Padre Isaia è di diritto Servo di Dio

di Gabriele Pastore

per Il Sannio Quotidiano.

“Padre Isaia è di diritto Servo di Dio”. Queste le parole di Mons. Antonio Raviele proclamate martedì sera a chiusura della celebrazione eucaristica che si è svolta presso la Basilica SS. Annunziata della Valle Vitulanese per il sesto anniversario della scomparsa del frate francescano. Forte concorso di popolo che ha provocato stupore nel celebrante e nei frati francescani che non si aspettavano una così numerosa partecipazione e che di fronte ad una tale attesa notizia è esploso in un vibrante applauso liberatorio. I tempi sono “legalmente” maturati e i fedeli non aspettano altro che l’avvio del processo di canonizzazione. Ma in risposta ad un padre Domenico che invita alla cautela prima di fare una simile esclamazione, Mons. Raviele espertissimo di Diritto Canonico, la considera invece un’attribuzione più che giustificata in quanto sono i fedeli che fanno il “Servo di Dio” e ne determinano questo status. Don Antonio Raviele, attuale rettore della parrocchia di Sant’Anna a Benevento, è stato per diversi anni segretario personale di Mons. Carlo Michiatti e cancelliere di curia con Mons. Sprovieri. Per il ruolo delicato che svolgeva ha avuto diverse occasioni per incontrare la “forte” personalità di Padre Isaia. Nella sua omelia ha ripercorso i colloqui teologici tra il frate e l’arcivescovo Minchiatti, delineando poi tre tratti caratteristici di Padre Isaia: il sorriso, il francescanesimo e la fede che per Raviele nessuno potrebbe smentire. “Poteva essere incupito – ha sottolineato – per qualche attacco al Pontefice o alla Chiesa ma era solo questione di attimi. Il sorriso imperava sempre sul suo volto”. Un volto che per il celebrante con il passare degli anni, anziché invecchiarsi si era fatto “più bello” rafforzandone la bontà. Il francescanesimo Padre Isaia lo ha vissuto con l’accoglienza, l’ubbidienza, la preghiera ed in particolare l’humilitas che “non indicava sottomissione ‘passiva’ ai superiori – ha detto – ma fedeltà filiale. Guardava i suoi superiori con gli occhi di un bambino”. È arrivato così a tracciare l’ultimo aspetto della fede e chiudere con una preghiera spontanea di intercessione. Prima dell’Ite missa est, Padre Domenico ha voluto offrire ai presenti la sua ultima fatica sulle “Virtù Eroiche” di Padre Isaia Columbro. Il titolo del testo si ispira a quello della relazione inviata dal Provinciale dell’Ordine fr. Sabino Iannuzzi richiesta dal postulatore della causa. Nell’opera, dopo alcuni cenni biografici, fr. Tirone passa in rassegna le virtù distintive del frate “santo” come la vita da povero, la grande carità, le opere di misericordia corporali. Ma per lui è anche il frate del “sì, dite bene”, è maestro dei semplici, frate dell’accoglienza e anche esorcista. Un piccolo uomo che, nella sua semplicità, era depositario di tante virtù. Sempre nel corso del momento commemorativo ha altresì annunciato ai presenti l’importanza della raccolta di materiale che sarà punto di partenza per l’apertura della causa. Ma un invito ha fatto espressamente: quello alla preghiera presentata come lo strumento più efficace per il buon esito. Nel corso dell’intervento ha anche rinnovato l’invito a Padre Angelo di continuare a dar vita a questi momenti di ricordo e riflessione e “perché no – ha detto – di collocare nella costruenda rotonda antistante il convento una bella immagine di Padre Isaia”. Ultimo appello ai fedeli per continuare a diffondere l’opera di Padre Isaia, non solo nel territorio nazionale, ma anche al di fuori, inviando anche i testi e le immagini ad oggi pubblicate. A concorrere a questo scopo, un contributo importante sarà dato dalla tecnologia, in particolare da internet, con la costruzione di un sito web dedicato al frate di Foglianise. In chiusura, Padre Angelo prendendo la parola, ha anche portato a conoscenza di diverse lettere giunte al convento riguardanti diversi miracoli attribuiti a Padre Isaia che provengono anche da zone del nord Italia. Infine, un’ultima ma significativa precisazione di Mons Raviele: “La spinta per avviare la causa con i relativi procedimenti deve venire dai superiori. È tutto nelle loro mani”. Padre Isaia dal canto suo, se i miracoli gli dovessero essere attribuiti, già si sta dando da fare; tutto il resto è nelle mani della burocrazia ecclesiastica. Intanto, come per Giovanni Paolo II, c’è chi tra le file esclama: “Santo Subito!” primi tra tutti i suoi familiari. E come per Wojtyla la sua fama di santità si era già diffusa in vita ricevendo stima e ammirazione da uno dei santi del novecento, sannita di origini, San Pio da Pietrelcina che indirizzava i fedeli che si recavano da lui a San Giovanni Rotondo a recarsi da Padre Isaia da Foglianise.

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