Bottalico: “I giocatori passano, gli uomini restano. Importante è la fiducia”

da Sannio Calcio.

Una delle importanti novità di questo “mercato” dilettantistico è l’approdo sulla panchina del Foglianise, in Prima Categoria, di Franco Bottalico. Dopo l’esperienza di tre anni con l’Atletico Benevento, l’ex centrocampista degli stregoni, riparte dal centro della valle vitulanese. Bottalico ci è venuto a trovare in redazione e insieme abbiamo analizzato vari aspetti della sua carriera.

Notizia di questi giorni è l’approdo di Franco Bottalico sulla panchina del Foglianise. Cosa ti ha convinto ad accettare questa nuova avventura?
Mi ha voluto Luca Scarinzi, al suo primo anno da Direttore Sportivo della società. Luca è un amico per me e mi ha chiesto questa cortesia, ho accetto con piacere. Sono molto legato al paese, sono amico del sindaco e di suo figlio ad esempio. Questo per me rappresenta uno stimolo in più.

Obiettivi del nuovo Foglianise quali saranno?
A Foglianise si vogliono gettare le basi per costruire un progetto importante. Il sogno sarebbe quello di vedere una squadra composta da tutti elementi del posto e vedere, di conseguenza, un campo pieno di tifosi. C’è una struttura che merita questo tipo di clima. Per fare questo si inizierà ad organizzare anche un settore giovanile.

L’aver spostato il progetto Foglianise dimostra che per Bottalico non è un problema la categoria.
Sono uno che crede in certi rapporti e do sempre tantissima fiducia. Foglianise mi ha riservato una bella accoglienza e mi ha dimostrato nel corso degli anni stima, simpatia ed affetto. Anche quando ci siamo incrociati per delle amichevoli ho avvertito questo nei miei confronti.

Questo tuo modo di essere, il puntare molto sui rapporti e sulla fiducia, ti ha mai penalizzato?
Qualche volta sicuramente ma sono i rischi che si corrono facendo questo mestiere.

Facendo un passo indietro, considerato il tuo rapporto idilliaco con il presidente Biele, cosa ti spinse a consegnare le dimissioni dalla panchina dell’Atletico Benevento?
Non c’erano più i presupposti per andare avanti, tutto qui. Non rinnego i due anni e mezzo trascorsi all’Atletico Benevento, che ritengo molto belli. Credo di aver svolto anche un buon lavoro.

Sei stato una colonna del Benevento ed hai sempre seguito la squadra in questi anni. Da allenatore, cosa manca ai giallorossi per compiere il salto di categoria?
Il Benevento ha pagato la gestione di Maglione, portandosi dietro contratti onerosi e pesanti. Nel tempo ha dovuto cercare di integrare altro a questi biennali o triennali importanti. Questa non vuole di certo essere una scusante, quando non si vince la responsabilità va sempre divisa tra giocatori e società.

Come giudichi l’operato della società in questi primi giorni di mercato?
Sono del parere che solo chi non opera non sbaglia. Mi auguro che la società abbia raggiunto la piena maturità calcistica per riuscire a compiere quel salto che tutti sogniamo. Naturalmente sarà fondamentale anche la fortuna, che in questo ambito non guasta mai. Ci vuole tanto buon senso ma credo che quest’anno si sia partiti con il piede giusto.

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