Conclusi i lavori, San Michele assume una nuova ed affascinante veste

di Gabriele Pastore

per Il Sannio Quotidiano.

«Caro fratello, ho intese le solite impertinenze commesse in occasione della festa di San Michele. Se vi fosse vera devozione verso il santo non vi sarebbero simili scandali. Il ministro, senza richiesta di nessuno, per bene della chiesa ordinò che le rendite di San Michele si amministrassero dalla commissione di Foglianise, il ministro stesso per altre considerazioni ha revocato la ministeriale: che causa in fin dei contri si è perduta? Da chi si è perduta? La commissione di Foglianise ha fatto il suo dovere in dimostrare la novità dell’opposto al ministro dell’Em.mo Cardinale ed il risultato in quistione non toglierà mai né la vicinanza della chiesa di San Michele a Foglianise, né al popolo del nostro paese il diritto di accedervi ogni volta che vuole e raccomandarsi al Santo. Tutto il resto è un’illusione e fanatismo. Monopoli, 12 8bre 1857. Franciscus Pedicini, episcopus monopolitanus». Qualche anno prima della proclamazione di Vittorio Emanuele quale Re d’Italia, Francesco Pedicini vescovo di Monopoli nativo di Foglianise, in una lettera indirizzata al fratello Giuseppe solleva una questione che segna una pagina storica tra due paesi della valle vitulanese: la contesa dell’Eremo dell’Arcangelo tra Foglianise e Vitulano. L’episcopo non è solo spettatore della vicenda, addirittura ne è coinvolto dall’interno e se ne fa portavoce presso le gerarchie ecclesiastiche, dipanando la questione che si risolve a favore di Foglianise. Il documento, conservato nella Biblioteca dell’Arciconfraternita del SS. Corpo di Cristo e S. Anna, è stato consultabile nella mostra allestita per il convegno “Mons. Francesco Pedicini: un Vescovo nel difficile rapporto tra la Chiesa e il nascente Regno d’Italia” che si è svolto a Foglianise lo scorso 30 marzo. “La lettura di quel documento autografo – spiega il sindaco di Foglianise – è stata l’occasione per toccare con mano la figura di un figlio della nostra terra che, chiamato ad alti incarichi in un periodo ben difficile e contrastato, fu animato dall’amore per la propria terra, la famiglia, le radici. Fu proprio al nostro Vescovo che il clero e le autorità civili di Foglianise fecero capo per la risoluzione della controversia per le processioni al Santuario di San Michele sul monte Caruso”. Nonostante le celebrazioni di centocinquant’anni di storia della nazione invitino a riflettere su luci e ombre, su convergenze e dispute che hanno animato la penisola durante il suo percorso di unificazione, la rievocazione storica di una singolare rivalità non mira a riaccendere gli animi, bensì a rileggere uno dei tanti eventi che negli oltre mille anni di storia hanno interessato l’opera longobarda. Una struttura rupestre sulla quale un recente intervento, realizzato dalla provincia di Benevento in collaborazione con la Soprintendenza e con il benestare del Comune e della Parrocchia San Ciriaco, ha consentito la risistemazione dell’area demaniale e del luogo di culto. Al termine dei lavori, sabato 9 aprile, navette in partenza da piazza Santa Maria raggiungeranno l’Eremo con cadenza ogni venti minuti. Come da programma reso noto dal Municipio foglianesaro, il presidente della Provincia, alle ore 12 sul sagrato del Santuario, consegnerà al primo cittadino e al Parroco Don Nicola, le chiavi del complesso rimasto chiuso durante gli otto mesi di restauro. Saranno presenti anche il Prefetto di Benevento Michele Mazza, il Colonnello Antonio Carideo e l’assessore provinciale Valentino. Un lavoro di squadra, valuta Giovanni Mastrocinque, che rivolge parole di riconoscenza a Mons. Andrea Mugione e all’intera Curia Arcivescovile di Benevento che gentilmente ha ceduto al comune il terreno sul quale è stato realizzato un tratto della nuova strada di accesso all’Eremo. L’atteggiamento di soddisfazione, è ciò che cogliamo parlando con Don Nicola e il sindaco Mastrocinque, figure alquanto antitetiche al “Don Camillo e Peppone” di Guareschi proprio per la loro complicità e collaborazione. È un intervento sul quale hanno puntato molto per aprire l’Eremo ad un itinerario turistico – religioso capace di attrarre tutti i fedeli dell’Arcangelo, con la conseguente inclusione negli itinerari micaelici che toccano il Sannio, il Gargano ma anche altre luoghi d’Europa come Mont Saint Michel, in Francia. I legami tra Foglianise e il Gargano, ravvisabili nella struttura e in una storica immagine di San Michele in pietra garganica trafugata negli anni scorsi, si evincono anche dal parallelo che Basilio Giannelli, famoso poeta del ‘600 propone nella seguente sestina: “Né lascerò di celebrar lo speco, ove il duca degli angeli s’adora, ove ebbe udito il sordo e vista il cieco, onde il popol vicin tutto l’onora. Ti sembra quasi un’opera immortale, alla gran grotta del Gargano eguale”.
“Un luogo – scrive il sindaco nell’opuscolo di presentazione – che coniuga felicemente la storia, la cultura, la bellezza naturale, la fede del nostro popolo”.

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4 thoughts on “Conclusi i lavori, San Michele assume una nuova ed affascinante veste

  1. Qualcuno vuole far presente al COMPAGNO Cimitile che invece di venire per due volte in 10 giorni a Foglianise alle vetrine di G.M. per lanciargli la campagna elettorale, dovrebbe pensare alla MULATTIERA PROVINCIALE VITULANESE??????????????????????????????????

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  2. Senti come se la suonano e se la cantano per bene, sti quattro parassiti incompetenti.
    Senza offesa, però c’è un limite a tutto, anche alla pazienza dei santi.
    Firmato S. Michele Arcangelo

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