“La legge è sovrana”. La delibera di nomina della commissione per il paesaggio deve essere revocata

di PD – Circolo Territoriale di Foglianise.

Che il SINDACO di Foglianise fosse poco incline al rispetto di disposizioni anche in forma di circolare dettate da organi ed enti sovraordinati quali Regione, Provincia ecc., per noi che lo conosciamo bene, non è una novità. Questa insofferenza dell’Amministratore al rispetto di regole e procedure danneggia sicuramente la nostra collettività e rende meno credibili, quelle istituzioni in prima linea nel contrasto alla illegalità ed abusi anche di tipo ambientale – urbanistico, perpetrati sul territorio mediante una sistematica inosservanza delle norme. A proposito di forzature e prevaricazioni insopportabili di questa mediocre amministrazione attiva, i cittadini devono sapere che con delibera di C.C. n. 23 del 06/09/2011, è stata istituita la “Commissione per il Paesaggio” con il solo voto favorevole dei consiglieri di maggioranza, effettuando “in modo illegittimo” cinque distinte votazioni – una per ogni rappresentante – anziché una votazione unica con voto limitato ad un solo nominativo come previsto dalla normativa di riferimento, con il preciso intento di evitare che la minoranza potesse indicare ed eleggere un qualificato componente di propria fiducia. In sede di Consiglio Comunale in data 06/09/2011, nonostante i Consiglieri di minoranza facessero rilevare tale illegittimità – senza per altro ottenere soddisfazione – il Sindaco insieme a un incompetente Presidente del Consiglio Comunale, ai suoi fedeli consiglieri dall’inchino facile e con il placet del segretario comunale, in evidente contraddizione con quanto esplicitato nella proposta sottoposta al vaglio dell’Assemblea Consiliare, andavano avanti a testa bassa pensando di essere immuni da qualsiasi controllo e responsabilità. Che tale procedura adottata non fosse conforme alle disposizioni della legge regionale n. 10/1982 era facilmente intuibile, bastava saper leggere l’informativa dell’assessore Regionale al ramo e applicare in toto quanto contenuto nel disposto normativo. Teorizzare che la mancanza di una disciplina specifica regionale sul funzionamento della commissione per il paesaggio desse un potere di scelta automatico al Consiglio Comunale, è quantomeno stravagante, poiché il comma 1 dell’art. 148 del D.Leg.vo n. 42/02, pone in capo alla Regione e non già ai Comuni la promozione e la disciplina sul funzionamento della Commissione Locale per il paesaggio. Disciplina che la Regione Campania ha ritenuto opportuno indicare con due distinte circolari del luglio e dell’agosto dell’anno scorso, che hanno preceduto di qualche giorno le votazioni in Consiglio Comunale. Sindaco, la legge non può essere applicata in modo parziale piegandola ai propri interessi, con il preciso intento di discriminare persone che non condividono le Sue scelte amministrative e che in modo trasparente si pongono in alternativa. C’è voluto tutto l’impegno del nostro Circolo, quello dei Consiglieri di minoranza e non ultimo e più importante quello del nostro rappresentante Regionale On. Del Basso De Caro firmatario di un’interrogazione regionale, discussa nel question time del consiglio regionale del 24/05/2012, per avere una risposta ufficiale dell’Assessore all’Urbanistica della Regione Campania (On. Marcello Taglialatela), pervenuta in data 28/05/2012, che così recita “In esito alla interrogazione in oggetto indicato, relativa alla illegittima costituzione della Commissione Locale per il Paesaggio – art.148 D.L.vo 42/02 e s.m.i., da parte dell’Amm.ne Com. le di Foglianise (BN), nel prendere atto del mancato rispetto del procedimento di “voto limitato”imposto dalla L.R. n. 10/82 per la nomina dei componenti la Commissione, di cui alla deliberazione di C.C. di Foglianise n.23 del 6/09/2011, e verificato il mancato rispetto delle circolari regionali del 7/07/2011 e del 2/08/2011, si procederà a richiedere al Comune di Foglianise di ottemperare a quanto disposto dalle norme, previa revoca della deliberazione consiliare assunta e dei relativi conseguenti adempimenti in autotutela e riproposizione di un nuovo atto deliberativo che tenga conto dei rilievi posti”. La risposta dell’Assessore Regionale all’urbanistica, in merito all’illegittima nomina dei componenti la Commissione per il paesaggio è chiara ed esaustiva ed evidenzia in particolare, che la procedura di votazione del Consiglio Comunale è in aperto contrasto con il dispositivo di legge. Essa inoltre, non fa altro che confermare e chiarire che nel merito, la posizione della Giunta Regionale, è la stessa assunta dai Consiglieri Comunali di minoranza che già in sede consiliare avevano sollevato con estrema chiarezza l’illegittimità sul metodo di votazione. Alla luce del parere dell’Assessore Regionale, è nostro dovere chiedere al Sindaco, così come

CHIEDIAMO

che in termini brevi tale palese illegittimità venga sanata previa revoca o annullamento della delibera assunta e riproposizione di un nuovo atto deliberativo.
A nostro parere, inoltre, la revoca o annullamento della delibera stessa rende nulli tutti gli atti derivati, compresi, le autorizzazioni rese da una “pseudo commissione”. L’annullamento delle predette autorizzazioni rilasciate inoltre, potrebbe innescare, una sequela di contenziosi con richiesta di risarcimento danni da parte dei cittadini interessati, nei confronti dell’Amministrazione Comunale già indebitata che difficilmente potrebbe far fronte a impreviste nuove spese. In relazione a tale scenario e alle conseguenze che ne potrebbero derivare poniamo al SINDACO la seguente interrogazione : a chi giova tutto questo ostinarsi a inventare meccanismi che le consentono con l’avallo dei suoi consiglieri di mettere in atto iter procedurali bizzarri, distanti anni luce da quelli previsti dalla nostra legislazione?
SINDACO invece di fare giochetti di bassa lega come nel caso di specie si ricordi sempre che “ la legge è sovrana” e pertanto l’azione amministrativa deve essere orientata nel senso della funzionalità nella legalità. Non ci sono sfuggite le parole di disappunto da Lei proferite a mezzo stampa in seguito ad accertamento di violazione amministrativa da parte di due ispettori fitosanitari nell’ambito di un’ispezione per la verifica della presenza di eventuale cancro colorato del platano. Parole che denotano una visione padronale del territorio di stampo medievale che niente hanno a che fare con la democrazia rappresentativa. Le dobbiamo riconoscere che in quest’occasione con il pretesto della pericolosità dei “rami ceduti sotto il peso della neve”, ha solo tagliato la testa degli alberi, mentre in altre occasioni con il pretesto di pericolosità più o meno esistenti, sono stati abbattuti interi fabbricati nel centro storico, addebitandone poi, i costi della demolizione agli stessi proprietari cui non è stato ancora rilasciato il contributo per la ricostruzione ai sensi della L . 219/81. Signor Sindaco se Lei per la realizzazione nel proprio comune d’interventi di tipo “migliorativi” rivendica il principio dell’autonomia deve poi accettare che in piena autonomia e indipendenza gli organismi preposti al controllo ne verifichino la correttezza sotto l’aspetto legislativo.
Le vorremmo ricordare che legalità non significa solo rispetto del cittadino dell’ordinamento giuridico, bensì in primo luogo corretta applicazione delle leggi da parte della pubblica amministrazione e quindi da chi le rappresenta, evitando la tentazione, sempre latente, di sovrapporre ad esse visioni politiche, in se pur legittime o, peggio, interessi di parte o personali. Riteniamo che un politico, un rappresentante del popolo, un pubblico ufficiale, debba sempre e comunque ispirarsi a questi principi e valori, respingendo interpretazioni e applicazioni che dipendano da asservimento ai prevaricatori di turno, e che si concludono in ingiustizie e illeciti a danno dei singoli, della collettività e dei cittadini che ripongono la fiducia nelle istituzioni.

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