Monte Leschito, cessato pericolo

di Domenico Zampelli

per Il Mattino.

Monte Caruso, al traguardo l’operazione «Leschito rockfall protection», che riguarda i lavori per la messa in sicurezza dell’omonima contrada. Non sono quelli definitivi per tutta l’area pedemontana, ma per il momento consentiranno il ritorno nelle abitazioni alle 19 famiglie sgomberate a titolo precauzionale dopo la frana di marzo. Dopo gli ultimi adempimenti burocratici da parte della ditta Alpi DeCo, che aveva già curato i lavori di messa in sicurezza di un’area vicina dopo l’altra grave frana del maggio 2000, già nella prossima settimana potrebbe essere ritirata l’ordinanza di sgombero. Ed intanto continua l’attività del sindaco Giovanni Mastrocinque e dell’amministrazione comunale finalizzata ad ottenere i fondi necessari per il completamento dell’intervento, in modo tale da mettere in sicurezza tutta la parte alta del paese, ponendola al riparo da una montagna il cui lento ma inesorabile disgregarsi preoccupa già da qualche tempo. Ma in cosa consiste l’operazione «Leschito rockfall protection»? Il programma prevedeva innanzitutto la rimozione degli elementi lapidei che appaiono ad imminente rischio di distacco. Le fasi successive prevedevano il disbosco di tutta la vegetazione che faceva da intralcio per le opere da realizzare soprattutto in corrispondenza dell’ubicazione delle barriere paramassi, e poi la stabilizzazione di alcune zone mediante la posa di reti metalliche a doppia torsione ”armate” e di pannelli in fune di acciaio ad alta resistenza ”armati”. L’intervento più importante è consistito nella posa in opera di barriere paramassi ad elevato assorbimento energetico. E che sia un’opera di tutto rispetto lo si percepisce non solo da una panoramica dell’area interessata, ma anche e soprattutto dai numeri: disbosco e disgaggio hanno interessato un’area di circa cinquemila metri quadri, mentre la rete armata si estende per tremila metro quadri, e più di trecento metri lineari. Pannelli armati e barriere paramassi, infine, si estendono rispettivamente per 1.700 e 1.600 metri quadri. Ma in questo momento il monte Caruso è un vero e proprio cantiere aperto. Sono infatti in pieno svolgimento, sull’altro versante, i lavori per la riqualificazione dell’area montana. Il finanziamento, che ammonta a circa un milione di euro, gestito dalla Provincia ed attinto dai fondi del Por Campania, consentirà una serie di interventi di recupero e valorizzazione dell’area circostante l’eremo dedicato all’Arcangelo Michele, migliorando anche l’accesso al sito da parte dei mezzi meccanici. Peraltro il rischio frana, così come accertato dai tecnici della ditta incaricata dei lavori, non fa salva nemmeno la zona circostante l’eremo. Non sono riconoscibili, difatti, aree di distacco preferenziali, ma tutto il versante è da considerarsi ad elevato potenziale di dissesto.

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