La bancarotta dei Comuni

di Fortunato Folianensis

Estratto dal Blog di Beppe Grillo.

L’Italia è una Repubblica fondata sul debito. Una regola a strati che vale per lo Stato, la Regione, la Provincia, il Comune. Una piramide di debiti in nome e per conto del cittadino, ma a sua insaputa. Nessun amministratore pubblico dovrebbe spendere più di quanto incassa attraverso le entrate. Però così fan tutti, a partire dai Comuni.
Un sindaco non deve rispondere a nessuno delle voragini di bilancio, le fa e basta. Un Comune in rosso equivale a minori servizi sociali, scuole, trasporti, ecc che ricadono sul portafoglio dei cittadini. Un sindaco che spende e spande è come un pazzo in libertà che preleva dai nostri conti correnti cifre a piacere. Non è necessario introdurre nuove tasse per ridurre gli italiani in povertà, è sufficiente togliergli i servizi pubblici che poi dovranno pagare di tasca loro. Se i Comuni sono in bancarotta, i cittadini sono in bancarotta. Nessuno fa mai questa associazione, ma è così. Bisogna tagliare le unghie ai nostri dipendenti in Comune. Evitare che continuino le appropriazioni indebite a nostro carico. Il sindaco, per evitare di portare i libri in tribunale, compra titoli derivati per incassare subito un presunto guadagno futuro. Dal 2008 questo trucco contabile ha aggiunto crateri alle voragini. Il sindaco in questo caso dà la colpa alle banche e aspetta il lento decorso
della Giustizia che ovviamente riguarderà i suoi successori. A lui poco interessa. C’è poi il territorio da asfaltare, una fonte di reddito fino all’ultimo prato, con le concessioni edilizie e gli oneri di urbanizzazione. Molti sindaci sono dei novelli Tanzi, ma con meno esperienza.
Se un bancarottiere, bene che vada, finisce ai domiciliari, i sindaci si rifugiano in Parlamento come è avvenuto per Scapagnini, ex sindaco di Catania, e per Rutelli&Veltroni, ex sindaci di Roma. Sia per Catania, circa un miliardo di debiti, che per Roma, dagli 8 ai 10 miliardi, è intervenuto lo Stato con una sanatoria a carico delle nostre tasse.
I sindaci non devono spendere un euro in più di quanto incassano. In caso di situazioni di emergenza devono rivolgersi ai contribuenti per avere il permesso di attivare una spesa straordinaria, come farebbe un onesto amministratore di condominio.

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11 thoughts on “La bancarotta dei Comuni

  1. Nel comune di Foglianise a chi ha un credito di venti euro gli si dice che non può essere pagato perchè il comune non ha soldi nemmeno per pagare i dipendenti ,mentre poi si pagano fior di quattrini per fare dossi rotonde…… ecc. Si pagano premi e lavoro straordinario ai vari dipendenti comunali che non sono in grado nemmeno di fare il lavoro ordinario , ed in ultimo si pagano buoni pasto a ditte ubicate a Roma, e fatture per manifesti di largo consumo del Sindaco ad una nota e servile tipografia del posto. Si prendono soldi dal bilancio per allestire la famosa festa del grano e lo stesso viene chiuso sempre in equilibrio salvo verificare in tempi breve l’esistenza di debiti (fuori bilancio) per il pagamento delle parcelle dei vari avvocati che difendono tutte le malefatte dell’amministrazione e che il 99,9% risulta essere soccombente.
    Come giustamente afferma Grillo questi banditi cercano sempre di creare problema e vessare i cittadini onesti che cercano di tutelare propri diritti senza pagarne mai le conseguenze. A pagare per errori e responsabilità amministrative tanto sono sempre i cittadini ed in particolar modo gli onesti e i senza padroni. Questi sindaci ed amministratori non meritano nessuna attenuante, dovrebbero essere trattati alla stregua dei delinquenti comuni e come tali i loro luoghi di permanenza dovrebbero essere le patrie galere e non già i palazzi del governo . lo sappiamo bene che i sindaci amministrano la cosa pubblica come un fatto privato noi ne abbiammo un “esempio” che fa arrossire i vari Scapagnini, Alemanno , Galan, Cota ,Rutelli e chi più ne ha più ne metta.

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  2. infatti come è possibile pagare per l’esproprio a via san rocco per le case popolari quasi 50.000 di spese legali oltre al terreno rivalutato e agli interessi.
    pagassero gli amministratori

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  3. buoni pasto a ditte ubicate a Roma? spiegati.
    spiegami anche come fai a definire una tipografia “servile” considerato che stampa materiale creato da altri…

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    • Con determina n.5 della segretaria comunale Carmela Balletta in data 20/01/2001 è stato liquidatato il pagamento per fornitura buoni pasto – per i dipendenti comunali – alla Ditta REPAS Lunch Coupons con sede in Roma alla via Esperanto ,71.
      L’importo di tale fornitura come da fattura n. 002191 del 10/12/2010 è di Euro 1467,44.
      Per quanto riguarda il servilismo della nota tipografia è un fatto ormai noto che per i pagamrnti di materiale commissionato dal Sindaco per il pagamento è disposta ad aspettare anche le calende greche mentre per ordinativi di privati in qualche occasione ha preteso il pagamento alla richiesta del materiale da stampare.
      Diciamo due pesi e due misure……….???????

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      • Diciamo anche che saranno fatti loro, si tratta di privati e avranno i loro motivi per comportarsi così, non sta né a me, né a te giudicarli.

        Inoltre ti invito a leggere con attenzione : “è stato liquidatato il pagamento per FORNITURA buoni pasto”, cioè è stata pagata la ditta che ha prodotto i buoni pasto e non: “si pagano buoni pasto a ditte ubicate a roma” come hai (malamente) interpretato tu.

        Con tutte le cose tangibili riguardanti l’operato dell’amministrazione su cui discutere…

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  4. riuscirò mai a proteggerti dalle intemperie, ad agevolare il tuo ingresso in auto e ad alleggerire la sedia sotto il tuo deretano????????????????
    in questo periodo poi c’è una lotta durissima in corso ma dovrò provarci, mi farò spazio tra i tuoi seguaci

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  5. Io non mi sento di condannare la tipografia, perchè non credo faccia nulla di anormale.
    Purtroppo tutti quelli che lavorano per le pubbliche amministrazioni in Italia bene o male sono nella stessa situazione, cioè pagamenti alle calende greche ma sicuri (al contrario dei privati che spesso si….dimenticano).
    Nessuno ha risposto però alla mia domanda iniziale:
    come è lo stato dei conti del comune di Foglianise?
    Grazie a chi saprà darmi una risposta chiara

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  6. Per te é normale che per i dipendenti comunali – e non sappiamo quali – venga effettuata una fornitura di buoni pasto emessi da una società con sede in Roma; e perché non una con sede a Benevento????
    Per te è normale pagare senza sapere chi sono i beneficiari di questi buoni pasto.
    Io invece vorrei sapere con i miei soldi quali sono i dipendenti che hanno beneficiato di questi buoni pasto e se agli stessi erano dovuti.
    Io ho l’impressione che questi buoni pasto siano serviti forse a rimborsare pranzi di personale di accompagnamento del capo in quel di Roma.
    Per quanto riguarda poi la tipografia in questione ho semplicemente detto che è servile nei confronti del capo ……. e questo è un dato di fatto : vogliamo negare l’evidenza!!!!! JeanValjean togliti le fette di prosciutto dagli occhi.Vorrei comunque sapere quali sono le cose tangibili riguardanti l’operato dell’amministrazione su cui sarei lieto di fare una discussione. Per quanto mi sforzi non riesco a individuare nessuna cosa tangibile riferibile a questa amministrazione e per cui valga la pena discutere.Per quanto riguarda poi lo stato dei conti del comune sembra che questi come ormai da molti anni e come già ho riferito siano in perfetto equilibrio salvo poi tra un mese approvare debiti fuori bilancio.Comunque se proprio vuoi sapere in modo preciso i conti la prossima volta quanto porteranno all’attenzione dell’assemblea comunale il bilancio preventivo 2011 vieni a presenziare in consiglio e cerca di capire qualche cosa sulla sfilza di numeri senza ne capo ne coda che ormai da 5 anni l’assessore competente – Giuseppe Tommaselli – ci propina.
    Inoltre aggiungo solo che ogni qualvolta un cittadino richiede l’intervento per la risoluzione di piccoli problemi di competenza comunale, questa per bocca dei suoi amministratore e dirigenti lamenta sempre la indisponibilità di fondi, salvo poi realizzare lavori di nessuna utilità sociale e comunque non prioritari.

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  7. per cose tangibili intendevo gli orrori tangibili e, se permetti, questi sono argomenti validi:
    “ogni qualvolta un cittadino richiede l’intervento per la risoluzione di piccoli problemi di competenza comunale, questa per bocca dei suoi amministratore e dirigenti lamenta sempre la indisponibilità di fondi, salvo poi realizzare lavori di nessuna utilità sociale e comunque non prioritari”.

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