Resi noti i 25 monumenti. Dopo la sfilata saranno all’Aquila per la ‘Perdonanza Celestiniana’

di Gabriele Pastore

per Il Sannio Quotidiano.

Grandi nomi, successo dello spettacolo ma il piatto piange. Lo accennavamo già ieri che l’appuntamento inaugurale della Festa del Grano si è aperto con la considerazione schietta del sindaco di come, nonostante la manifestazione rientri tra i “Grandi Eventi”, di contributi da parte degli organi preposti ancora non se ne parla. La presenza di tante personalità politiche e militari è un’occasione per far presente lo status effettivo delle cose. È quasi un’affermazione buttata lì, in secondo piano, ma per un palinsesto così ricco la necessità di fondi è necessaria. Già la venuta di Massimo Ranieri il 18 agosto la dice lunga su quante cifre compongano il costo complessivo dell’evento. Ma per lui, lunedì sera, ciò che contava era onorare la presenza di Ionta, capo Dap, che nonostante i numerosi impegni non ha voluto essere assente alla performance della Banda della Polizia Penitenziaria. Era stato proprio lui la chiave di volta per la realizzazione di questo appuntamento di apertura dei festeggiamenti in onore di San Rocco. E già, quello dell’altra sera è stato proprio il taglio del nastro di un’edizione 2010 per la quale il sindaco ha ampie aspettative. Immerso nella macchia d’azzurro dei musicisti, il sindaco ha stravolto il consueto cerimoniale della Festa, rivelando in anteprima i circa venticinque monumenti che saranno insieme ai gruppi folkloristici, gli assoluti protagonisti della sfilata di ferragosto. Si tratta di edifici caratteristici delle regioni Abruzzo e Molise protagoniste di quest’edizione e che dopo la sfilata in paese il 16 agosto, saranno esposti nella città de L’Aquila in occasione della “Perdonanza Celestiniana” con la rievocazione moderna del corteo storico della Bolla. Ecco la carrellata dei lavori di quest’anno: Castello Manforte di Larino, Cattedrale di Larino, Facciata del palazzo Comunale di Jelsi, Chiesa Madre di Vinchiaturo, Castello Angioino di Civitacampomarano, Altare S. Antonio di Fossalto, Fontana Fraterna di Isernia, Castello Pandone di Venafro, Castello Pignatelli di Monteroduni, Castello D’Alessandro di Pescolanciano, Santuario di Castelpetroso, Torre Civica di Casalbordino, Monumento del Miracolo Eucaristico di Lanciano, Chiesa del Carmine di Guardiagrele, Torre dell’orologio di Tortoreto, Santuario di Santa Maria delle Grazie di Teramo, Santuario di San Gabriele dell’Addolorata dell’Isola del Gran Sasso d’Italia, Porta San Francesco di Penne, Ambone di Nicodemo di Moscufo, Chiesa Sacro Cuore di Pescara, Chiesa San Valentino e Damiano di San Valentino in Abruzzo Citeriore, Castello Piccolomini di Celano, Chiesa dell’Annunziata di Sulmona, Altare di San Francesco di Castelvecchio Subequo e Chiesa delle Anime Sante de L’Aquila. Si tratta di monumenti che nella loro varietà di stili e unicità simbolica contribuiscono a fornire un quadro artistico e culturale delle due regioni protagoniste. Sono già diversi mesi che i carristi con passione stanno cercando di dare vita a splendide opere d’arte, nella cura dei dettagli e nel rispetto delle suggestive e antiche storie che li caratterizzano. Capolavori in paglia frutto del sudore della fronte e della fede verso San Rocco.

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