Sequestro dei beni di Ciotta, il Pm chiede la confisca. La difesa: «Misura applicata solo con il sospetto»

da Il Sannio Quotidiano.

Nessun dubbio per il pm Giovanni Tartaglia Polcini, che ha chiesto la conferma del sequestro per la successiva confisca. Di tutt’altro avviso, ovviamente, la difesa che ha proposto l’annullamento del provvedimento. Deciderà il Tribunale – sezione Misure di prevenzione -, dinanzi al quale ieri si è svolta l’udienza sul  sequestro – operato in più momenti dai carabinieri – dei beni (società, terreni, mezzi e immobili) di Giuseppe Ciotta (o a lui ritenuti riconducibili), 57 anni, di Foglianise, già noto alle forze dell’ordine, dal 2009 sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per quattro anni nel comune di Benevento.
In particolare, l’avvocato Andrea De Longis junior ha evidenziato come la misura applicata sia stata adottata con una “esaltazione del sospetto” sulla presunta pericolosità di Ciotta e non sulla scorta di condotte provate. Dopo aver ricordato una serie di pronunce in materia di sequestro e confisca sia della Corte costituzionale che della Corte europea per i diritti umani, il legale ha rimarcato come nel caso del suo assistito non esista “la certezza che i beni a lui ricondotti siano proventi di un reato. Al contrario, esiste solo un sospetto dell’accusa e non un indizio, una prova”. De Longis ha affermato che “alla difesa è stato negato il diritto di provare il reale stile di vita di Ciotta, dei suoi figli e della ex moglie, alla quale sono da sempre intestate le società e i beni, creati con pochi milioni di vecchie lire di capitale e cresciuti grazie a finanziamenti ed anche indebitamenti”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’avvocato Raffaele Scarinzi che, dopo aver depositato una memoria, ha spiegato che per “confiscare un bene sequestrato servono ulteriori prove o indizi”, contestando le conclusioni del curatore nominato dal Tribunale. L’appuntamento in aula si è concluso con gli interventi degli avvocati Antonio Leone, Cipriano Ficedolo e Mario Mirra, per i titolari delle società colpite dai sequestri, quindi il Tribunale si è riservato la decisione.

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