Castelvecchio Subequo – Foglianise, tandem francescano

di Gabriele Pastore

per Il Sannio Quotidiano.

Otto secoli dopo l’emblematico incontro di Francesco con il sultano Ayyubide al Malik al Kamil, lo spirito del Poverello d’Assisi suggella il patto di amicizia tra due comunità italiane. Non è astrattismo, ma tutta realtà. È infatti realmente accaduto lo scorso 3 ottobre tra la cittadina abruzzese di Castelvecchio Subequo e la sannita Foglianise. Il colpo di fulmine era già avvenuto in occasione della Festa del Grano dello scorso anno, decisa a pennellare l’arte molisana e abruzzese, duramente provata dal sisma del 2009. Fu in quella circostanza che nella folkloristica sfilata dei carri di grano fu riproposta la riproduzione in scala del monumentale altare in legno di San Francesco in stile berniniano di fine seicento. Da quell’evento ne è scaturita un’amicizia sincera tanto da ricevere, a due anni di distanza dalla festa patronale di San Rocco, un invito volto alla consegna dell’olio che alimenta la lampada posta dinanzi all’effige del Santo protettore d’Italia. E così, con una delegazione comunale, mentre i vicini molisani con i presidenti Iorio e Picciano ricordavano ad Assisi il transito di San Francesco, lo stesso accadeva a Castelvecchio Subequo con l’ambasceria foglianesara. Una comunità totalmente rappresentata in ambito civile e Ad accendere la lampada è stata la stessa fascia tricolore foglianesara che con due giovani “pacchiane” in costume tradizionale ha offerto in un’anfora il tipico olio delle colline assolate sannite. Religioso a partire dal sindaco Giovanni Mastrocinque, il vicario Giuseppe Tommaselli, gli assessori e consiglieri, i rappresentanti delle associazioni e il neo eletto sindaco junior Fulvio Pedicini e il suo vice Sergio Cusani. Non ha voluto mancare alla suggestiva celebrazione del Transito anche la guida spirituale foglianesara, il parroco Don Nicola Della Pietra, cui il celebrante principale il Ministro Provinciale dei Frati Minori Conventuali Fr. Giorgio Di Lembo ha affidato la lettura del brano evangelico. Ad accendere la lampada è stata la stessa fascia tricolore foglianesara che con due giovani “pacchiane” in costume tradizionale ha offerto in un’anfora il tipico olio delle colline assolate sannite. Davvero un perfetto connubio culturale in cui di certo, a fare da testimoni, sono stati due capisaldi della spiritualità francescana che accomunano i due territori: San Francesco e San Bernardino da Siena. A ricordarlo è stato lo stesso Mastrocinque che nell’offrire un quadro raffigurante l’opera protagonista della Festa del Grano 2010 ha sottolineato: “Ad un anno di distanza, essere oggi in questo tempio dello spirito tanto caro ai Castelvecchiesi, non può che confermare quanto i rapporti tra le nostre realtà vadano al di là di un singolo evento ma affondano le radici in un passato storico – culturale – religioso comune che ha condizionato, nei secoli, lo sviluppo dei nostri territori”. Per poi aggiungere: “Penso quindi, come ci suggerisce l’odierna celebrazione, alla straordinaria affermazione del Francescanesimo nella contemporanea società della globalizzazione. Da S. Francesco d’Assisi ai nostri giorni la storia del francescanesimo ha conosciuto tante personalità che hanno fatto germogliare lo spirito creativo del Fondatore. Splendente è l’esempio di S. Bernardino da Siena, un frate francescano conosciuto quale zelante predicatore e propagatore della devozione al Santo Nome di Gesù ponte di raccordo tra l’Abruzzo che oggi accoglie le sue spoglie mortali e il nostro antico Sannio”. Per la comunità di Foglianise, infatti, San Bernardino non è solo uno splendido esempio di frate francescano dedito alla predicazione: è il fondatore della Basilica della Santissima Annunziata e S. Antonio, edificio che la parrocchia di Foglianise ha annoverato per secoli tra i suoi casali fino al XIX sec. Proprio lo scorso anno, infatti, nella stessa sfilata dei carri di grano, è stato solennizzato il 570esimo anniversario della venuta del “frate Santo” nella Valle Vitulanese, prima che raggiungesse L’Aquila nel 1444, ove morì il 20 maggio dello stesso anno. “Per questo San Bernardino – ha chiosato il sindaco sannita – considerato secondo fondatore dell’ordine francescano, è un collante tra Sannio e Abruzzo”. Ha infine ricordato come “la venuta della nostra comunità nella ridente Castelvecchio cade nell’anno celebrativo del 150esimo anniversario dell’Unità Nazionale. Per questo viene naturale pensare al patrono d’Italia anche come a uno dei padri della coscienza comune del Paese, e dunque accostare la sua figura alle celebrazioni per i 150 anni dell’unità”. Ha avuto luogo anche il rito di firma dell’Albo d’Oro degli Ospiti d’Onore del Comune di Foglianise correlato alla consegna della spiga d’argento sia al sindaco di Castelvecchio Pietro Salutari che al Ministro Provinciale dei Minori. Scambi di omaggi si sono avuti non solo tra gli amministratori ma anche tra i presidenti delle associazioni presenti: l’ins. Antonietta Raiola nella veste di Ministra Ofs del Vallo di Vitulano e presidente della Pro Loco “Ugo Pedicini”, Tommaso Molinaro presidente dell’associazione Combattenti e Reduci, Antonio Bianco per l’associazione nazionale carabinieri Salvo d’Acquisto e Alfonsina Petriella presidente della scuola paritaria Mons. Francesco Pedicini. Presenti molti sindaci ed amministratori dei comuni della Valle Peligna e della Valle dell’Aterno oltre al sindaco di Candelo in provincia di Biella, comune che ha aiutato in molti modi la popolazione di Castelvecchio dopo il sisma del 6 aprile. Infine tutti nel chiostro del convento per cena offerta dalla locale amministrazione e spettacolo medievale con tamburini e sbandieratori della Giostra.

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3 thoughts on “Castelvecchio Subequo – Foglianise, tandem francescano

  1. Lo scrivano ha compiuto l’ennesimo servigio al suo signore…. un articolo scritto con i piedi, inutile, che non serve a nulla se non a fare la solita leccatina.
    Questo è un pessimo esempio di giornalismo.
    Il cronista perchè non ci parla un pò del RUP? Non scrive un commento o un articolo per smentire quanto riportato in una poesia apparsa su questo blog?
    Dimenticavo quello non lo può scrivere perchè da fastidio al signore e alla signorina….

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  2. Il R.U.P.?
    Chi l’arch. Lidia Matarazzo?
    …. ah ah ah ah poveri ignoranti!!!!

    La poesia? Quale poesia?
    La poesia è un arte … non è un gioco per diffamare le persone!!!!!!

    P.S. un invito ai moderatori …. attenti che la corda si spezza!!!!

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  3. Bravo marchese,
    premesso che non hai capito o fingi di non capire chi è il RUP della poesia, ma che fai minacci gli amministratori del Blog, perchè non rispondi, non ci dici chi è il RUP di cui si parla?

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