La “Sagra della Castagna” festeggia i diciotto anni di età

di Gabriele Pastore

per Il Sannio Quotidiano.

Regina Taburni. La castagna è sicuramente, tra tante specialità, la regina del Parco regionale Taburno Camposauro e come ogni “sovrana” che si rispetti ogni anno le sono tributati solenni festeggiamenti. Il fascino che da lei si sprigiona irrompe puntuale sulla scena d’autunno con la Sagra della Castagna in programma a Vitulano nei giorni 30, 31 ottobre e 1 novembre. A Vitulano, però, la Regina Madre è rappresentata dalla castagna Enzeta, qualità autoctona e il fascino che si sprigiona è praticamente irresistibile per giovani, adulti e bambini. La manifestazione, giunta quest’anno all’invidiabile traguardo della maggiore età, è organizzata dalla Pro Loco Camposauro in collaborazione con la Corale San Menna ed il patrocinio del Comune di Vitulano. Quali sono gli elementi caratteristici dell’edizione di quest’anno? chiediamo al presidente della Pro loco Francesco Matarazzo. Risponde illustrando come per questa diciottesima edizione, il paese sarà animato da una serie di appuntamenti di festa, cultura, spettacolo, ma soprattutto gastronomia. La castagna Enzeta, ci spiega, quale specialità locale sarà degustata in ogni sua elaborazione: dalle profumate caldarroste ai dolci più raffinati e alle marmellate. Gli avventori potranno inoltre degustare i piatti tipici della tradizione culinaria locale tra cui l’emblematico formaggio pecorino vitulanese e l’Aglianico del Taburno. “è la giusta occasione – aggiunge Matarazzo – per visitare il centro sannita immerso nel Parco Regionale del Taburno Camposauro ed apprezzarne le sue bellezze architettoniche, artistiche e naturalistiche”. Gli stand gastronomici saranno aperti tutte le sere a partire dalle ore 19.00 e domenica 31 ottobre anche a pranzo. La manifestazione sarà animata da spettacoli di musica dal vivo, sabato 30 liscio e latino americano con i “Diesis”, serata che rientra nella manifestazione “Sannio Estate 2010” organizzata dalla Provincia di Benevento. Le serate successive saranno tutte all’insegna di folklore e musica popolare. Diciotto anni tra cibo e cultura nella prospettiva della valorizzazione del territorio per un paese divenuto ormai punto di riferimento per tutti gli amanti di questo frutto considerato dai latini come “Ghianda di Giove”, evocazione del dio supremo, mentre nel medioevo cibo per i defunti. Nonostante questo, forse per le sue proprietà afrodisiache, gli antichi le mangiavano di gusto!

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