Festa del Grano. Quando la fede diventa arte

di Gabriele Pastore

per Il Sannio Quotidiano.

La tradizionale “Festa del Grano” di Foglianise è per il paese un punto di rinnovo e di recupero di alcuni valori spirituali.
Tutti gli abitanti lavorano per realizzare carri che sono frutto di un artigianato altamente qualificato, raggiunto nel corso dei secoli. Un livello impareggiabile ottenuto grazie all’abilità nell’intreccio che è divenuta una vera e propria arte.
È quasi impossibile trovare una manifestazione simile in ambito nazionale e internazionale. Nei secoli non si è sempre parlato di Festa del Grano, accezione moderna risalente agli ultimi anni, in sostituzione della “Sagra del Grano”.
La sua storia può essere rivissuta sfogliando le pagine di un volume noto come “Libro del Cannaruto”, una sorta di libro dei conti della festa in onore di San Rocco dal 1730. Nonostante i numerosi studi effettuati in questi anni, le origini della festa sono ancora immerse tra storia e leggenda. Sembra, però, che da rito pagano dì epoca romana, come culto in onore di Cerere dea delle messi, abbia subito con l’avanzare degli anni un processo di “cristianizzazione” attestato verso la fine del Quattrocento. Avvenimento emblematico che si innesta nell’evoluzione della Festa è l’arrivo nel Sannio, nel 1656, della terribile peste “spagnola” che provocò un elevato numero di morti. In quella circostanza la comunità di Foglianise fece ricorso a San Rocco di Montpellier perché la liberasse dal terribile morbo con canti, penitenze, offerte e processioni. Così, in segno di “eterna” gratitudine, i foglianesari cominciarono a donare alla chiesa a lui dedicata, ingenti somme di denaro e di grano. Una vera festa nacque intorno al 1727 quando, grazie all’intervento di papa Orsini (Benedetto XIII), giunge a Foglianise una reliquia del santo francese che alimenta la devozione popolare. Un rapporto taumaturgico che è rimasto invariato nel corso dei secoli. Intorno al XVII secolo risalgono le prime sperimentazioni di carri di grano. Le enormi quantità di fruménto offerte, fanno sì che il trasporto avvenga tramite carri trainati da buoi con un’immagine posta nella parte anteriore. Questi sono affiancati da “pacchiane”, donne in costume tradizionale con in testa le “gregne”, ceste con il grano, e i “toselli”, altari in miniatura in paglia. Ma è intorno agli anni del dopoguerra che la creatività dei lavoratori del grano raggiunge forme nuove creando splendide manifatture di pregio, dando così un valore aggiunto al richiamo della manifestazione. Diversi sono i carri passati alla storia per la loro mirabile bellezza.
La loro notorietà ha travalicato i confini provinciali, giungendo ad essere consacrati come uno dei tanti fenomeni di cultura popolare che l’Italia esprime. La Festa del Grano di FogHanise riconosciuta dalla Regione Campania come “Grande Evento” nazionale e internazionale, è cultura religiosa, storica, artistica. Ma è ancora di più riscoperta delle proprie radici, emblema dell’esclusivo e particolare rapporto dell’uomo con la fede. E contemporaneamente sacra rappresentazione, pellegrinaggio e festa patronale.

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