Provinciale: da carovaniera a via normale, lo chiede una petizione

da Il Sannio Quotidiano.

Nuova sfida del neonato comitato civico “La Valle Vitulanese (che vorrei)”. La combattiva realtà, composta in gran parte dai giovani del comprensorio ai piedi del massiccio Taburno-Camposauro, ha visto la luce poche settimane fa sul social network Facebook e in poco tempo ha raccolto tantissime adesioni. Lanciano una petizione popolare i responsabili del comitato con l’intento di coinvolgere l’intera comunità vitulanese. La missiva, nella quale si evince un chiaro e palese senso di riscatto del territorio, è indirizzata al presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile. Centro nevralgico della protesta è ancora lo stato tribolante dell’assetto viario della Valle. In particolare si fa riferimento alla strada che maggiormente interessa tutti i paesi, la Provinciale Vitulanese. La lettera, alla quale il comitato intende allegare le firme di tutti i cittadini dell’area Taburno-Camposauro, è ancora una bozza. Per questo i responsabili, tramite il canale Facebook, chiedono ai simpatizzanti di porre attenzione con lo scopo, se necessario, di effettuare qualche modifica tesa a migliorare il contenuto della richiesta. Insomma, quanto annunciato nell’intervista rilasciata dal comitato nei giorni scorsi si sta seriamente concretizzando allo scopo di trovare presto il terreno fertile per raggiungere i primi risultati nel bene del territorio. Ecco la lettera da inviare al titolare della Rocca dei Rettori: “Le scriviamo per sottoporre, nuovamente, alla Sua attenzione un problema che da anni, troppi anni, soffoca lo sviluppo e la crescita della Valle Vitulanese e della sua economia: la nostra Provinciale detta, appunto, la Vitulanese. La provinciale versa, da sempre, in condizioni penose. Oggi, non ci sono termini per qualificarla. Molti concittadini ne usano uno, davvero icastico: la chiamano la “carovaniera”. Viene evocata l’immagine del “deserto” non solo per ricordane le difficoltà psicologiche di utilizzo, quanto per rammentarne le difficoltà fisiche, le scomodità di uso. Per ricordarne anche la stizza che questa vicenda provoca … Eppure oggi viviamo nel terzo millennio! I cittadini non vogliono ritornare sulle ormai consuete e ricorrenti promesse delle campagne elettorali. Questo aspetto della politica, Lei lo conosce! L’argomento le è davvero noto! I Valligiani non vogliono altre promesse! Non saprebbero, davvero, cosa farsene! L’esperienza dice loro, lo dice anche il nostro intuito, che queste eventuali ed ulteriori promesse, come le precedenti, saranno del tutto inevase! Collocate direttamente nel dimenticatoio. Epperò, i cittadini della Valle Vitulanese, continuano a vedere bloccati i loro sbocchi verso l’Appia (Montesarchio) o verso la Caianello (Ponte), e al contempo bloccate le loro piccole economie. I cittadini, quindi, non vogliono promesse! Nemmeno noi firmatari! Per noi firmatari, ancora, un semplice invito a provvedere, rivolto a Lei, il più alto responsabile politico sul territorio ed insieme il più diretto responsabile della nostra viabilità provinciale, ci appare come un minus! Il nostro, non vuole essere solo un sollecito a fare presto e a fare bene! Non vuole essere solo un sollecito a restituire ai 16.579 abitanti della Valle Vitulanese un diritto di cittadinanza pieno; diritto di cittadinanza, che, fino ad ora, ai più è apparso di serie B! Meglio, tutti lo avvertono di serie B. Cosa si chiede, allora? Quale il significato del nostro invito? Presidente, raduni il Suo staff, approfondisca la questione e, dopo, dica ai cittadini della Valle, in modo argomentato, e tuttavia con la sollecitudine che il caso richiede, quando saranno avviati i lavori per la ristrutturazione della nuova Valle Vitulanese. Soprattutto, quando avranno termine! I cittadini non vogliono una promessa vaga. I sottoscrittori della nota meno che mai! Chiedono, i cittadini e noi con loro, un impegno preciso fatto di date di avvio e di termine dei lavori. Questo lo vuole la nostra dignità! Il problema rappresentato preme ed interessa in modo diretto e profondo i cittadini della Valle. Come preme noi. Per questo, sappia, Presidente, che la cosa non finisce qui! Asseconderemo il desiderio dei valligiani ed il nostro desiderio, se insoddisfatti, mettendo in piedi con iniziative, se necessario, più incisive. Assai più incisive!”.

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