L’Eremo coniuga la storia, la cultura, la bellezza naturale e la fede del nostro popolo

di Gabriele Pastore

per Il Sannio Quotidiano.

Oltre mille anni di storia si presentano agli occhi del visitatore che, scalando la nuda roccia del monte Caruso, si imbatte nel Santuario di San Michele Arcangelo. Una storia fatta di rituali e gesti, devozioni e credenze che attraverso una galleria fotografica il comune di Foglianise, la Provincia di Benevento e la Parrocchia “San Ciriaco” hanno voluto raccontare per la riapertura al culto dell’Eremo, ieri mattina, dopo otto mesi di restauro. Pareri favorevoli e contrari si sono confrontati in questi mesi di lavori. Ad interventi ultimati e con tanto di servizio navetta da “cima” a valle sembra che il risultato raccolto sia stato più che positivo. Lo stesso sindaco Giovanni Mastrocinque, si mostra entusiasta della numerosa affluenza e delle significative testimonianze di approvazione. “Un lavoro di squadra in cui ciascuno ha portato la propria professionalità” continua a ripetere a ritornello a chi si ferma, lo saluta e gli fa i complimenti per il risultato raggiunto. Il merito è soprattutto della ditta Fusco di Cautano che con dovizia di particolari ha presentato oggi il lavoro. A capo dell’azienda di famiglia ci sono oggi i due fratelli Giuseppe e Pasquale Fusco che a cerimonia ultimata con dispiacere valutano con il sindaco la dura realtà di dover abbandonare quel luogo diventato in quegli otto mesi di ansia e freneticità quasi come una seconda casa. Mentre ci illustrano i lavori eseguiti che hanno riguardato l’edificio e l’area demaniale, vediamo arrivare Fusco senior, papà dei costruttori che vuole sottoporci un’ultima precisazione: “Nonostante la criticità di alcuni punti il restauro è stato eseguito in tutta regolarità e senza incidenti di percorso”. Dallo scetticismo iniziale, quindi, si è passati alla rivalutazione di un’opera che come ha illustrato il sindaco nel suo intervento “coniuga la storia, la cultura, la bellezza naturale e la fede del nostro popolo”. Per poi aggiungere: “l’augurio e la speranza è che con questo restauro, l’Eremo si apra ad un itinerario turistico – religioso capace di attrarre tutti i fedeli dell’Arcangelo inserendo il complesso tra gli itinerari micaelici nazionali ed internazionali”. Dal primo cittadino è partita inoltre la proposta, rivolta ai giovani, di presentare allo sportello per l’imprenditorialità giovanile del progetto Policoro, promosso dalla Diocesi di Benevento e dalla Fondazione Ettore Cotroneo, un business plan relativo ad un’iniziativa da realizzare avviando un’impresa sociale con lo scopo di gestire la zona del romitorio facendo divenire la struttura un punto di eccellenza. L’avvio della cerimonia, aperta dalla benedizione del Parroco e dalla firma del verbale di consegna dei tre enti coinvolti, ha visto la partecipazione del Presidente Cimitile giunto all’Eremo con gli assessori Alle Attività Produttive e alla Cultura. Infine un ringraziamento dei politici ai tecnici che hanno curato le varie fasi dei lavori progettati in sinergia con l’Ufficio Tecnico Comunale: dall’impresa che si è data da fare per consegnare nei brevi tempi indicati l’edificio longobardo, ai tecnici provinciali fino alla direzione dei lavori affidata alla meticolosità dell’architetto Fernando Carapella e del geometra Salvatore Iorio. Un momento di raccoglimento dettato dalla forte carica spirituale del luogo, ma anche di festa per la comunità di Foglianise in quanto l’Eremo che diventa tuttuno con la montagna rocciosa ha visto una considerevole presenza multi generazionale. Il binomio giovani – anziani si sposta anche su un piano più ampio che sposa nuovo e antico, tradizione nel progresso. È il fascino che l’opera solo ieri riaperta al culto sprigiona in armonia con l’ambiente circostante in cui è immersa, di cui da secoli ne è parte integrante. Oltre all’ultimazione dei lavori in tempi record, per il sindaco Mastrocinque c’è la soddisfazione di essere riuscito a far ritornare persone che per ragioni di accessibilità da tempo mancavano dal sito registrando sentimenti di gioia e commozione. “è questa la cosa che mi tocca di più di questa giornata” dichiara. Tutto questo è stato possibile per la risistemazione della storica mulattiera e della nuova strada di accesso che si imbocca da via Acquara. E proprio in riferimento a questi ultimi interventi cosa direbbero i numerosi eremiti caduti dalla vecchia mulattiera con i propri asini o lo stesso papa Orsini che nel 1727 dovette salire all’Eremo, incontrando non poche difficoltà, con il proprio asino?

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