E’ la prima iniziativa ‘Life’ in provincia di Benevento e pochissime ce ne sono in Campania”.
Il referente del WWF ha anche espresso una sua opinione sul progetto relativo all’eolico che “abbiamo sostenuto, pur non essendone partner, perché è la prima volta che davvero si cerca di comprendere qual è l’impatto dell’eolico sul territorio. Ciò che è stato fino ad oggi, infatti, deve essere guardato con un occhio un po’ critico”.
Da tre mesi presidente del Parco del Taburno-Camposauro, Moriello ha detto “grazie a chi ha messo in campo queste iniziative. Sono le azioni giuste da portare avanti per recuperare il disequilibrio della natura e assicurare la presenza di specie diverse nell’ambiente. I parchi istituiti nel 2002, hanno iniziato a operare nel 2005, ma ad oggi c’è poca traccia della loro attività, un po’ per la mancanza di fondi e un po’ per la gestione che non ha sempre messo al primo posto la difesa delle aree protette”.
“Il Parco che presiedo – ha aggiunto – ha una circolazione urbana alle sue pendici (Valle Telesina e Caudina) e anche per questo motivo ci deve essere ancora maggior attenzione”. Il presidente ha, infine, ringraziato Aceto per l’iniziativa legata alla creazione di Parchi fluviali “che salvaguardino i corsi d’acqua tra cui il Calore, ormai una fogna a cielo aperto e l’Isclero”. Apprezzamenti Moriello ha espresso anche sul ‘GP WIND’ con il quale “spero si possano individuare le condizioni minime che ogni impianto eolico dovrebbe rispettare per la tutela del territorio e la diffusione di energie alternative”.
Concorde nell’esprimere soddisfazione per entrambe le iniziative è stato anche l’assessore Aceto: “Siamo orgogliosi di poter mettere a disposizione uno strumento pratico di progettazione, studio e analisi in modo che l’energia eolica diventi non invasiva. Il progetto sulla biodiversità ci consentirà di studiare, invece, una parte del territorio. Ciò che è importante è la costituzione di collaborazioni in modo che i diversi attori coinvolti non si sovrappongano. E’ un lavoro che costituisce la base di qualsiasi intervento”.

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