Tratto Acquara-Utile. Maltempo? No, lavori fatti male

di Calatrava.

E’ d’uso, ormai, attribuire alla natura i disastri che l’uomo crea. Ogni giorno si sente parlare di catastrofi naturali; ma cosa c’è di naturale in una catastrofe. Se l’uomo non rispetta le leggi della natura o, ancora peggio, non rispetta le sue di leggi, la colpa è della natura o dell’uomo?
In un articolo pubblicato su Il Sannio Quotidiano e su questo blog, intitolato “Maltempo: disagi nel tratto Acquara-Utile, non scene apocalittiche”, sono state attribuite al maltempo le pessime condizioni in cui versa il tratto che collega la contrada Acquara con Utile. Se si costruisce un muro di contenimento senza usare un minimo di ferro, se si realizza una via avendo come sottostrato non pietre e breccia ma terra e polvere di asfalto, la colpa di chi è? Del maltempo o dell’impresa che ha realizzato i lavori e di chi doveva controllare?
Nel succitato articolo, il Sindaco Mastrocinque afferma “di aver percorso personalmente il tratto in questione con la propria autovettura in modo del tutto normale e che il Comune con alcuni addetti ha provveduto a sgomberare la via da ogni tipo di residuo provocato dalla caduta di un muro in cemento, monitorando costantemente la situazione”. Le foto riportate qui di seguito, scattate lunedì 15 novembre, due giorni dopo l’uscita dell’articolo, dimostrano, però, tutto il contrario. Se la strada è percorribile “in modo del tutto normale” perché c’è un divieto di accesso sia nel punto di imbocco all’Acquara che ad Utile? E se gli addetti comunali hanno “provveduto a sgomberare la via da ogni tipo di residuo provocato dalla caduta di un muro” cos’è quella struttura in cemento, riversata sulla carreggiata, che si vede nella foto?

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4 thoughts on “Tratto Acquara-Utile. Maltempo? No, lavori fatti male

  1. Non riesco a spiegarmi come mai quando viene realizzata un’opera pubblica non c’è mai chi controlla.
    Le malefatte escono fuori solo in caso di disgrazie (e nemmeno….)

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  2. Questa strada è stata fatta nell’estate del 2008 (solo due anni fa) dalla ditta Procaccini Anna per una spesa di circa 70 mila euro. Non certo spiccioli.

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