L’obiettivo: sviluppare in Italia una corretta cultura della prevenzione

di Gabriele Pastore

per Il Sannio Quotidiano.

In Italia si registra una carente cultura della prevenzione. Quali allora le strategie da adottare? È su questo quesito che si è snodata la riflessione del convegno “Mitigazione del rischio sismico. L’esperienza aquilana e il territorio sannita” che si è svolto ieri pomeriggio nell’aula magna dell’Ic di Foglianise. L’iniziativa rientra nell’ambito delle cerimonie commemorative del trentesimo anniversario del violento sisma dell’Irpinia il 23 novembre 1980, che vede le terre di Campania e Abruzzo accomunate da un simile “destino”. Assenti per impegni istituzionali gli attesi Aniello Cimitile, Fausto Pepe e il sindaco de L’Aquila Massimo Cialente. Al suo posto in rappresentanza c’era l’assessore alle pari opportunità Pierluigi Pezzopane. Nel suo intervento che ha seguito quello del sindaco di Foglianise e del dirigente del Liceo Scientifico, ha dato diretta testimonianza di quanto è accaduto a L’aquila il 6 aprile 2009 facendo un mea culpa sull’attività di prevenzione che forse è sfuggita di mano. Ma il sisma è stato analizzato anche con lo sguardo tecnico dei geologi relatori come Fabrizio Galdini dell’INGV di Milano che ha parlato delle caratteristiche sismo tettoniche della regione colpita dal terremoto del 6 aprile 2009, di Alberto Pizzi del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Chieti, di Giancarlo Boscaino dell’Autorità dei Bacini d’Abruzzo. Ma uno sguardo è stato dato anche al territorio sannita in particolare alla città di Benevento. A farlo è stato Modestino Boscaino del Dipartimento di Studi Geologici e Ambientali dell’Università del Sannio con il progetto “Traiano”. Sulla sua scia si è posto Felice Pinto con il progetto Carg quale fonte aggiornata per gli studi di micro zonazione sismica nel Sannio e in Irpinia. Incisivo poi l’intervento del presidente del consiglio nazionale dei Geologi, il beneventano Pietro Antonio De Paola che è ritornato sul concetto di mancanza di tutela del territorio e con vigore ha condannato l’atteggiamento dello stato “che non eroga fondi per studi geologici” ha detto. Per poi aggiungere: “Cosa grave per un Paese civile e industrializzato quale l’Italia”. Infine un’amara considerazione che valutando la conformazione italiana e lo stato dei territori, di tragedie come quelle dell’Irpinia e de L’Aquila se ne potranno vedere ancora. Una notizia amara in una giornata in cui tra lacrime e ricordi si cerca sempre più un messaggio di speranza.

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