Quel Bambinello da Betlemme al centro del Natale dei fedeli

da Ottopagine.it

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  Al centro del Natale dei fedeli della valle vitulanese l’immagine di un Bambinello  che   i frati francescani del convento della Santissima Annunziata (Sant’Antonio)  hanno fatto   appositamente giungere da Betlemme. Il Bambino è stato esposto sull’altare della  chiesa del convento durante la cerimonia della Notte di Natale. «Una cerimonia – spiega frate Rosario Corbo (nella foto) – particolarmente seguita dai fedeli della vallata che sono accorsi numerosi e hanno partecipato alla funzione in maniera sentita e raccolta».

Il Bambino resterà esposto per tutto il periodo delle feste natalizie, fino al giono dell’Epifania. «In quella occasione – aggiunge il frate francescano – ci sarà la cerimonia nel pomeriggio, con inizio alle 17, con la funzione del «bacio del Bambinello». L’edificio di culto vitulanese rappresenta senza dubbio uno dei luoghi più cari ai fedeli della vallata. La tradizione vuole che sia stato fondato da San Bernardino da Siena, che giunse in terra vitulanese il 25 marzo 1440, ricevuto da fedeli che accorrono da tutti i casali, nobili e popolani. Fra Bernardino predica alla folla, è il giorno dell’Annunciazione, e a ricordo della sua visita vuole che sul posto sorga un convento dedicato, appunto, alla Santissima Annunziata.

Il 16 marzo 1483, il Papa Sisto IV, su richiesta dell’abate del monastero di Santa Maria della Grotta e dei cittadini della allora Valle di Tocco, concede di fondare una casa con la chiesa dove giungeranno i frati francescani grazie alla cui opera si diffonde rapidamente la devozione a Sant’Antonio di Padova. I frati francescani mantenogono forte anche la tradizione del presepio, il cui primo allestitore fu proprio San Francesco d’Assisi che nella notta di Natale del 1223 a Greggio chiamò il suo amico Giovanni Velita per allestire il primo Presepe vivente del Mondo, al quale accorsero frati, uomini e donne festanti, pronti a partecipare attivamente all’evento, omaggiare Gesù Bambino, celebrare la semplicità evangelica, lodare la povertà, cantare le lodi al Signore e rivivere la Nascita.

E come nove secoli addietro i fedeli vitulanesi sono accorsi nella Santa Notte presso il convento dei frati francescani per rievocare il «neonato Re povero e la piccola città di Betlemme». Quella Betlemme che con l’arrivo del Bambinello entra simbolicamente con forza al centro di questo Santo Natale dei fedeli vitulanesi. Non una semplice statuina, dunque, ma un’immagine fortemente simbolica a cui i frati affidano il messaggio evangelico del Poverello di Assisi che «quando voleva nominare Cristo Gesù, infervorato di amore celeste, lo chiamava “il Bambino di Betlemme”».

Semplice e immediato il messaggio dei frati: «Non ci sono parole umane capaci di esprimere la forza, la potenza, l’umiltà, il dono pieno di salvezza e di speranza che ci viene dalla Notte Santa. Il tutto di Dio – secondo lo spirito francescano – è in quel Bambino sorretto da Maria e accarezzato dallo sguardo di Giuseppe. Dare il meglio di noi è una dimensione di vivere, oggi, il Natale. Non spaventiamoci, non fermiamoci sui nostri limiti, ma chiediamo al Bambino del presepe la grazia di cominciare a dare, con semplicità e costanza, il meglio di noi».

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