Atti on line, 34 enti fuori legge

da Il Sannio Quotidiano.

Nella maggior parte dei casi sono le determine dirigenziali il tallone d’achille dei Comuni. Ma non mancano enti che non mostrano le deliberazioni di Giunta e di Consiglio comunali, e c’è persino chi obbliga i cittadini a registrarsi per poter accedere ad atti pubblici.
Trasparenza per legge. Appare ancora molto lungo il cammino delle amministrazioni comunali sannite verso il pieno rispetto delle normative che impongono la pubblicazione dei provvedimenti municipali sui propri siti internet. Una prescrizione sancita in maniera definitiva dalla Legge 69/2009 che ha introdotto l’obbligo per tutte le pubbliche amministrazioni di rendere noti ai cittadini gli atti di propria competenza. E dunque delibere, determine, ordinanze, bandi di gara, annunci di matrimonio, e tutto ciò per cui era già prevista la pubblicazione all’Albo pretorio tradizionale, quello collocato all’interno degli uffici. La legge 69/2009 non ha fatto altro che trasferire ai siti internet istituzionali la medesima valenza dell’Albo pretorio storico, ai fini del progressivo alleggerimento degli archivi cartacei degli enti.
E quella sancita dalla nuova norma, va precisato, non è una semplice facoltà assegnata alle amministrazioni bensì un obbligo stringente. Dal 1 gennaio del 2011, solo gli atti pubblicati sull’Albo pretorio ‘on line’ hanno valore legale. E’ evidente dunque che la mancata pubblicazione di un qualsiasi atto sul sito internet dell’ente non rappresenta una semplice leggerezza ma una vera e propria inadempienza di legge.
Condizione nella quale rientrano molti Comuni della provincia di Benevento. Solo 44 amministrazioni locali possono dirsi in regola con i dettami normativi. In 34 casi invece si riscontrano, come da noi verificato nella giornata di ieri, inottemperanze di vario genere, dalla semplice mancanza di alcuni documenti alla totale contravvenzione degli obblighi di legge. E tra questi rientra anche il capoluogo, Benevento, come vedremo più avanti.
Gli enti in regola. Ecco di seguito i Comuni che rispettano pienamente i termini di pubblicità degli atti: Montesarchio, Airola, Telese Terme, Guardia Sanframondi, San Bartolomeo in Galdo, Morcone, Sant’Angelo a Cupolo, Cusano Mutri, Cerreto Sannita, Paduli, Solopaca, Limatola, Faicchio, San Marco dei Cavoti, Foglianise, Ceppaloni, San Leucio del Sannio, Pietrelcina, Vitulano, Amorosi, Dugenta, Colle Sannita, Calvi, Castelvenere, Circello, Pontelandolfo, Durazzano, Cautano, Pesco Sannita, Pannarano, Paolisi, Arpaia, Melizzano, Fragneto Monforte, Buonalbergo, Molinara, Montefalcone di Valfortore, Campoli Monte Taburno, Paupisi, San Martino Sannita, Castelfranco in Miscano, Sant’Arcangelo Trimonte, Sassinoro, Ginestra degli Schiavoni.
Fuori legge anche Palazzo Mosti e Rocca. Tra i 34 enti ‘fuori legge’ rientra anche, come dicevamo, il Comune di Benevento. Lungi dal dare il buon esempio, il capoluogo si macchia anzi di inadempienze rilevanti. La più importante è la mancata pubblicazione delle determine dirigenziali delle quali i cittadini possono visualizzare solo l’oggetto e la data di rilascio. Una condotta illegittima perchè, come ha chiarito il Consiglio di Stato con sentenza del 15 marzo 2006, “la pubblicazione all’Albo pretorio del Comune è prescritta dall’art. 124 T.U. n. 267/2000 per tutte le deliberazioni del Comune e della Provincia, ed essa riguarda non solo le deliberazioni degli organi di governo (Consiglio e Giunta municipali) ma anche le determinazioni dirigenziali, esprimendo la parola “deliberazione”, ab antiquo, sia risoluzioni adottate da organi collegiali che da organi monocratici, ed essendo l’intento quello di rendere pubblici tutti gli atti degli enti locali di esercizio del potere deliberativo, indipendentemente dalla natura collegiale o meno dell’organo emanante”. La legge 69/2009 non ha fatto altro che confermare tale obbligo, mutando la forma della pubblicazione dell’atto da cartacea a digitale. Il Comune di Benevento, peraltro, pubblica spesso con ritardo di svariati giorni le delibere approvate da Giunta e Consiglio, facendo così perdere il requisito dell’immediatezza della conoscenza dell’atto che è fondamentale. Ma va detto che quella di Palazzo Mosti non è l’unica inadempienza illustre. Anche dalle parti della Rocca non ci si attiene precisamente al disposto normativo in quanto la pubblicazione delle determine dirigenziali della Provincia è subordinata a una registrazione (“per accedere a questa sezione devi essere loggato”, recita il sito) che appare del tutto illegittima.
L’obbligo di registrazione per accedere all’Albo pretorio on line è previsto anche da alcuni Comuni della provincia. E’ il caso di Moiano e Bonea. Ci sono poi enti che omettono, del tutto arbitrariamente, di pubblicare integralmente le determine. Si tratta di Sant’Agata de’ Goti, Apice, San Salvatore Telesino, Pago Veiano, Frasso Telesino, Castelpagano, Tocco Caudio, Casalduni, Foiano Valfortore, Castelvetere Valfortore, Puglianello, Castelpoto, Reino, Forchia, Fragneto L’Abate, Campolattaro, Arpaise.
Risultano inaccessibili (per ragioni tecniche?) gli Albi on line dei Comuni di Torrecuso, San Giorgio la Molara, San Lorenzo Maggiore, Santa Croce del Sannio, Pietraroja. Il sito istituzionale del Comune di San Giorgio del Sannio richiede l’installazione di un apposito programma informatico e dunque no agevola la fruizione dei documenti.

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