No alla cultura della vittoria, sì alla cultura della vita attiva

da Sannio Calcio.

Si è svolta quest’oggi, presso il Centro Sportivo Polivalente di Foglianise, il convegno “Sport…strumento di educazione”. La manifestazione, contraddistinta dal dibattito sulla funzione educativa dello sport, è stata organizzata dall’ Atletico Foglianise, società militante in Terza Categoria.
Il presidente rosanero, Stefano Caporaso, ha voluto precisare come lo scopo di questa manifestazione fosse quello di andare al di là del calcio esclusivamente inteso come sport giocato, sintetizzando il tutto con un efficace slogan “No alla cultura della vittoria, si alla cultura della vita attiva”.. Il massimo dirigente del sodalizio foglianesaro ha voluto anche ricordare che quest’anno, in occasione della nota Festa del Grano, la sua squadra realizzerà un carro in onore del Grande Torino, che sarà donato alla società granata.
Dopo Stefano Caporaso, è stata la volta del sindaco di Foglianise, Giovanni Mastrocinque, il quale si è congratulato con la società calcistica del proprio paese per questa iniziativa, facendo gli auguri per le attività future che intraprenderanno.
Una volta che il convegno è entrato nel vivo, il primo a prendere la parola è stato il Dottor Furno, rappresentante del CONI. Questi ha posto l’accento sul valore educativo dello sport nella formazione dei ragazzi, in quanto l’attività sportiva comporta con sé l’acquisizione di determinati principi, utili anche nella vita. Tra questi, sicuramente, la lealtà (insegnando al ragazzo a saper perdere), l’apprendimento delle regole (utile anche per il rispetto delle norme della vita) e il saper affrontare le gare, facendo si che il ragazzo impari a superare le difficoltà e gli esami che si presenteranno durante la propria esistenza. Il primo a concepire lo sport, inteso in questo senso, fu il pedagogista francese Pierre De Coubertin, il quale re-inventò le Olimpiadi e ideò la sua bandiera, dove i cinque cerchi stanno a rappresentare l’unione dei Continenti e, di conseguenza, di tutti i popoli. E’ proprio questo, secondo Furno, lo scopo che deve avere lo sport, ovvero quello di unire come fratelli tutte le persone.
Secondo ad intervenire è stato il Dottor Lonardo, altro rappresentante del CONI,che allo stesso modo del suo collega ha voluto sottolineare come lo sport non sia un fatto meramente agonistico, ma al contrario, di aggregazione. Centri Polivalenti, come quelli di Foglianise, rendono viva la partecipazione della popolazione. Lonardo, rivolgendosi ai genitori, sottolinea l’importanza della pratica sportiva non solo nei bambini, dove questo avviene con più facilità, ma anche negli adolescenti, troppo spesso prede di distrazioni.
Chi vive lo sport, in questo momento, non può che essere sconvolto per le recenti vicende, come il doping e il calcio-scommesse. Queste deviazioni sono sempre esistite: il doping è presente sin dai tempi di Bartali e Coppi, così come il calcio-scommesse, un tempo noto come “Toto-nero”. Secondo il parere di Lonardo, il rimedio a questi incresciosi avvenimenti deve arrivare dall’interno: “Queste deviazioni devono rafforzarci, dal nostro interno dobbiamo trovare le forze per espellere queste mele marce”. Una soluzione, per attuare quanto detto, è quello di investire sui bambini: dandogli le giuste indicazioni sin da piccoli, una volta grandi saranno persone serie ed oneste. Il rappresentante CONI chiude il suo intervento ribadendo l’importanza dell’attività sportiva sin dalla giovane età: “è indispensabile, come il bere”.
Significative anche le parole spese da Paolo Petraccaro, docente di Filosofia presso l’Università di Salerno. Il Professore ha esordito con i ringraziamenti alla città di Foglianise, in quanto in un momento di difficoltà generale trova il coraggio di rilanciare i valori dello sport.
Petraccaro si sofferma sulla figura dell’allenatore, visto come maestro di vita, di gioia, come colui che lascia un segno profondo nell’allievo. Citando Platone, il quale sosteneva che due cose elevano l’uomo, la musica per l’anima e la ginnastica per il corpo, afferma che lo sport è “umanesimo integrante”. Attraverso lo sport l’uomo costruisce la società: se per gli antichi, esso era propedeutico alla guerra, in età moderna, grazie al contributo dato da De Coubertin, diventa un fenomeno di socializzazione. Con la pratica sportiva, infatti, si ha la consapevolezza della lealtà e dell’etica, qualità che contraddistinguono il vero campione.
Lo sport deve mirare a fondare la coscienza democratica del futuro, in quanto, grazie ad esso, l’individuo passa dalla concezione dell’”io” a quello della “collettività”, del “noi”. In questo cammino è essenziale la figura dell’allenatore, che etimologicamente è “colui che allena allo sforzo”: ogni obiettivo, raggiunto senza sforzo, non ha ragion d’essere.
Infine lo sport ha il valore di unione: quando un atleta sale sul gradino più alto del podio, non rappresenta più solo il suo luogo di origini, ma l’intera nazione.
Sulla stessa linea del suo predecessore è anche l’intervento del dottor D’Argenio, rappresentante F.I.G.C. per il Settore Giovanile e Scolastico. Egli sottolinea l’importanza del fair-play, della disciplina e del rispetto delle regole. D’Argenio dice: ”Non è importante il risultato ad ogni costo, ma il rispetto delle regole. La società attuale non aiuta in questo e, perciò, il nostro ruolo ha ancora più importanza”.
Ultima ad offrire il proprio contributo è stata la Dottoressa Grazie Minutella, specialista in psicologia dei processi relazionali e di sviluppo, la quale ha definito lo sport “una metafora di vita”, che sottopone l’individuo a tutte le difficoltà, ma che al tempo stesso sviluppa le varie intelligenze.
Minutella pone l’accento sulla figura dei Mental-Training, importanti per mantenere alta la concentrazione degli atleti, ma in particolare sul ruolo dell’allenatore-educatore, che deve essere bravo non ad offrire la soluzione dei problemi, ma aiutare i propri allievi nella risoluzione dello stesso.
A fine convegno sono stati premiati due sportivi locali che si sono contraddistinti: Giacomo Viglione, podista di Tocco Caudio e Nicola Maio di Foglianise, campione nazionale di Karate. Il CONI, infine, ha reso omaggio all’Atletico Foglianise con un gagliardetto ufficiale.

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