Esplode un’altra bomba ecologica nel Vitulanese. Deturpata la sorgente del torrente Ierino

di Antonio Caporaso

per Il Sannio Quotidiano.

Rinvenuta una nuova discarica abusiva nella Valle Vitulanese, al confine tra il comune di Campoli del Monte Taburno e quello di Tocco Caudio. Lungo l’arteria intercomunale che collega la strada Provinciale Vitulanese e le contrade Paudone e Grieci, la sorgente del torrente Ierino, il più grande canale acquifero del comprensorio permane, è ormai da tempo memorabile un vero e proprio centro di deposito per rifiuti di ogni genere. Si va dalla semplice ‘monnezza’ di uso domestico ai rifiuti rientranti nella categoria ‘speciali’, considerati più o meno pericolosi e che rilasciano liberamente percolato che finisce direttamente nel torrente stesso. L’ambiente circostante ne risulta interamente e vergognosamente deturpato. A questo punto ci troviamo costretti ancora una volta a constatare tre aspetti tristi di una storia infinita e vecchia come il mondo: l’inefficienza delle amministrazioni locali; l’incapacità di tutelare il territorio da parte degli organi competenti e, cosa più importante, il disinteresse e il senso di irresponsabilità dei cittadini dell’intera area che hanno inquinato uno dei posti più suggestivi e piacevoli di Campoli del Monte Taburno. Non esistono scusanti tali da sviare il problema spostando l’attenzione su considerazioni poco ortodosse. La realtà dei fatti: il torrente Ierino e pieno zeppo di rifiuti di ogni genere. Qualsiasi altra considerazione lascia il tempo che trova e non risolve assolutamente il problema. Va, quindi, posto un freno, senza strumentalizzare una questione che sicuramente non è molto riconducibile alle responsabilità delle amministrazioni locali quanto più alla coscienza dei singoli cittadini e alla loro inciviltà che spesso e volentieri regna sovrana. Si è entrati nell’ottica che porta a considerare, con consuetudine, il pubblico qualcosa che non appartiene e l’ambiente che ci circonda un bene da usare a piacimento di chicchessia, dimenticando che la intransigenza prima o poi si ritorce contro. Uno modo assolutamente sbagliato di vedere le cose e che, qui l’errore di chi amministra, se non viene fatto recepire con le buone, deve essere imposto.

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