Ecosistema incendi: il dossier 2010 di Legambiente e Protezione Civile

da Vivi Telese.

Roghi in calo grazie a prevenzione e controlli ma è sempre allarme rosso per il Sud Italia e le isole. Ancora un Comune su tre in ritardo sulla prevenzione, aumentano quelli che aggiornano il catasto delle aree bruciate. La bandiera Bosco Sicuro a 20 Municipi: Moiano e Airola nel Sannio
Gli incendi boschivi diminuiscono complessivamente in Italia, passando da 6.479 del 2008 a 5.422 nel 2009, il numero più basso degli ultimi 18 anni, il 20% in meno rispetto al 2008. Sebbene il numero d’incendi si sia ridotto nell’ultimo biennio la superficie totale percorsa dalle fiamme è aumentata passandodai 65.393 ettari del 2008 agli attuali 73.360, soprattutto a causa di alcune situazioni localizzate che hanno assunto dimensioni di vera emergenza.
Ma i roghi sono in aumento in Campania: nel 2009 andati in fumo oltre seimila ettari di superficie dovuti a 903 incendi che hanno colpito 212 comuni pari la 38% del totale, e Provincia di Salerno maglia nera. Davanti a questi numeri di fuoco, migliora l’attenzione dei comuni campani colpiti dalle fiamme.
Importante il passo avanti dei comuni campani nella realizzazione del catasto delle aree percorse da fuoco, istituito dopo la terribile estate di fuoco del 2007. Ben 79% dei comuni lo ha aggiornato negli ultimi anni. Lo strumento del catasto vuole colpire le principali cause di incendi vincolando la destinazione d’uso di queste aree per 15 anni, e stroncando quindi gli interessi di chi usa il fuoco per far passare il cemento, creare nuove aree al pascolo o fare affari con l’indotto del rimboschimento.
Nel complesso a dieci anni dall’emanazione della Legge Quadro 353/2000, ben il 70% delle amministrazioni comunali svolge complessivamente un lavoro positivo di mitigazione del rischio incendi boschivi, dimostrando una crescente sensibilità e attenzione verso la tutela dei boschi e delle aree forestali.
Aumentano ancora le realtà che si distinguono per l’ottimo lavoro svolto nella mitigazione del rischio incendi boschivi. Sono 20 infatti i comuni che ottengono quest’anno le bandiere “Bosco Sicuro” per la piena applicazione della legge quadro 353/2000, distribuite tra Campania, Puglia, Sicilia, Emilia Romagna,Toscana e Veneto.
Le azioni di mitigazione del rischio incendi boschivi da parte dei comuni riguardano: se è stato individuato un responsabile comunale di protezione civile, con funzioni operative; se è stato approvato il piano di emergenza comunale per gli incendi di interfaccia redatto in attuazione dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3606/2007; se sono stati censiti, tramite apposito catasto, i soprassuoli comunali già percorsi dal fuoco nell’ultimo quinquennio; se il catasto è stato aggiornato nell’ultimo anno; se nel territorio comunale sono presenti reti per l’avvistamento e segnalazione degli incendi sul nascere e presidi per le attività di controllo del territorio; se il comune realizza attività di prevenzione degli incendi boschivi (opere selvicolturali, viali parafuoco, pulizia dei terreni e dei cigli stradali dalla vegetazione a rischio di incendio); se il comune realizza specifiche campagne informative sugli incendi boschivi rivolte alla popolazione, al mondo della scuola e/o a particolari categorie di fruitori del bosco (cacciatori, pastori, agricoltori, escursionisti); infine, se il comune ha stretto accordi e/o convenzioni con il volontariato nelle attività antincendio boschivo.
Inoltre, i due comuni del Sannio, Airola e Moiano entrambi non hanno subito nel biennio 2008/2009 incendi boschivi che abbiano lambito centri abitati e/o strutture turistiche, né insediamenti industriali e/ o produttivi, e neanche si è dovuto ricorrere a mezzi aerei per lo spegnimento degli incendi sviluppatisi.
Una strada nuova da perseguire – dichiara Pasquale Raia, responsabile aree protette di Legambiente Campania – è l’applicazione in Campania del cosiddetto “metodo Perna”, sperimentato con successo in Aspromonte: una premialità rovesciata che, anziché finanziare i territori colpiti dai roghi, li penalizza, incentivando la sorveglianza e la cura dei boschi affinché non siano colpiti dalle fiamme: meno incendi ci saranno più premialità si otterrà. Legambiente è pronta a scendere in campo con i suoi volontari nei campi antincendio, e lo sta facendo nel Parco regionale del Taburno Camposauro, nelle zone a maggior rischio incendio.”
“Anche nel Sannio Legambiente – afferma Grazia Fasano, presidente di Legambiente valle Telesina – intende sollecitare le Amministrazioni Ccomunali ancora inadempienti a realizzare le azioni previste dalla legge quadro sugli incerndi boschivi, e contestualmente fa il plauso a Moiano ed Airola per il buon lavoro svolto, considerando anche che il comune di Moiano è incluso nel territorio protetto del Parco regionale del Taburno Camposauro. Inoltre, sul fronte dell’illegalità sugli incendi boschivi, auspichiamo che le azioni investigative riescano a rompere il muro di omertà su chi incendia”.

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