L’abbandono dei centri storici: focus on Foglianise

di Pablo Honey.

Non mi dilungherò sui fatti che hanno portato, nel corso dell ‘900, all’abbandono di borghi e centri storici da parte delle comunità che li abitavano: si tratta di un problema vasto, una storia fatta di fame e miseria prima, di pigrizia politica e globalizzazione poi. Fatto sta che si è trattato di un fenomeno che ha cambiato la morfologia dei piccoli centri, specie al sud dove la disoccupazione si fa sentire più che altrove. I nostri Comuni portano i segni di questo fenomeno (basti pensare a Tocco, Castelpoto, Apice), ma, in molti di loro, particolari aspetti del territorio ed il rallentamento del processo di emigrazione, hanno dato un freno al fenomeno consentendo una relativa salvaguardia dei centri storici (Guardia, in parte Torrecuso e Vitulano).
Foglianise è sospeso, invece, in una sorta di limbo, una situazione paradossale, essendo uno dei rari paesi in cui la popolazione è cresciuta e che ha conosciuto un certo sviluppo economico nel corso degli anni. Ciononostante, mentre il paese è cresciuto e si è esteso a valle, il suo centro storico ha subito un progressivo abbandono per una serie di motivi che vedono da un lato l’esigenza di una maggiore comodità, dall’altro l’assenza di una politica di salvaguardia. Analizziamo i motivi punto per punto:

  1. frammentazione della proprietà: è una situazione legata all’avvicendarsi delle generazioni, ma ha una importanza relativa di fronte ad una proposta di acquisto, considerati i prezzi vantaggiosi legati all’acquisto anche di grandi immobili.

  2. assenza di infrastrutture (strade, parcheggi):

    • Parcheggi: è certamente tra i problemi principali: es. l’unica possibilità di parcheggio per la zona Palazzo Barassano è via S. Marco, che obbliga, quindi, alla percorrenza di lunghi tratti a piedi.

    • Strade: L’eterna promessa dello sbocco per Barassano perseguita senza successo questo paese da cinquanta anni, e cioè da quando Barassano era un quartiere popolare e popoloso. Come è possibile che non sia mai stata realizzata? Per difficoltà tecniche? economiche? Immagino, però, che sarebbe stata di più semplice esecuzione e più utile della strada che conduce all’eremo di S. Michele).

  3. assenza di centri di richiamo (biblioteca, museo, laboratori scolastici): con questo faccio riferimento alla possibilità di far vivere queste zone a ragazzi e bambini anche con visite guidate o creando una struttura importante come una biblioteca intesa come centro di produzione e discussione culturale, non solo come mero deposito di libri; se gestita bene le possibilità sono enormi.

  4. assenza di un piano urbanistico adeguato: senza un regolamento degli inteventi adilizi si corre il risco di depauperare quello che, a mio avviso, è un enorme patrimonio architettonico. Già oggi è possibile vedere abbaini e infissi in alluminio anodizzato, ampliamenti con forati e tufi “a vista”, cortili in cemento, colori improbabili per le facciate, arcate sostituite da travi in ferro, asfalto quasi ovunque.

Conclusioni. Con gli interventi descritti si otterrebbero 2 risultati: ridare vita alle zone del paese che raccontano il nostro passato e dare respiro al settore dell’edilizia (che langue a causa di una crisi che stenta a finire) senza cementificare ulteriormente i territori a valle, a mio avviso già saturi.

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7 thoughts on “L’abbandono dei centri storici: focus on Foglianise

  1. Solo dei centri storici? Della piazza Santa Maria ne vogliamo parlare? Della piazza ignota (di fianco al mercato) ne vogliamo parlare?

    F A C C I A M O R I D E R E I P O L L I

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  2. Il centro storico di Foglianise non è certo uno dei più belli, anzi…. l’unica particolarità è che è tagliato in due dalla provinciale.
    Non so se l’apertura di una biblioteca potrebbe ridargli vita, ricordiamo che la sede della pro loco rientra nel centro storico e lì c’è una biblioteca ma quanti l’hanno mai consultata?
    Una volta era animato dal presepe vivente. Sinceramente io organizzerei qualche evento nella zona di Barassano o farei lì qualche serata della festa del grano. Ma sarebbe solo un palliativo in attesa delle infrastrutture di cui parli.

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  3. Come giustamente è indicato nell’articolo, una biblioteca è un luogo di cultura, non uno scaffale pieno di libri polverosi.
    Nelle biblioteche si organizzano convegni, mostre, confronti, gruppi di lettura: nelle mani giuste è uno strumento che può produrre cultura.
    Credo anche che a Foglianise vi siano le persone (o la persona) adatte a svolgere un ruolo di questo tipo.

    Faccio un esempio: la biblioteca arcivescovile di Benevento (le biblioteche, in realtà) non è importante solo perché vi si trovano libri di valore inestimabile, ma perché grazie a don Mario Iadanza vi si organizzano convegni, mostre ed eventi culturali

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  4. faccio una premessa: a Foglianise si possono distinguere almeno due aree definibili come centro storico : 1 Palazzo-Barassano, 2 via Umberto I; escludendo così zone più piccole o periferiche (ma non per questo meno importanti) quali il Leschito, Sirignano, Giovanni Viglione, la Palmenta.
    Ovviamente le prime due sono le aree che per dimensioni e centralità dovrebbero attrarre eventuali finanziamenti importanti.

    La differenza fondamentale tra i due è che via UmbertoI è una strada di passaggio, frequentata e “viva” (benché vi siano dei vicoli, anche molto belli, quasi abbandonati), il problema fondamentale è il parcheggio.
    Il Palazzo e, soprattutto, Barassano sono aree, invece, difficili da raggiungere.

    Ottima l’idea di fare delle serate “dedicate”, magari con abbinata esposizione e degustazione di prodotti tipici nelle belle cantine del centro (ce ne sono di bellissime); non condivido però la tua opinione complessiva: il centro storico di Foglianise è bello, solo non è valorizzato e non lo si conosce.

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    • Non dico che sia brutto il centro storico di Foglianise ma certo non possiamo metterlo a paragone ad esempio con Sant’Agata. Quello che volevo dire è che non ha niente di propriamente caratteristico che potrebbe attirare, è un centro storico come tanti. Quindi l’unica soluzione è creare appositamente qualcosa per attirare gente e rivitalizzarlo.
      Per fare questo serve un intervento serio, quattro pietre messe al posto del cemento non bastano, serve un progetto di riorganizzazione più che di semplice ristrutturazione, a partire dalla viabilità.

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  5. Quello che dici è pienamente condivisibile.
    Ma, mi chiedo, considerato che negli ultimi 40 anni ci saranno pur state le possibilità finanziarie almeno per una parte di questi provvedimenti, se non sia mancata la volontà politica delle amministrazioni che si sono succedute.

    Un centro storico curato, all’interno di un parco regionale (sulla qualità e la gestione del parco stendiamo un velo pietoso), all’interno di una area ricca dal punto di vista enogastronomico (prima o poi verrà riconosciuta la DOCG all’Aglianico del Taburno) vorrà pur dire qualcosa in termini di attrazione turistica.

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    • Ti faccio una domanda: quanti interventi sono stati effettuati a Foglianise dall’amministrazione per creare posti di lavoro? NESSUNO!! (i posti nella banca non si considerano)
      C’è un modo di ragionare che non va e che l’amministrazione considera corretto solo perchè è supportata dai voti, ma in sostanza non si fanno progetti, non si guarda mai oltre il proprio orticello. Ricordiamo che noi abbiamo un altro grande potenziale: la festa del grano. Ogni tanto si parla della creazione di un laboratorio per la vendita di oggetti in paglia durante l’intero arco dell’anno. Se gli imprenditori locali non credono in questo, siccome da soli i ragazzi non potrebbero creare una cosa del genere, perchè allora l’amministrazione non si fa carico di dare il la al progetto, sfruttando anche i vari finanziamenti che ci sono per queste cose (imprenditoria giovanile, ambito sociale,…..).
      Invece niente, si pensa solo a giocare a scala davanti al bar…

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