Le università di Napoli e Milano hanno prodotto uno studio sull’Aglianico

di Antonio Caporaso

per Il Sannio Quotidiano.

Sarà presentato all’evento ‘Selezione del Sindaco 2011’ in programma dal 27 al 29 maggio a Torrecuso uno studio promosso dall’università di Milano (professore Attilio Scienza) e di Napoli (professore Luigi Moio) sull’Aglianico. La ricerca è stata avviata tre anni fa. Gli esiti delle due istituzioni hanno portato alla stesura dello studio ‘I Patriarchi-le vigne centenarie di Aglianico’. Si è voluto valorizzare il territori, attraverso un progetto di formazione con due università. Lo scopo è anche quello di preparare nuove leve di tecnici in grado di interpretare le risorse dei terroir mediterranei, affinché il nostro vino, anche esportato sui mercati più lontani, possa sempre esprimere i caratteri delle sue origini. La prima cosa a destare curiosità e interesse, è capire cosa c’è dietro una longevità, che spesso supera il secolo. Così come per gli uomini anche per la vite, gli indicatori sono vari. A partire dal fatto che la longevità non è mai casuale, ma piuttosto frutto di una precisa scelta del viticoltore. Che significa sviluppo delle radici molto esteso, assenza di innesti, equilibrio vegeto-produttivo. Requisiti che consentono di affrontare i periodi di siccità, l’asfissia radicale e le carenze alimentari, senza alcuno stress per le viti. Lo studio dell’Università di Milano ha indagato anche le tecniche di potatura, che hanno un ruolo quasi sempre determinante nella buona crescita e longevità di una vite. E qui è emerso che per gli alberelli del Sulcis in Sardegna e per gli impianti di Taurasi, le antiche potature escludevano qualunque taglio sul fusto. Comunque sul legno, ma solo su tralci di due anni. E’ importante salvaguardare la sopravvivenza e la vitalità degli antichi vigneti? Non solo per la qualità dei vini che producono e per il fascino paesaggistico e culturale che esercitano, ma perché rappresentano una straordinaria riserva di geni per la creazione di nuovi cloni. Ne consegue l’opportunità di censire questi Patriarchi della viticoltura e redigere nel contempo una scheda del loro Dna. Infatti, sono stati individuati e descritti numerosi ceppi di Aglianico e di altri vitigni, di età superiore ai 150 anni. Nel territorio di Taurasi, alcuni di questi ceppi sono risultati all’analisi del Dna incroci naturali di Syrah e Aglianico. Intanto è dimostrato che i tre biotipi dell’Aglianico (Irpinia, Taburno, Vulture) sono geneticamente quasi identici. Le leggere differenze sono da riferirsi a mutazioni naturali avvenute nei vigneti. Allo scopo di indagare questi distinguo, i tre biotipi sono stati allevati in un unico campo sperimentale, quindi con identiche condizioni agronomiche e ambientali. Individuare i terreni maggiormente vocati per l’Aglianico è stato invece il punto di forza del progetto triennale dell’Università di Napoli, coadiuvato da Luigi Moio. L’obiettivo in particolare ha preso in esame l’influenza dei diversi ambienti di coltivazione dei vigneti. E’ risultato, così, che esistono notevoli differenze nella ‘maturità tecnologica’ (massimo accumulo di zuccheri, bassa acidità, elevato rapporto zuccheri-acidi), specie nell’areale del Vulture. Sempre alla luce di questa complessa indagine è emerso che nel Vulture la maturazione è più precoce. E anche la maturità fenolica (accumulo di antociani, composti responsabili del colore rosso, e minimo contributo dei tannini dei semi – responsabili del gusto amaro e dell’astringenza – sul totale dei tannini) risulta piuttosto diversa. Sono conclusioni per tecnici, che tuttavia valgono a dare anche qualche pratico suggerimento ai vignaioli più sprovveduti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...