I Comuni ignorano gli antichi mulini

di Nicola Mastrocinque

per Realtà Sannita.

Un mulino ad acqua o idraulico è un impianto destinato ad utilizzare l’energia meccanica, prodotta dalla corrente del fiume. All’estremità inferiore di un albero verticale è fissata una ruota orizzontale del mulino, detta” ritrecine”, formata da pale piatte o a cucchiaio, che vengono colpite e cominciano a girare, azionando gli ingranaggi della macina.
Negli ultimi anni il territorio, inteso come una incommensurabile risorsa in senso lato, ritorna ad ogni piè sospinto negli incontri-dibattiti e nelle interviste dei primi cittadini che guidano le istituzioni locali. Le strategie di sviluppo assumono una grande valenza solo mediante la riscoperta del territorio, al fine di rilanciare un’idea portante, attenta e sensibile alla storia, alle tradizioni e alla tutela dei luoghi della memoria.
Negli itinerari del Parco Taburno-Camposauro un viaggio tra gli antichi mulini non solo riporta alla luce uno spaccato della realtà rurale, ma può imprimere un’accelerazione alle aree interne della Campania, che affrontano quotidianamente il problema della marginalità, indice di un’economia flebile e spesso ridotta a lumicino dalla crisi strutturale e congiunturale.
Nella Valle Vitulanese, depauperata da scelte miopi degli enti locali, nei quali gli amministratori non brillano per una progettualità diversa rispetto alla logica del passato, riscoprire gli antichi sentieri che portano ai mulini può squarciare nuovi orizzonti e valorizzare le risorse territoriali in un contesto di sviluppo comprensoriale tra i Comuni. E’ opportuno mappare i mulini ad acqua, dislocati nella Valle Vitulanese, istituire un Tavolo Istituzionale con le forze politiche, le associazioni ed i sodalizi interessati per elaborare un progetto e favorire il flusso turistico.
Il visitatore, iniziando il suo itinerario, una sorta di viaggio nel tempo e nello spazio, arriva a Tocco Caudio, scorge i resti di un mulino, ubicato nella località “Asciello”, alle falde del Monte Camposauro. Proseguendo il suo percorso nei Comuni di Cautano, Castelpoto e Vitulano, può visitare diversi mulini, adibiti alla macinazione dei cereali nella società a struttura semplice. In Vitulano, il ricordo ricorre al mulino ad acqua, della famiglia Goglia Calabrese Luigi, gestito da Michele Pastore, originario di Foglianise.Verso il torrente Jenga, sempre ricadente nel territorio di Vitulano, gli agricoltori si recano ai mulini “de i Boffa” “ de e lesche”, denominato per la presenza di sagina, pianta per realizzare le scope, ” de e ripe”, situato in una zona scoscesa, del “Mulinello”, piccolo impianto molitorio.
La Regione Campania ha approvato il PIRAP ( Progetto Integrato Rurale per le Aree Protette), dell’ Ente Parco Taburno Campasauro 5,937 milioni di euro, per incentivare il turismo e la ruralità. I 14 Comuni che ricadono nel perimetro del Parco non hanno sostenuto un’idea-forza, ma elaborato progetti differenziati per curare ancora una volta il proprio orticello. Nel novero dei progetti finanziati solo il Comune di Cautano ha richiesto 123.000 euro per “Il Mulino ritrovato”, gli altri invece, hanno puntato l’attenzione sul recupero dei sentieri, sulle infrastrutture protettive di antichi casali, sulla piazzola di sosta-area picnic.
Nel quadro del PSR 2007-2013 (Programma di Sviluppo Rurale della Regione Campania), di cui i PIRAP sono parte integrante, si denota l’incapacità sinergica per risollevare ed intervenire con una progettualità, improntata alla qualità delle scelte strategiche nel perseguire un disegno unitario, abbandonando i personalismi per il bene della collettività.
In un comunicato stampa, inserito dal sito http://www.vivitelese.it, il 22-01-2010, relativo all’approvazione dei progetti PIRAP del Parco Regionale Taburno-Camposauro, l’ex Presidente Clemente Di Cerbo così commentava: “ Si tratta di un’occasione forte per puntare decisamente verso il rilancio di un’area che vede l’ambiente quale fonte prioritaria per la crescita socio-economica”. Egli prosegue:” L’obiettivo è quello di promuovere e realizzare interventi pubblici coordinati, destinati a migliorare lo stato di conservazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico, elevando così la forza attrattiva del territorio. In questo percorso abbiamo potuto contare sulla positiva sinergia della Regione Campania, come pure degli enti coinvolti nella progettualità grazie ad una concertazione continua”.
Se le risorse si disperdono in mille rivoli le occasioni di sviluppo sono vanificate, bisogna solo invertire la rotta, per intraprendere un ciclo virtuoso nella Valle Vitulanese

Annunci

One thought on “I Comuni ignorano gli antichi mulini

  1. L’unica difficoltà alla tua idea è che i mulini sono di proprietà di privati. Comunque concordo: i soldi del PIRAP sono stati buttati in progetti inutili mentre era necessaria una visione d’insieme che coinvolgesse tutta la valle.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...